• Google+
  • Commenta
8 marzo 2012

L’altra campana: la parola ad un ProTav

In questi giorni la cronaca nazionale non può fare a meno di occuparsi delle proteste No Tav, in contrapposizione alle risposte decise ad andare avanti del governo e delle altre varie correnti politiche favorevoli all’opera.

Le proteste, violentemente represse, non sono mai cessate, anzi hanno coinvolto tutto il paese, attraverso manifestazioni di solidarietà e sostegno dando l’idea che tutta l’opinione pubblica sia contrario a questo investimento.

Durante la manifestazione di sabato 3 marzo, avevamo incontrato alcuni studenti universitari in corteo e chiedendogli il perché della loro posizione contraria. Ora vi proponiamo quest’intervista fatta ad un ragazzo favorevole alla costruzione della Tav.

Michele T. ha 21 anni ed è iscritto al terzo anno di giurisprudenza alla Sapienza di Roma. E’ un ragazzo come tanti. Non gli piace pensare per ideologie, ne per compartimenti stagni, suona il pianoforte e fa musica rap. Anche lui si è sentito coinvolto nella questione Tav, si è informato e ha deciso da che parte stare: pro Tav.

  • Perché sei favorevole alla tav in Val Susa?

La costruzione di una grande infrastruttura, la realizzazione di un grande progetto, porta con sè una quantità pressoché infinita di problemi, ostacoli e rischi della natura più varia, anche in paesi che vantano una migliore tradizione a riguardo, figuriamoci nella nostra (spesso) poco trasparente nazione. Nonostante ciò, pur non essendo un sostenitore del progresso a ogni costo, tutt’altro, credo che non sia possibile restare sempre fermi allo stesso punto. Le principali (e sensate) obiezioni al progetto sono di natura ambientale\ecologica in primis, poi di natura economica (riguardo ai costi, all’effettiva utilità e al rischio di infiltrazioni malavitose).

“Dal punto di vista ambientale: sarebbe miope negare che ci sarà un forte impatto sull’ambiente. Prendiamo il problema amianto. Dall’Annunziata era presente il Presidente dell’osservatorio di Torino per la linea alta velocità, Mario Virano. Ho ascoltato con il giusto scetticismo, visto che rappresentava una parte specifica, e quindi avrebbe potuto essere fazioso, ma così non mi è sembrato. Ha espresso alcuni dati importanti, che mi sono parsi molto chiari. Ha asserito che il Ministero dell’ambiente e l’ARPA (L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) hanno effettuato verifiche che hanno portato a ritenere il problema senza rilevanza particolare. Non posso chiaramente garantire circa l’affidabilità, sono un comune cittadino che si interessa in modo a volte approfondito ma con i limiti del tempo a disposizione, e queste sono le poche informazioni a cui posso avere accesso, ma le argomentazioni mi sono sembrate ragionevoli. E’ sicuramente un problema che andrà continuamente monitorato con la massima attenzione.

“Quanto ai costi energetici e all’inquinamento derivato dalla costruzione: sicuramente saranno entrambi elevati, ma secondo me un errore in questo caso è l’ottica del breve periodo. Nel breve periodo questi costi e i livelli d’inquinamento che ne deriveranno paiono spropositati. Ma nel lungo periodo? Il petrolio sta finendo, il suo costo è alle stelle. Attualmente la maggior parte dei traffici commerciali italiani interni e quelli d’esportazione avvengono su gomma. Come faremo tra 15, 20 anni a effettuare tutti i trasporti ancora a benzina senza una rete ferroviaria adeguata ai tempi? Sostanzialmente la mia idea è che attualmente il volume dei traffici sia limitato dalla qualità delle infrastrutture, e che un incentivo (o anche un obbligo) a trasferire tale volume su rotaia, una volta ultimata la tav, porterebbe solo beneficiCredo che nell’ottica di una maggiore integrazione europea, opere di questo genere non possano che essere considerate come ottimi incentivi, necessari a maggior ragione dove la crisi economica sta mettendo alla prova tale processo di integrazione.

Traendo le somme, credo che i costi a tutti i livelli siano sostenibili, anche se i benefici si vedranno solo nel lungo periodo, e a patto che l’importante movimento che ora sta contrastando la costruzione diriga il suo impegno a vigilare affinché questi benefici affiorino (e a quel punto sarò lieto di partecipare); la maggioranza della popolazione, e numerosi sindaci democraticamente eletti di molti comuni della Val Di Susa appoggiano l’opera, o quantomeno sono aperti al dialogo, e sono dell’opinione che a riguardo ci sia stata una cattiva stampa, che ha evidenziato solo i punti di conflitto cercando come al solito la polemica e il titolone, fomentando l’odio, che poi sono sfociati tanto nelle aggressioni della polizia quanto nelle aggressioni alle troupe giornalistiche, rappresentati anche dalle frange violente del dissenso più che legittimo”.

 

  •  Non hai paura che dietro a questi appalti ci siano interessi di natura malavitosa?

Certo che ne ho paura. Ma rifiuto la logica che c’è dietro a questa tesi. E’ l’unico punto che mi vede irremovibile e in totale disaccordo con chi porta questo argomento a sostegno della protesta No Tav. Non è ammissibile impedire la costruzione dell’opera perché si temono infiltrazioni della malavita. Si creerebbe un precedente di una pericolosità inaudita. Si deve lottare affinché sia fatta prevenzione e gli appalti siano trasparenti. Si deve lottare affinché in futuro non sia necessario temere le infiltrazioni mafiose ogni volta che si tenta qualsiasi cosa. Questo paese è stato bloccato fin troppo a lungo dal timore delle mafie. Si protesti contro le mafie, non contro ciò che ne potrebbe venir danneggiato. Io non sono un buon oratore, quindi rimando in tutto e per tutto a Scalfari, nell’editoriale di ieri su “La Repubblica” (4 marzo 2012) sull’argomento”.

 

  • Pensare ad una infrastruttura così importante al nord, non è sproporzionato vista l’assenza di ferrovie efficienti nel sud della penisola, se non della Salerno-Reggio Calabria?

Questo è un punto che merita attenzione, e sul quale devo ammettere di non aver riflettuto, ma sul quale darò una risposta analoga e altrettanto rapida. L’arretratezza del meridione è un problema nato con lo Stato italiano, che verrà risolto come sopra, con la mobilitazione attiva della sua popolazione unita al supporto delle Istituzioni e del resto d’Italia, indipendentemente dalla costruzione o meno della Tav. Il problema del meridione non è quanti soldi gli verranno sottratti costruendo la Tav, o quanto sarà penalizzato dalla Tav, perché finché non sarà risolto il problema delle mafie e dell’utilizzazione delle risorse ogni aiuto economico sarà perso nel nulla come è sempre stato in questi anni. Porlo come motivazione a sostegno della protesta No Tav mi sembra…non voglio dire una strumentalizzazione, ma qualcosa di quantomeno slegato e incoerente”.

  • Cosa ne pensi dei manifestanti e delle proteste di questi giorni?

Penso che la protesta e il dissenso siano alla base di una democrazia funzionante e moderna. Penso che i motivi del dissenso non siano illogici o infondati, e invitino a riflettere e a non prendere nulla alla leggera. Ma penso che come è giusto dar voce al dissenso, è giusto anche tener conto che questo progetto è stato discusso con la popolazione, con le assemblee dei sindaci eletti democraticamente, e anche in base a tali contatti il progetto ha subito svariate modifiche, tra i quali quella importantissima che ha portato a un significativo alleggerimento del progetto iniziale. Quindi, se esiste una maggioranza che vuole che il progetto vada avanti, in democrazia, cosi dovrà essere. Ho letto sempre su “La Repubblica” di ieri che sono stimati intorno agli 8000 i partecipanti attivi alla protesta No Tav residenti in Val Di Susa, su una popolazione di circa 60000 abitanti, non proprio una maggioranza schiacciante. Giusto dar voce al loro dissenso, a quello di chiunque ritenga di volerlo esprimere, ma personalmente mi auguro che in futuro tale dissenso diventi spinta di controllo e vigilanza affinché le promesse di trasparenza e circoscrizione di costi e rischi ambientali vengano mantenute al 100 % (torno a ripetermi, ma il punto per me è fondamentale). Condanno le forme di violenza, e su questo punto non credo ci sia da discutere.

 

  • Credi che tutte queste proteste serviranno a fermare i lavori, obbligando il governo ad un dietro front?

No, non credo che questo possa avvenire, per i motivi che ho elencato prima. C’è l’appoggio democratico all’opera, ci sono direttive europee. Posso solo augurarmi che i lavori possano iniziare e proseguire senza troppi intoppi, cosa che in queste condizioni non farebbe che recare danno a tutti. Lungi da me sminuire la protesta e l’impegno attivo di chi ne fa parte, ma non credo sia possibile”.

 

  • Credi che i manifestanti (giovani universitari) siano informati o che si lascino strumentalizzare dagli ideali e dai partiti?

Credo che sia l’informazione a essere strumentalizzata, in un senso e nell’altro, e che quindi serva un attenzione rafforzata in materia. A lungo si è sostenuto che questa sia un’epoca priva di ideali, io sostengo che invece la crisi di valori abbia portato nei giovani una sete inestinguibile di ideali. Purtroppo noto però che spesso questi ideali sono gli stessi di anni fa, replicati e non aggiornati al dinamismo e la velocità della società contemporanea (stesso problema che vive la politica: cos’è del resto, se non la manifestazione concreta degli ideali?); pertanto spesso ci si dimentica della realtà concreta e si tende (incosciamente) a forzare le situazioni verso ciò che si vuole vedere (lo dico perché anche io sono stato protagonista di episodi del genere). Ma mi sto allontanando dalla discussione centrale, quindi mi fermo qui e lascio a chi legge le ulteriori considerazioni”.

 

  • Tu rivedi la tua posizione Pro Tav in qualche partito?

Bersani da Santoro, quando ha detto “se fosse vero che è possibile un’altra soluzione non credo che non si sarebbe fatta la Tav. Sono anni che si discute di questo, io sono del tutto consapevole che c’è un problema, un disagio, un’opposizione ma si dialoga solo se si conclude che la Tav non si fa? La maggioranza delle istituzioni e delle persone coinvolte pensa che si debba fare. Siccome non stiamo parlando di una centrale atomica o di una autostrada, ma di una ferrovia, serve razionalità”. Non sono iscritto al PD, molte volte mi sento male a sentire certe dichiarazioni di certi suoi esponenti. Ma qui, seppure la mia posizione sia un po’ meno drastica, mi trovo sostanzialmente d’accordo”.

 

  • Dove ti informi?Internet, giornali, televisione?

Cerco, nei limiti di tempo e interesse, di avere un quadro completo. Il giornale “cartaceo” (lo leggo sull’ipad di mio padre) che seguo di più è “La Repubblica”, in alternativa “La Stampa”, e su alcune questioni “Il sole 24 ore”. Su internet è inevitabile ritrovarsi a cercare informazioni e notizie al giorno d’oggi, anche se sono molto diffidente, molte volte è più difficile reperire le fonti, e c’è una grande quantità di notizie false o addirittura manovrate. D’altro canto a volte vi sono riportate le notizie in modo veramente obiettivo. Bisogna stare attenti, ripeto. Seguo il tg La 7 di Mentana, il notiziario sky Tg 24, a volte il Tg3, trovo difetti sostanziali in tutti e 3. In definitiva ascolto molto mio padre, che è molto più abile di me nel reperire notizie e informazioni affidabili e interessanti”.

 

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy