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19 aprile 2012

Il liceo musicale a Bologna s’ha da fare

Tutti lo vogliono e nessuno lo fa. Il liceo musicale a Bologna è un idea che frulla da tempo nell’aria,nel 2010 un articolo sul Corriere affermava speranzoso “Laura Bassi, sarà il liceo musicale della città: «Pronti a partire nel 2011»”. Da allora sono passati due anni e in via Sant’Isaia nulla è cambiato;sia chiaro,il liceo non ha fatto dietro front ma ha sempre messo a disposizione le proprie strutture e i propri spazi,ben felice di raccogliere le richieste di studenti e genitori,presidi delle scuole medie e esperti di musica. Eppure nulla di fatto.

Le nuove sezioni di liceo musicale che secondo la programmazione regionale per l’anno scolastico 2011/2012 dovrebbero essere istituite a Modena e Bologna non sono state confermate dall’Ufficio scolastico regionale. E’ una responsabilità grave che ricade unicamente sul Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini – tuonavano fino a poco tempo fa i consiglieri regionali del Gruppo PD Palma Costi, Luciano Vecchi, Marco Monari, Paola Marani e Stefano Bonaccini,proseguendo – quanto ad organico una sezione di un liceo musicale costa come 3 classi prime di liceo scientifico ma il Ministero dell’Istruzione, dopo avere generosamente attribuito e finanziato per il primo anno della riforma sezioni di liceo musicale in regioni quali Veneto e Lombardia (8 per ciascuna di queste Regioni), per l’anno scolastico 2011-2012 non ha stanziato alcuna risorsa aggiuntiva finalizzata all’istituzione di nuove sezioni di liceo musicale, e ne ha demandato la scelta alla programmazione regionale e agli Uffici scolastici regionali. Per la mancanza dei fondi stabiliti dal Governo, nonostante il parere positivo dato lo scorso gennaio dalla Conferenza regionale per il sistema formativo sulla programmazione territoriale dell’offerta formativa per l’a.s. 2011-2012 (comprendente le 3 sezioni di liceo musicale e la sezione di liceo coreutico) e senza un confronto con la Regione e le istituzioni locali, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna ha tuttavia scelto l’istituzione del liceo musicale solamente a Forlì”.

Anche l’assessore provinciale all’Istruzione Giuseppe De Biasi rimase molto amareggiato dalla decisione ministeriale in quanto tutto sembrava pronto all’effettiva realizzazione di un progetto tanto bramato. Il Conservatorio bolognese aveva infatti dato la propria disponibilità a coprire, senza costi aggiuntivi per l’Ufficio scolastico regionale, tutte le ore di laboratorio musicale previste dalla didattica;non solo,ma in un vero concerto di solidarietà gli stessi musicisti della Filarmonica del Teatro comunale si erano proposti come volontari per coprire le 60 ore mensili di insegnamento specialistico di musica strumentale mentre due docenti,uno proprio dal Laura Bassi,l’altro da un liceo di Imola,erano pronti a dare volontariamente lezioni di chitarra e pianoforte. Si trattò davvero di una decisione politica? Se no cosa può tenere a freno tali,e tanti,convincenti argomenti?

La città Bologna,patria di illustri musicisti e  cantautori,battezzata dall’Unesco “Città Creativa della Musica” e all’avanguardia in tutti i campi dell’insegnamento non si arrende e chiede ancora di ottenere questo doveroso privilegio sperando che le alte sfere governative siano disposte a prestare orecchio a simili appelli.

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