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12 aprile 2012

In provincia di Modena si nasconde un modello scolastico

Il Liceo delle Scienze sociali Francescane di Palagano (MO) gestito da suore, con contributi solo dalla Diocesi e dalle rette, coniuga la sobrietà con l’eccellenza.

Nei giorni scorsi, sulla stampa, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli sui rendimenti degli Istituti scolastici superiori e sulla preparazione al mondo universitario. Lo studio è stato condotto in quattro Regioni, tra cui l’Emilia Romagna, dove sono stati messi in fila 179 Istituti secondari.  Nella graduatoria che misura l’“effetto scuola”, ovvero il contributo specifico delle scuole nella preparazione agli studi universitari, l’offerta del sistema formativo modenese ne esce benissimo. Tra i primi dieci migliori istituti in Emilia Romagna, quattro sono modenesi, che rappresentano “un modello per la scuola italiana”, recita il rapporto della fondazione.

Al primo posto si colloca l’Istituto tecnico Industriale E. Fermi, storica eccellenza territoriale, fino a pochi anni fa gestito dalla Provincia; al terzo posto il Liceo Classico Muratori, altro “santuario storico” della cultura modenese; all’ottavo posto il Liceo delle Scienze sociali “Francescane dell’Immacolata” di Palagano, un istituto che è una vero modello economico, logistico, di sobrietà e di preparazione.

Infatti, la scuola si regge con le proprie gambe col solo contributo della Diocesi e delle rette, non riceve contributi pubblici e quindi non grava sulla collettività. Dal punto di vista logistico, anche se c’è una pesante carenza di collegamenti pubblici utili, è uno degli istituti più frequentati, con una grande bacino di utenza.
L’aspetto più importante è che la scuola rispecchia il paese che la ospita: la tecnologia al servizio delle tradizioni.

In un ambiente sobrio in cui tutti vengono resi partecipi dell’importanza di evitare sprechi e distruzioni, dove si spengono le luci e il riscaldamento, se non ce n’è bisogno, si riutilizza la carta, dove i banchi e gli arredi, ancora di aspetto dignitoso, sono quelli di quarant’anni fa, c’è comunque un grande interesse verso le ultime novità tecnologiche . Così, le aule dotate di moderne strumentazioni informatiche hanno il sapore di comportamenti antichi (ma tornati molto attuali). I professori abbinano le tradizioni paesane con l’attualità mondiale, per saper coniugare la realtà più vicina con quella più lontana.

Interviene sull’argomento il sindaco di Prignano sulla Secchia, Mauro Fantini, con un’intervista alla Gazzetta di Modena, dove dice:  “Conosco pertanto assai bene quella realtà. Ho potuto apprezzare di persona, infatti, la qualità elevata dell’insegnamento, frutto del grande impegno profuso dal corpo docente (al 90% laico) oltre alla grande attenzione per la crescita umana dei ragazzi. Mia figlia è cresciuta in questo ambiente, si è laureta con 110 e lode in una Università Statale e, come lei, tanti altri ragazzi che sono usciti da quelle mura hanno avuto ottime performance universitarie”.
Spesso i veri esempi di vita abitano in provincia.

 

 

 

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