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18 aprile 2012

Ingorghi nelle liste d’attesa per gli asili di Bologna

Una brutta gatta da pelare per l’Assessore alla Scuola del comune di Bologna,le liste d’attesa del centinaio di scuole d’infanzia presenti nel comune bolognese sembrerebbero infatti oberate da una richiesta di posti gravemente eccedente e impossibile da regolare. Come è possibile?

Pare che non sia bastata l’attenzione portata a questa categoria tra il 2011 e il 2012 attraverso l’apertura di nuove sezioni comunali,statali,private convenzionate e l’ingrandimento di alcune sedi;dopo la chiusura delle iscrizioni per il 2012/2013,avvenuta a fine febbraio,e l’elaborazione della prima graduatoria risultano infatti ben 465 domande in “attesa perpetua”. Non solo,ciò che è curiosamente preoccupante è il fatto che in strutture comunali e statali di alcuni quartieri (Santo Stefano,Navile e Sevena) risultino 28 posti liberi mentre ben 122 in strutture private convenzionate nei quartieri Saragozza,Santo Stefano,San Vitale e Sevena.

Veloce chiarimento: nella scuola d’infanzia gli alunni,dopo aver presentato la domanda d’iscrizione,vengono graduati secondo alcuni criteri;innanzitutto vengono confermati gli alunni già iscritti all’anno precedente,successivamente si visionano le nuove richieste d’iscrizione (presentate entro i termini),infine si privilegiano coloro che appartengono al comune o al quartiere dove sorge l’asilo. A scendere vengono prese in considerazione le altre domande: non residenti con domanda presentata entro i termini,residenti con domanda presentata oltre i termini e non residenti con domanda presentata oltre i termini. Tutti i candidati che risultano in esubero rispetto alla disponibilità dei posti finiscono nella Lista d’attesa,mano a mano che si liberano posti nel corso dell’anno scolastico si procede all’inserimento del primo degli esclusi attingendo dalla detta graduatoria.

Nel Comune di Bologna sembra che qualcosa si sia inceppato,vero è che devono essere verificate quelle domande che sono state inoltrate sia a scuole pubbliche che private,comunque ad aggravare la situazione risultano in più un altro centinaio di domande fuori termine. Questo corto circuito organizzativo avrà non piacevoli conseguenze per l’Amministrazione Comunale sia in termini di bilancio,che di gestione del personale,che infine di investimenti;conseguenze che hanno la loro causa nella scarsa attenzione che l’Amministrazione ha dato alla scuola d’infanzia nel comune bolognese,comune costretto a farsi carico di una quota decisamente anomala del servizio rispetto alla quota nazionale.

Una situazione spinosa sia per le famiglie che per gli organi amministrativi i quali dovranno al più presto trovare punti di incontro in collaborazione con Organizzazioni sindacali,Enti gestori delle scuole convenzionate e l’Ufficio scolastico provinciale e regionale in modo da salvaguardare il diritto allo studio anche per quelli,come i bambini,spesso lasciati da parte dimostrando una scarsa attenzione e volontà ad occuparsi proficuamente dell’istruzione a tutti i livelli.

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