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19 aprile 2012

TFA modalità di accesso ancora in discussione del MIUR

TFA modalità di accesso
TFA modalità di accesso

TFA modalità di accesso

Il Ministero della Pubblica Istruzione è ancora impegnato ad analizzare e tentare di risolvere i più particolari casi che riguardano il TFA modalità di accesso.

A poco meno di due mesi dalle prove di accesso al TFA, tirocinio formativo attivo, sembra finalmente ultimata la definizione dell’iter che gli aspiranti insegnanti dovranno percorrere.
Dopo la laurea magistrale, infatti, aspetta loro un test preliminare, una prova scritta e una orale su cui ogni università è al lavoro.

Tuttavia c’è da segnalare che risultano ancora poco chiari alcuni requisiti fondamentali per accedere alle prove del TFA.

Una delle riserve, ancora in fase di studio, concerne la posizione del Ministero nei riguardi dei docenti che hanno accumulato ore di servizio ma che risultano, però, privi di abilitazione.

Da quanto emerge dall’ultima interrogazione parlamentare del 17 Aprile 2012, il Governo sta elaborando un corso “abilitante” diversificato per questi insegnanti privi di abilitazione ai quali verrà concesso di accedere al TFA purché abbiano maturato 360 giorni di lavoro nell’ultimo triennio.

Attenendosi alle normativa previste dall’articolo 15 del decreto ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010, nel quale vengono decretati e stabiliti i principali requisiti e le modalità per la formazione degli insegnanti, il Ministero stabilisce che l’esperienza maturata in qualità di docenti varrà loro come titolo di servizio per la definizione della graduatoria finale che non prevede un limite massimo di punteggio per tali titoli a differenza di quanto avviene per quelli di studio.

Un’ulteriore valorizzazione sarà data loro dal comma 13 dell’articolo 15 del regolamento, il quale stabilisce che il servizio di almeno 360 giorni vale a coprire dieci dei crediti formativi di cui all’articolo 10, comma 3, lettera b) , relativi al tirocinio, e nove dei crediti formativi di cui all’articolo 10, comma 3, lettere c) e d), relativi alle didattiche e ai laboratori.

Ciò implicherebbe l’equità tra i criteri di selezione e il servizio precedentemente svolto, in virtù anche del successivo comma 14 che contempla la situazione in cui tra due candidati che presentano pari punteggio in graduatoria, prevale colui che ha una maggiore anzianità di servizio nelle istituzioni scolastiche.

Staremo a vedere anche se l’impressione è che prima della fine Maggio non avremo un regolamento definitivo.

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