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16 aprile 2012

World University Ranking: Italia bocciata nelle materie umanistiche

Che l’università italiana non stia attraversando il momento migliore della sua lunga storia, è risaputo: da anni, infatti, nessuno dei nostri atenei viene preso in considerazione quando si deve stilare una classifica delle migliori università del mondo. La graduatoria pubblicata da “Qs World University Ranking”, che classifica le varie università per indirizzi di studio, contiene però un dato che finirà comunque per stupire qualcuno: scorrendola, si nota infatti che i nostri istituti non brillano neppure nelle materie che tradizionalmente costituiscono il loro punto di forza, vale a dire quelle umanistiche.

Per introdurre il discorso e far capire quanto i nostri atenei siano poco considerati a livello mondiale, basta un dato: nella classifica generale, solamente due università italiane entrano nella “Top 100”, Bologna e La Sapienza di Roma. Nessuna delle due, peraltro, occupa una posizione particolarmente importante: Bologna si trova infatti al 48esimo posto e La Sapienza si ferma al numero 70. I “vincitori”, sia nella graduatoria generale che in quelle specifiche, sono i soliti noti: Harvard, Oxford, Cambridge, Berkeley e Yale.

Passando alle graduatorie delle singole materie, la musica non cambia: le università italiane arrancano e sono regolarmente confinate nelle retrovie. Alcuni esempi per chiarire la situazione: in Storia e Lingue Moderne la prima italiana è Bologna, che si piazza rispettivamente al 48esimo e al 42esimo posto, in Linguistica per trovare un ateneo italiano bisogna accontentarsi della 51esima posizione di Padova, prima italiana anche in Filosofia dove si colloca al 101esimo posto, mentre il nostro migliore istituto nel campo della Geografia è Firenze, che risulta 101esima. Il dato più allarmante è però quello relativo all’Inglese: nella classifica dedicata all’insegnamento di questa lingua, infatti, non è presente neppure un’università italiana.

Spostandoci a casa nostra, è interessante segnalare i dati che emergono dalle elaborazioni compiute dal Censis relativamente all’insegnamento delle materie umanistiche nei nostri atenei. Interessante perché, se si osservano le graduatorie relative agli indirizzi di Lettere, Lingue e Scienze della Formazione, ci si imbatte in un vincitore inatteso, almeno per i non addetti ai lavori: in tutte e tre le classifiche troviamo infatti al primo posto l’università di Udine, un istituto di non grandissime tradizioni (almeno non quanto altri atenei ben più noti e celebrati come, ad esempio, Padova e Bologna) ma che da diverso tempo si sta affermando come una realtà importantissima nela campo delle materie umanistiche. Scendendo ai gradini più bassi del podio, stupisce infine notare che Bologna non si colloca nelle prime tre posizioni in nessuna delle graduatorie stilate dal Censis: nella classifica di Lettere si leggono, dietro a Udine, i nomi di Siena e Padova, in quella di Lingue il secondo e il terzo posto sono occupati dagli atenei di Salerno e Venezia, mentre Scienze della Formazione premia due università “piccole” ma evidentemente di qualità come Perugia e Modena e Reggio Emilia.

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