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20 Maggio 2012

Brindisi: il giorno dopo

Sono passate poco più di 24 ore dal tragico incidente che è costato la vita alla piccola Melissa e che ha segnato per tutta la vita le altre ragazze coinvolte nell’esplosione che porteranno per sempre i segni di questo gesto insano da parte di un uomo.

Perché è un uomo, colui che ha colpito che ha architettato tutto nei minimi particolari senza però tener conto di una cosa: le telecamere.

Erano troppi gli indizi che riportavano alla conclusione di una strage di stampo mafioso: Falcone, “la carovana delle legalità” di Libera, la città da dove provenivano le ragazze, indizi che non hanno fermato gli inquirenti ad intraprendere nuove strade. Hanno setacciato ogni centimetro del luogo della strage e hanno preso in esame ogni singolo particolare fino ad arrivare all’ipotesi che l’attentato all’istituto Morvillo-Falcone sia il frutto di un attentato terroristico la prova schiacciante un video che ritraeva un uomo impegnato a spostare il cassonetto di rifiuti nel luogo in cui è successivamente esploso.

È lo stesso procuratore della Repubblica, Marco Di Napoli, ad affermare nella conferenza stampa: ”Abbiamo delle buone immagini, non ce le hanno regalate ce le siamo andate a cercare, Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all’attentato”. Molte le notizie in merito all’uomo e molte le domande a cui, per il momento, le forze dell’ordine preferiscono mantenere la massima discrezione.

Una cosa è certa: si ha un identikit dell’uomo che ha posizionato il cassonetto, un cassonetto di medie dimensioni (si pensa che sia stato lo stesso uomo ad acquistarlo per dotarlo delle bombole di gas ed in seguito posizionarlo davanti la scuola) ma il lavoro della polizia non si ferma qui due uomini sospetti sono stati fermati ed interrogati dalle forze dell’ordine uno dei due uomini, inoltre, sembrerebbe essere un ex militare professionista ed esperto in elettronica.

Dopo aver espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie delle persone coinvolte torna a parlare Angelo Rampino, il preside dell’istituto coinvolto nella strage e ai microfoni di BrindisiReport dichiara: “Sono certo che entro 48 ore il giallo sarà risolto. Si sta seguendo una pista che non c’entra nulla con la mafia. Di una cosa sono certo: la verità verrà a galla presto, e tutti sapremo perché questi pazzi hanno compiuto un gesto simile”. Inoltre si continua a leggere dal sito che Rampino, a microfoni spenti ha dichiarato che molto probabilmente l’autore o gli autori dell’attentato erano nelle vicinanze della scuola ed hanno assistito alla scena dell’esplosione e della devastazione.

Nel frattempo dagli ospedali, in cui sono state ricoverate le quattro ragazze coinvolte, giungono buone notizie. “Le condizioni delle due –si legge dal sito- che si trovano presso il Centro Grandi ustionati – Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi – stanno pian piano migliorando. La pressione arteriosa si è stabilizzata e i parametri vitali sono buoni. Stanno reagendo bene alle cure dei medici ma la prognosi rimane riservata. Per Vanessa Capodieci e Selene Greco che si trovano nel reparto di Chirurgia Plastica, la prognosi è stata sciolta e i loro valori si sono, anch’essi, stabilizzati, parametri vitali molto soddisfacenti. Veronica Capodieci stamane si è svegliata ed ha risposto alle brevi domande postegli dal medico che la segue, nel reparto di chirurgia toracica del Vito Fazzi di Lecce. Poi attraverso la vetrata della sala di terapia intensiva ha potuto brevemente scambiare qualche sguardo con il padre. Quindi è stata nuovamente sedata”.

Dopo questi nuovi sviluppi tutto lo staff di Controcampus.it continua ad esprimere la propria vicinanza alle famiglie e alle ragazze coinvolte nella strage di ieri.

Un pensiero particolare va ai genitori della piccola Melissa che per colpa di un pazzo si è vista strappare via i propri sogni e le proprie speranze di giovane adolescente nel pieno degli anni. Ed è davvero impossibile, a questo punto, non ricordare la tragedia di Oslo del 23 luglio scorso in cui persero la vita più di 90 persone: 90 giovani vite spezzate dalla follia omicida di gente malata che come ha sottolineato anche il procuratore Di Napoli ce l’ha con il mondo intero e ha bisogno di farsi notare commettendo gesti del genere”.

Ma una domanda sorge spontanea perché prendersela con degli innocenti?

 

 Dora Della Sala

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