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11 maggio 2012

Fuori corso? Colpa anche dell’Università


L’università è un percorso di studi molto particolare. Dopo tanti anni di presenza obbligatoria e di professori che in un modo o in un altro riuscivano a tenerci in riga, ci si ritrova allo sbaraglio, bisogna imparare a gestirsi da se. Più facile a dirsi che a farsi e spesso si rimane indietro con gli esami, arrivando di conseguenza a diventare “fuoricorsisti”. Ma è solo colpa nostra?.

LA REALTA’– Si sceglie, si sceglieva, vista l’attuale situazione economica italiana è forse più consono parlare al passato, di continuare gli studi per avere la certezza di riuscire a trovare un lavoro migliore, sia in termini qualitativi che remunerativi. Ma parliamoci chiaro,studiare è noioso. Restare ore intere chini su tomi di mille pagine e più quando fuori c’è il sole e, mantenere la concentrazione restando insensibili alle continue preghiere di Facebook e della vostra X-Box nuova che vi chiedono attenzione, è roba da pochi eletti. Ad aggravare la situazione “motivazionale” entra in scena poi anche il fattore lavoro. Sempre più giovani infatti ritardano la fatidica laurea schermandosi dietro affermazioni del tipo: “ ma tanto non c’è lavoro”.

I DATI– Da un intervista rilasciata dal direttore di Almalaurea Andrea Cammelli, in seguito  all’affermazione “se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato“rilasciata dal viceministro al Welfare Martone, nell’ambito della “Giornata dell’apprendistato” organizzata dalla Regione Lazio il 24 gennaio 2012, è possibile estrapolare alcuni dati importanti, in merito alla questione dei fuori corso. Stando alle parole di Cammelli  rilasciate ai microfoni di un inviata del portale per i giovani videomakers, flashvideo.it (l intervista completa è visibile a questo link) su un campione di cento studenti:  solo quaranta di questi si laureerebbero entro i tempi stabiliti mentre,  il dieci per cento diventerebbe fuori corso a causa di impegni lavorativi, rei di rubare tempo allo studio.

MA GUARDA UN PO–  A questo punto una domanda nasce spontanea :  è possibile che una così alta percentuale di ragazzi arrivi al completamento degli studi in “tarda età”,  solo ed esclusivamente per mancanza di volontà?  Partendo dalla mia situazione personale, ho provato a cercare una risposta in quello che può essere considerato “il problema in se”, gli esami. Digitando su google come chiave di ricerca la frase “calendario sessioni estive università 2012” , ho avuto a mia disposizione un vasto campionario di date , materie ed orari, facilmente paragonabili tra di loro, procedimento che mi ha portato ad alcune conclusioni interessanti. Vediamo infatti che; mentre  l’università degli studi  del Piemonte orientale per esempio, propone allo studente un calendario d’esame di tutto rispetto, fitto d’appelli ed organizzato in maniera funzionale, la meticolosità con cui gli orari di questi sono stati organizzati, permettono ad uno studente di poter sostenere anche due esami in un giorno ( Calendari esami ).  Le varie facoltà della Federico II invece non godono di tale accortezza. Come si può infatti notare cliccando su questo link Appelli lettere, i vari appelli si sovrappongono tra loro , sia per data che per orario e, mi limito a soli due esempi per una questione di comodità

In conclusione e , non giustificando la svogliatezza di nessuno, in alcuni casi lo studente è realmente impossibilitato a dare una svolta alla propria carriera universitaria, a meno che non abbia il dono di sdoppiarsi. E’ possibile quindi che sotto un così alto numero di studenti fuori corso ci sia anche lo zampino della disorganizzazione di alcune università? Bhe , visto i salti mortali che io stessa ho dovuto compiere per riuscire a sostenere due esami in un giorno , il dubbio nasce.

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