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30 maggio 2012

Il TFA si fa in due

A pochi giorni dalla scadenza dell’iscrizione alle prove d’accesso al TFA (4 giugno 2012), viene pubblicata, sul sito del MIUR, in data 29 marzo 2012, l’ennesima nota ministeriale.

Il problema – Essa rientra nel tentativo di risolvere il problema, a quanto pare di non facile soluzione, inerente i docenti che hanno già alle spalle una consistente esperienza lavorativa nelle scuole.
Uno dei punti caldi della vicenda TFA, di importanza secondaria forse al solo problema dell’elevatissimo costo dei corsi, sta proprio nel disappunto espresso dalla vastissima categoria di insegnanti iscritti nella cosiddetta “terza fascia” che, nell’attesa che qualcosa si muovesse da parte del Ministero, hanno impiegato questi anni a lavorare nelle scuole essenzialmente come supplenti.Non dimentichiamo che, in alcuni casi, la suddetta supplenza poteva anche essere “a posto vacante” ed impegnare il “fortunato” docente per un intero anno scolastico.

E così, oggi, a pochissimi giorni dall’inizio delle prove di accesso al TFA, ci sono tantissimi insegnanti che temono di veder vanificati, per l’ennesima volta, i propri sforzi.
Nel decreto ufficiale pubblicato in data 23 aprile 2012 la questione restava ambigua:  i giorni di lavoro presso strutture scolastiche (minimo 360 giorni) erano considerati titoli di servizio.

La mancata chiarezza a riguardo non faceva altro che insospettire tutti gli aspiranti concorrenti al TFA: era evidente che neppure il Ministero aveva le idee lucide.

La soluzione – Oggi, invece, sembra ormai essere stata presa una decisione definitiva: “nella programmazione 2012 – 2013” possiamo leggere nel focus pubblicato sul sito del MIUR, sarà istituito un “doppio percorso di TFA, l’uno che prevede la selezione, la formazione in aula, il tirocinio e l’esame finale, l’altro che permette ai docenti con tre anni di servizio di accedere direttamente alla formazione in aula e all’esame finale.”

Insomma, diamo a Cesare quel che di Cesare, sembra affermare il Ministero che ha deciso, in questo modo, di approvare definitivamente quella che fino a poco fa sembrava solo una proposta: l’istituzione, cioè, di un TFA ordinario e di un TFA speciale.

La reazione – Tuttavia, probabilmente, questa decisione può sembrare non del tutto confacente all’impegno che numerosissimi docenti hanno profuso negli anni:  a conti fatti ne traggono giovamento solo ed esclusivamente quegli insegnanti che hanno accumulato almeno  tre anni di servizio.

Sembra invece una notizia positiva per tutti coloro che, al contrario, non hanno mai insegnato: secondo una logica spudoratamente opportunistica, si ridurrà notevolmente, in questo modo, il numero di coloro che sosterranno il test di ammissione, ampliando, di conseguenza, la possibilità di ingresso al TFA ordinario.

Purtroppo dobbiamo ancora attendere un po’ prima di godere dei frutti di questa decisione: “L’ iter di approvazione, già avviato, non potrà concludersi in tempi brevi per la necessaria e prescritta acquisizione di tutti i pareri degli Organi Consultivi previsti”, afferma il Ministero. Per ora le procedure di abilitazione restano quelle pubblicate nel Decreto Ministeriale del 14 marzo 2012.

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