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5 Maggio 2012

Piano City: concerti casalinghi a Milano

Qualunque appassionato di musica ha sempre sognato di poter ascoltare il proprio artista preferito lavorare sui suoi pezzi, solo nel suo studio o nell’intimità della casa; osservare quali volumi riempiono le librerie del musicista, quali quadri arricchiscono le pareti – in che modo, insomma, l’abitazione rispecchia l’anima dell’artista.

Questo desiderio – finora passibile di soddisfazione per le ristrette cerchie di fortunati amici – potrà esserlo per tutti gli amanti del pianoforte durante il prossimo fine settimana, in diversi luoghi di Milano.

L’iniziativa si chiama Piano City Milano e si terrà dall’11 al 13 maggio 2012, proprio nelle abitazioni dei musicisti. Diverse figure vi partecipano: non mancano i pianisti italiani più famosi del nostro tempo – per fare soltanto un nome, Ludovico Einaudi -, ai quali si aggiungono diversi altri nomi meno celebri, ma di provata bravura, conosciuti soprattutto dagli addetti ai lavori.

Non è tutto, però. A rendere questa manifestazione ancora più interessante si aggiunge una clausola del tutto innovativa: chiunque può tenere un concerto in casa propria, aperto al pubblico e riconosciuto ufficialmente dall’evento.

E’ sufficiente essere in possesso di un pianoforte – a coda o verticale poco importa, sono esclusi soltanto quelli elettrici e le tastiere – e di un salotto che possa ospitare almeno cinque persone. Per richiedere di partecipare è necessario caricare sul sito di Piano City un video in cui si dà un assaggio di ciò che ci si propone di suonare e attendere la risposta degli organizzatori.

Sono poi possibili anche altre combinazioni: chi ha un pianoforte ma non lo sa suonare, chi vorrebbe dare prova della propria pianura ma non dispone dello strumento o dello spazio, chiunque – insomma – senta di voler contribuire in qualche modo all’evento, può inviare la propria candidatura attraverso un’e-mail.

Un’iniziativa del tutto innovativa che raccoglie l’eredità degli street pianos – pianoforti pubblici, liberi di essere suonati da chiunque, sparsi in diverse città europee – per rielaborarla e spingerla un po’ più in là, scommettendo sulla partecipazione dei cittadini.

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