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5 Maggio 2012

Sotheby’s: asta da record a New York

 Il 2 Maggio si è svolta un asta da record a New York in una delle sedi di Sotheby’s, l’evento resterà negli annali, infatti per l’occasione sono stati venduti bel 76 lotti per un totale di 33o,6 milioni di dollari, il risultato è da considerare eccezionale nel contesto andando ben oltre le stime previste (246,3 $), e totalizzando la prima vendita più alta mai registrata riguardante il settore riguardante le opere d’arte, l’asta continuerà fino al giorno 7 del mese per poi lasciare spazio fino al giorno 1 all’arte contemporanea. La rivista d’arte internazionale Londinese “Frieze” fondata da Amanda Sharp, Matthew e Tom Gidley, ha dato ampio spazio all’evento.

L’asta è stata impreziosita da ben 17 lotti (i primi presentati per la serata) di appartenenza alla collezione T.J. Forstmann (scomparso nel Novembre 2011),  un noto miliardario americano socio fondatore della Forstmann Little & Society (società di investimenti finanziari), ma a farne da padrona per la serata è stata un opera d’arte di grandissima importanza “l’urlo di Munch” una delle quattro versioni a pastello del maestro eseguito nel 1895 (l’unico ancora invenduto) che dopo 12 minuti è stato venduto per ben 120 milioni di $ (pari a 91 milioni di €), di seguito poco sotto la stima (30 milioni di $), poi a seguire un ritratto di Picasso dipinto nel 1941 dal titolo “Femme Assise dans un Fauteuil”  (olio su tela dimensioni 92×73) venduto per 29,2 milioni di $, un dipinto di Mirò del 1931 dal titolo “Tete Humaine” venduto per 14,9 $ (dopo più rilanci avvenuti), e un dipinto di Gauguin “Cabane sous les arbres” del 1892 ben oltre le stime (5-7 milioni di $) venduto per 8,5 milioni di $.

Sottostimati i risultati riguardanti un ritratto di Soutine“la figura in divisa rossa” di Chez Maxim.

Di rilievo un opera di Salvator Dalì dal titolo “Printemps Necrophilique” venduto per 12,6 milioni di $(oltre le stime di 6-8 milioni), ed un opera di Max Ernst dal titolo “Leonora nella luce mattutina” sovrastimato e venduto per 8 milioni di $ (che è stato motivo di rilanci fortemente dibattuti in sala), una raccolta di 5 disegni su carta di Magritte (sovrastimati), ottimi risultati sulla vendita di sei sculture di Rodin (oltre le stime, due rimaste invendute), una bronzea  opera scultorea di Bracusi “Il prometeo” per 12,7 milioni di $ (sottostimato 6-8 milioni di $).

Deludenti “Le canape’ Bleu” di Delvaux, rimasto invenduto, su otto disegni su carta di Picasso del 1930, due sono rimasti invenduti, e solo tre  sovrastimati, due disegni e un ritratto del 1946 dal titolo “Francoise Gilot” acquistato per 6,9 milioni.

Sotheby’s con sede storica a Londra in New Bond Street è una importantissima casa d’asta con filiali sparse in tutto il mondo, in Italia è presente a Roma, Milano, Torino e Firenze, (la seconda casa d’asta più antica che si conosca) fondata nel lontano 1744 come leader delle aste da Baker, negli anni a seguire  gli successe il nipote Sotheby che diede il nome di “Sotheby’s” alla fondazione. Famosa nella storia per aver venduto molti tesori tra cui la biblioteca di Napoleone a Sant’Elena, i gioielli della duchessa di Windsor, il patrimonio di Jacqueline Kennedy Onassis, “La strage degli innocenti” di Rubens, “Garcon à la Pipe” di Picasso, “L’Homme qui marche” di Giacometti, la Magna Carta e la prima stampa della “Dichiarazione d’indipendenza”. Ogni anno nelle circa 90 sedi sparse nel mondo si conducono circa 250 aste. Dal 1983 l’azienda fu acquistata dal miliardario Alfred Tautman (accusato e giudicato recentemente di attività illecite).

 

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