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21 giugno 2012

C’era una volta un sogno chiamato laurea

Con il tempo si sa tutto cambia, la moda, il paesaggio, le aspirazioni. Se fino a qualche anno fa la laurea era una delle maggiori aspirazioni degli studenti in procinto di concludere gli studi superiori, oggi più del 50% dei  maturandi opta per un futuro “più pratico”, o almeno lo vorrebbe.

In tempi di crisi economiche e finanziarie, dove le tasse lievitano di giorno in giorno mentre le possibilità occupazionali diminuiscono in misura esponenziale, i giovani sono sempre più scoraggiati. La prospettiva di dover continuare gli studi senza la certezza di poter trovare un impiego sicuro, spaventa e di conseguenza allontana i giovani maturandi targati 2012 dalle soglie degli Atenei.

Questa è l’amara conclusione tratta dallo studio svolto alla vigilia degli esami di stato dal Corriere dell’università Job, pubblicato sulla Guida alla maturità 2012. L’indagine ha interessato 635 ragazzi iscritti all’ultimo anno di scuola superiore, ai quali sono stati poste delle domande su cosa ne pensano dell’esame di maturità e, soprattutto, cosa vedono nel proprio domani, con risultati a dir poco disastrosi.

Il pensiero e lo stato d’animo degli studenti risulta infatti essere evidentemente influenzato dalla situazione economica e politica attuale. Vediamo infatti che alla domanda “rinunceresti al sogno della laurea in cambio di un lavoro sicuro?”, il 54% degli intervistati ha risposto che prenderebbe in considerazione questa ipotesi. Il 21% sceglierebbe in base al lavoro offerto, il 19% sostiene che non è possibile rinunciare di questi tempi a un’occupazione, mentre il 14% deciderebbe anche considerando il futuro stipendio.

Ben peggiori sono stati i risultati registrati alla domanda posta agli studenti su cosa vedono nel proprio domani e su quali sono le loro aspettative. Il 16% di essi è, per esempio, convinto di voler trovare un lavoro senza l’aiuto del famigerato pezzo di carta; il 17% vuole, invece, andare all’estero, per cercare opportunità migliori.

A rincuorare dopo una così vasta ondata di scetticismo e sfiducia nei confronti delle opportunità lavorative offerte dal titolo di laurea, arriva una percentuale anche se non altissima, di studenti che ancora credono che gli anni di studio “matto e disperatissimo” possano dare dei frutti. Il 37% degli intervistati  è infatti  convinto del valore e l’importanza rivestito da questo titolo di studio nel mondo del lavoro, mentre il 35%, afferma di volersi iscrivere all’università, anche se è indeciso sulla scelta del corso di laurea.

Se spesso in passato si è parlato di braccia tolte al lavoro a favore dell’istruzione, al giorno d’oggi il problema risulta essere inverso. Per un Italia dove i giovani non sognano più e la maggiore aspirazione è quella di riuscire a trovare un qualsiasi  lavoro che dia una certezza economica, il futuro che si prospetta risulta essere tutt’altro che roseo.

 

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