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28 giugno 2012

Fratelli d’Italia…ma solo per la nazionale di calcio

La semifinale dell’europeo di calcio Germania-Italia,  porta a fare delle riflessioni, condivise da molti ma certamente non generalizzabili. In Italia (mi meraviglio ogni volta), la nazionale così come il calcio sono sopra ogni cosa, riescono a smuovere tutto.

Non è un novità l’italiano che sistematicamente (anche se ad onor del vero e fortunatamente si avverte un leggero disinnamoramento)  ad ogni mondiale, europeo e vittoria importante dell’Italia, scende in piazza festeggiando e strombazzando fino all’esasperazione. Sarebbe bello vedere queste manifestazioni anche per cose più serie e importanti.

Gli antichi  avevano ragione quando dicevano che i momenti ricreativi servono al popolo per dimenticare i problemi quotidiani, quello che invece lascia  un tantino perplessi sono i luoghi comuni e le banalità che in queste situazioni escono fuori. E’ storicamente risaputo che in Italia il patriottismo non esiste, eppure in queste occasioni si vede spesso il tricolore sventolare sui balconi e l’inno gridato a squarciagola (ma solo una volta ogni quattro anni).

Non posso non citare un giornalista (ma non è stato il solo) che ieri sera  con la convinzione giusta affermava che “questa partita quantomeno servirà come una sorta di piccolo riscatto sociale e che quindi vincere vorrebbe dire anche tirar su almeno un po’ gli animi degli italiani, scoraggiati da questi tempi difficili e dalla disperata situazione che l’Italia sta vivendo a livello di Comunità europea”.

Non credo che possa arrivare un riscatto sociale o di altro genere da una partita di calcio, inoltre  la nazionale non sembra affatto lo specchio della nostra società e non rappresenta l’Italia media  (una piccola minoranza di giovani fortunati e ricchi non puo’ rappresentarla).

Insomma domani saremo tutti o molti di noi davanti la tv a guardare l’Italia, c’è chi farà finta di non vederla e chi si sentirà in diritto, dalla propria posizione di radical chic, di prendere in giro chi la vede, e va bene così, l’importante è sapere che una partita di calcio è una partita di calcio, solo una semplice, emozionante, divertente, palpitante, partita di calcio, che non migliorerà di una virgola la situazione disastrosa italiana, che non risolverà il problema di migliaia e migliaia di giovani senza un lavoro e senza un futuro e non allevierà la precarietà che stiamo vivendo.

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