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20 giugno 2012

Ma una soluzione alla disoccupazione c’è?

Il lavoro: il sassolino nella scarpa, la spina nel fianco, il cruccio dell’Italia, soprattutto in quest’ultimo periodo di crisi. Non se ne trova, non ce n’è, non è chiara la situazione.

Disoccupazione giovanile

Disoccupazione giovanile

Il Governo si sta occupando della Riforma del lavoro ma in maniera del tutto differente da quanto ha fatto, per esempio, per la Riforma Previdenziale. Quest’ultima ha ricevuto un’azione di modifica immediata , mentre per la povera piccola Riforma del lavoro Mario Monti ha optato per una manovra differente: il Governo si dice disposto al dialogo con le parti sociali, disposto ad ascoltare le opinioni di tutti senza però giungere ad un accorso, nulla sarà concordato, la decisione ultima spetta al governo tecnico e a nessun altro.

Il concetto in questione è stato più volte ribadito dal Ministro del Lavoro Elsa Fornero, la quale pare particolarmente interessata agli impieghi giovanili e alla mancanza di essi. Durante un seminario tenutosi nei giorni scorsi a Palermo, organizzato dal Fondo sociale europeo per discutere del programma operativo Fse 2007/2013 (piano straordinario per il lavoro siciliano e per le opportunità ai giovani) il Ministro ha inviato un messaggio ai partecipanti che è stato letto in pubblica piazza. La missiva faceva riferimento alle istruzioni provenienti dall’UE in merito alla questione del lavoro giovanile: si suggerisce di identificare i giovani quale focus delle politiche del lavoro. ù

La Fornero riconosce nel messaggio che in Italia, ad oggi, la situazione è molto critica, l’alta percentuale di disoccupazione va a braccetto con la scarsa partecipazione; la causa del forte tasso disoccupazionale  viene attribuita dal Ministro alla dispersione scolastica, alle insufficienti qualifiche professionali ed all’acuto dislivello fra domanda e offerta lavorativa. Se tutto questo non bastasse a spaventare un intero Paese, ecco in arrivo la battuta finale: la Fornero fa notare al suo pubblico quanto la situazione presentata si accentui e peggiori spostandosi verso il Sud, dove lo spazio e le prospettive a disposizione dei giovani sono pressoché inesistenti, dove i ragazzi sono costretti a partire alla ricerca di opportunità in altre regioni o all’estero.

Sembra proprio che non esistano soluzioni al nostro problema, che non ci sia via di scampo a tutto questo. La crisi è nera e di difficile superamento secondo il Governo ed i suoi Ministri che, a quanto pare, guardano solo ai lati negativi; se invece provassero a cambiare strategia? Se accettassero qualche suggerimento? Se tentassero di guardarsi un po’ intorno troverebbero forse qualcosa di interessante, qualcosa di utile!

Basti pensare alla Francia e ai loro giovani lavoratori. I nostri vicini di casa sembrano aver fatto delle agenzie del lavoro interinale il proprio personale esercito di oche dalle uova d’oro. Questa storia interessante si può leggere in una lettera-testimonianza del 2011, scritta da un giovane italiano. Il nostro amico ha lavorato per sei anno presso  Gi Group Spa come responsabile commerciale, dal 2011 lavora come area manager nella società francese del gruppo, la Gi Group Automotive Sas. La differenza fra mercato del lavoro francese ed italiano è dirompente dice, le agenzie per il lavoro francesi sono storiche, operano dagli anni ’60 e sono disciplinate dai ’70 e per questo funzionano eccellentemente.

Il lavoro interinale è un elemento cardine e ben radicato nel tessuto lavorativo della Francia. Nonostante la crisi subita da 2008 a 2010 questo tipo di mercato è riuscito a riprendersi registrando, nel periodo immediatamente successivo al dissesto, una costante crescita di domanda/offerta lavorativa.

Il calo della disoccupazione francese è dovuto non solo a questo sviluppo ma anche al sistema di assistenza statale vigente: chi ha all’attivo aiuti provenienti dallo Stato rimanda la ricerca di un impiego non potendosi, allo stesso tempo, considerarsi disoccupato.

Le agenzie per il lavoro hanno il ruolo principale in Francia: gestiscono la domanda e l’offerta, aiutano i giovani a trovare un impiego e ad avere anche la giusta preparazione ad esso organizzando corsi di formazione per il futuro personale delle aziende loro clienti.

In Italia tutto questo, corsi di formazione, centri per l’impiego ecc, c’è, è vero ma il sistema va molto a rilento, l’organizzazione è confusa ed impacciata e l’informazione è scarsa o criptica. Naturalmente esisteranno eccezioni a conferma della regola ma non ci si può accontentare, noi giovani dobbiamo pretendere chiarezza e soprattutto uguaglianza: tutto deve funzionare bene, non solo qualcosa, una parte, tutti dobbiamo avere le stesse possibilità a disposizione, senza differenze tra nord, sud, est ed ovest.

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