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24 giugno 2012

Maturità: domani la terza prova

In questa caldissima domenica di giugno possiamo immaginare le scrivanie dei 495.771 maturandi ricolme di libri delle più svariate materie: infatti domani 25 giugno si terrà la “temutissima” terza prova.

Qualsiasi sia la tipologia scelta dalle singole classi, essa rappresenta il banco di prova delle conoscenze dei ragazzi nelle cinque materie scelte dalla commissione.

Ma quanto  il risultato è attendibile? Poco. Nonostante l’obbligo di tener segrete le materie selezionate e, soprattutto, le domande,  è risaputo che queste importanti informazioni non sono poi tanto misteriose.

Un’indagine molto interessante a tal proposito è stata svolta da uno dei tanti siti “complici” degli studenti: Skuola.net.

Esso ha effettuato un sondaggio on line sugli studenti che frequentano il sito per verificare la reale “ignoranza” delle materie protagoniste della terza prova. Ebbene, è emerso che uno studente su cinque è a conoscenza non solo delle materie, ma perfino di qualche domanda mentre uno su tre è al corrente solo delle materie che verranno trattate. Solo il 45% degli studenti interrogati è all’oscuro di tutto.

Ma questa “fuga di informazioni”, come la chiama il sito, non è una novità del 2012: anche nel 2011, difatti, solo il 40% degli studenti ignorava quali materie avrebbe dovuto affrontare nella terza prova.

La questione sembra banale, ma, invece, nasconde dietro di sé un problema molto significativo: buona parte dell’esito finale di questa prova e, di conseguenza, dell’intero esame di maturità, viene ad essere sensibilmente alterato proprio dalla maggiore o minore “elasticità” e “confidenza” che gli insegnanti hanno nei riguardi dei propri studenti. Ciò implica, necessariamente, una profonda disparità non solo tra le scuola ma anche tra le singole commissioni.

Pertanto il voto d’esame, purtroppo, è frutto non solo dell’impegno e delle capacità dell’alunno, ma anche del rapporto che la classe ha con il corpo docenti. Il motivo? Semplice: alcune scuole mirano essenzialmente all’ “aspetto esteriore”, ovvero a figurare come istituti in cui un gran numero di alunni può conseguire voti alti, cosa che spinge i genitori ad iscrivere i propri figli presso quella determinata scuola.

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