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9 giugno 2012

Slavoj Zizek al partito Syriza: “Che cosa vuole l’Europa”?

Il 3 Giugno si è tenuta ad Atene una conferenza organizzata dal partito della sinistra radicale Syzira, con l’intervento del filosofo e psicoanalista sloveno Slavoj Zizek, il quale ha iniziato il suo dibattito ponendo la questione su chi sia l’Europa oggi, parafrasando la domanda del padre della psicoanalisi Freud : “Cosa vuole la donna?”

La Grecia è chiamata a votare il 17 giugno, elezioni che saranno determinanti per la Zona Euro. Slavoj Žižek ha posto la domanda “Cosa vuole l’Europa?” , quella stessa domanda che i greci fanno al continente europeo che ha perso la sua identità. Per Zizek le scelte da perseguire e che si offrono all’Europa sono : o perseguire la via neo liberale e degli stati isolazionisti o scegliere una nuova via. Quale è la via che incombe sul continente monetario oggi? Quella del capitalismo, e in particolare del capitalismo asiatico che vuole cancellare e schiacciare la democrazia.

Zizek ha commentato le dichiarazioni del direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale Christine Legarde, la quale ha paragonato sarcasticamente la situazione greca a quella dei bambini della Nigeria : i greci devono pagare le tasse, è più importante dunque preoccuparsi dei bambini nigeriani (in definitiva l’Europa non deve aiutare la Grecia). Una battuta sprezzante secondo l’ospite della convention : “Il problema di voi greci è che sì, soffrite, ma non vi comportate da vittime passive: resistete, combattete, non pretendete la comprensione e la carità ma al contrario auspicate alla solidarietà attiva. Volete e chiedete una mobilitazione per sostenere la vostra lotta”.

Zizek ha commentato inoltre il piano di austerità imposto da Bruxelles, una pura invenzione perché la Grecia non potrà ripagare il debito. Un piano per salvare le banche europee, usando la popolazione greca come “cavie da laboratorio”, mentre le banche tedesche e francese ottengono “trasfusioni di sangue”.

Il filosofo ha parlato direttamente ai greci, scusandosi di non conoscere la loro lingua (ha parlato in inglese), e non scegliendo la posizione di parlare della Grecia e del partito di sinistra da lontano. Il comunicatore e filosofo ha guardato in faccia i suoi interlocutori, quelli della sinistra radicale del partito Syriza, accusati di essere pericolosi estremisti, mentre in realtà sono – secondo Zizek – dei sognatori che svegliandosi si sono trovati in un incubo, composto oggi da Pasok e Nuova Democrazia, la “democrazia decaffeinata”, una “scelta che non è una scelta”. Per l’intellettuale sloveno il partito Syriza è la voce pragmatica della ragione e non un partito di folli. Il suo compito è e sarà quello di abbandonare ogni forma di nazionalismo ed instaurare uno stato moderno ed efficiente :

I dirigenti del partito Syriza sono inesperti: infatti non hanno alcuna esperienza in materia di corruzione e clientelismo, al contrario dei partiti di governo che hanno portato la Grecia alla catastrofe attuale”.

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