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13 luglio 2012

Gli scrutini promuovono un’Italia che si accultura

Anche se sempre più spesso si sente dire che avere un titolo di studio non aiuta affatto ad uscire dalla disoccupazione, sembra che quest’anno gli studenti italiani abbiano deciso di non dare ascolto a questa voce. Benchè gli esami di maturità siano ancora in corso, infatti, alcune scuole hanno già cominciato a esporre gli scrutini, rivelando promozioni ed eventuali bocciature. Basandosi su questi dati, il Ministero dell’Istruzione ha potuto constatare un aumento, anche se lieve, della percentuale di studenti promossi.

Il miglioramento riguarda sia le scuole secondarie di I grado sia quelle di II, riferendosi all’85% delle scuole medie e al 91% delle superiori. Nelle prime la percentuale dei promossi è passata dal 95,3% dell’anno scorso al 95,7% di quest’anno, mentre diminuiscono le sospensioni di giudizio e le bocciature, passate dal 4,7% al 4,3%, con un crescita di promozioni pari allo 0,4%.

Per le scuole superiori la media dei promossi è ancora più consistente: 1,2%, presenti soprattutto nelle classi del 3° anno (dal 62,5% al 64,2%) e 4° anno (dal 64,9% al 66,1%). I dati dimostrano anche differenze sostanziali a seconda della tipologia di istituto, mostrando un aumento delle promozioni dell’1,7% negli istituti professionali, dello 0,9% nei licei, dell’1% negli istituti tecnici e dell’1,4% in quelli artistici. Si abbassa quindi il numero degli studenti con almeno un’insufficienza da recuperare per l’ammissione all’anno successivo, passando dal 27,5% al 27,1%; i bocciati si riducono invece dall’11,7% al 10,9%. Anche qui sono presenti difformità a seconda dei corsi: sono infatti gli istituti tecnici quelli con una maggiore percentuale di giudizi sospesi (30,7%), mentre le bocciature sono più numerose negli istituti professionali, con percentuali pari al 19,3%.

Insomma, giudizio positivo per gli studenti italiani, che resistono a discapito dei vari tagli e riforme che spesso vanno a colpire, a volte anche in modo radicale, i nostri istituti. Se spesso, nel Bel Paese, sembra di vedere dilagare l’ignoranza e, addirittura, il disprezzo e l’indifferenza per la cultura, questi dati possono rassicurare coloro che si preoccupano: sembra infatti che, dopotutto, agli italiani l’istruzione interessi.

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