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4 luglio 2012

Il debutto di Raf Simons per Dior, tra minimalismo e “new look”

Raf Simons
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Il debutto di Raf Simons per Dior, tra minimalismo e “new look”

Sembrava di ritrovarsi in quei giardini incantati, proprio quelli dei sogni, presso  l’Hotel Particulier di Avenue d’Iéna a Paris, cinque saloni collegati tramite un corridoio, con le pareti interamente rivestite di fiori, un milione, tra rose, orchidee, peonie, mimose e narcisi, ben 72 ore di lavoro per allestire ed augurare buona fortuna al couturier belga Raf Simons, nel suo debutto con la maison Dior per l’haute couture parigina per A/I 2012/2013.

La sfilata più attesa della stagione, che ha visto in prima fila tanti volti rilevanti della moda, che chiude l’epoca Galliano e ne apre una nuova.

Nessuna atmosfera circense, solo tata eleganza, raffinatezza e femminilità. Un perfetto connubio tra  minimalismo, quello di Simons, e l’ultra femminilità degli anni 50, che fu una rivoluzione per il mondo della moda, di Christian Dior. Il “new look”  cambiò totalmente il modo di vedere l’abbigliamento femminile, associato a geometrie semplici e complesse e sofisticate nei tessuti.

La tradizione delle linee  create da Christian Dior, rivisitate e contestualizzate; linee che sottolineano la silhouette, ad imporre un’aristocratica eleganza . Reinventata la particolare linea a clessidra, busto molto marcato, evidenziato da tagli e strutture nel punto vita,  sottolineato, ulteriormente, da metalliche cinture. Pantaloni a sigaretta a slanciare la figura “appesantita” dai preziosi corpetti a corolla; l’essenzialità e la raffinatezza delle giacche Bar con baschina sagomata sui fianchi. Un  tripudio di godet a metà polpaccio; vestiti e capispalla in astrakan; l’immancabile ed intramontabile pied de poule, a contrasto con sovrapposizioni di tessuti dalle trasparenze seducenti ma mai volgari.

Minimali, se non, quasi assenti gli accessori, collier di perle, si alternano a mani ingioiellate o rese regali da guanti fino al gomito; scarpette dal tacco svirgolato e dall’altezza media, rigorosamente a punta, che passano dal nero al blù, per stupire con la “metallicità” di un dorato, o con la trasgressione di un fuxia. Labbra in risalto dal color geranio, capelli sciolti e disciplinati.

Una cartella colore sobria, a prevalenza di nero, alternato a un blu notte; a rischiarare il tutto un pallido rosa e un bianco non proprio puro, con flash di giallo, fuxia e rosso passione.

Niente più scenografie accecanti e stupefacenti per attirare l’attenzione, il risultato è una collezione perfetta, in linea con le radici, rispolverate e ristrutturate, della griffe; Raf Simons è ufficialmente il “nuovo genio” di Dior, e probabilmente è la nascita del “new, new look”.

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