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4 luglio 2012

Rivalutata la Terapia Ormonale Sostitutiva

Per ben dieci anni la terapia ormonale sostitutiva è stata lo spauracchio di molte donne, che di fronte ai disagi fisiologici legati alla sopraggiunta menopausa vedevano come unica soluzione una terapia, discussa per i gravi effetti collaterali: cancro al seno, problemi cardio-circolatori,cancro all’utero.

Oggi tutte le donne, che si accingono ad intraprendere questa terapia, sotto indicazione del loro medico, possono tirare un sospiro di sollievo: l’International Menopause Society rassicura sull’utilizzo della terapia ormonale sostitutiva, l’importante è che venga somministrata nell’età giusta (entro 10 anni dall’inizio della menopausa) e in donne che nel loro albero genealogico non presentino casi di tumore al seno.

Durante la terapia ormonale sostitutiva vengono somministrati estrogeni e/o progestinici al fine di colmare il deficit degli stessi derivante dalla naturale sospensione dell’attività endocrina ovarica che coincide con l’entrata in menopausa.

Ripristinare l’equilibrio ormonale presente prima della menopausa può attenuare i sintomi della menopausa stessa (es. vampate di calore ,sudorazioni, secchezza vaginale, ansia, irritabilità), e  proteggere la donna dall’aumentato rischio osteoporotico.

Nel 2002 l’Istituto Women’s Health Initiative pubblicò uno studio che dimostrava che nelle donne in cui veniva somministrata la Terapia il rischio di contrarre un cancro al seno era maggiore, ma lo studio si basava su un campione di donne di 52 anni, che avevano superato già da tempo le fasi iniziali della menopausa. Di questo difetto di analisi, nessuno tenne conto e fu scatenato il panico a livello mediatico.

Dati scientifici oggi dimostrano che l’allarmismo riguardo alla Terapia era infondato.

E’ ovvio che la terapia  va somministrata con alcuni accorgimenti in particolari casi clinici, tenendo basse le dosi di estrogeni e progestinici.

E’ sempre necessaria un’ approfondita anamnesi della paziente, prima dell’inizio della terapia.

I rischi ed i benefici della terapia ormonale sostitutiva devono sempre essere attentamente soppesati, tenendo anche in considerazione l’insorgenza di rischi con il procedere della terapia. Gli estrogeni con o senza progestinici devono essere prescritti alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile, compatibilmente con gli scopi del trattamento ed i rischi individuali.

Tenendo da conto queste indicazioni i benefici che è possibile trarre dalla terapia sono innumerevoli:

una maggiore salute sessuale e ginecologica, il minore rischio di ictus e di coaguli nel sangue, il minor rischio di cancro al colon-retto, di demenza e di osteoporosi.

Secondo questo nuovo studio, i benefici della terapia ormonale sostitutiva superano i danni, nelle donne con iniziale basso rischio di cancro al seno e con i sintomi significativi della menopausa.

In conclusione, la terapia ormonale sostitutiva non va demonizzata ma seguita con la giusta cautela.

 

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