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2 agosto 2012

Denver: l’ateneo ha sottovalutato la follia di Holmes?

A distanza di oltre due settimane, la strage di Denver continua a far discutere. In particolare si cerca di far luce sul ruolo che l’università del Colorado avrebbe avuto nella vicenda, nel tentativo di rispondere alla domanda: questa tragedia poteva essere evitata?

Solo una settimana fa riportavamo su questa pagina la notizia che il giovane killer James Eagen Holmes, 24 anni,la cui follia ha portato alla morte di 12 persone ed  al ferimento di altre 58, avrebbe inviato alcuni giorni prima del massacro un quaderno contenente dettagliati appunti sul folle progetto che voleva compiere all’università del Colorado, l’ateneo in cui studiava (qui l’articolo). Purtroppo i ritardi burocratici hanno fatto sì che il destinatario del pacco, uno psichiatra del campus medico dell’ateneo, lo ha aperto quando la strage era già stata compiuta.

Un fatto che ha scatenato molte polemiche circa le possibilità che la tragedia poteva essere evitata se il pacco veniva aperto prima. Sappiamo tutti che però non è andata così ed il giovane killer, vestito da Joker, ha portato a termine il suo folle piano omicida, compiendo una carneficina. A quanto pare il ruolo dell’Università della California in questa vicenda non si è limitato all’episodio riportato la scorsa settimana.

È di poche ore fa la notizia che la psichiatra che seguiva Holmes prima della strage, la D.ssa Lynne Fenton, già “nei primi dieci giorni di Giugno” avrebbe informato l’ateneo della pericolosità del ragazzo. La dottoressa fa parte di un’equipe che si occupa di valutare il rischio derivante da comportamenti folli ed aiuta proprio l’università nell’individuare le possibili fonti di minaccia, di disturbo o di altri problemi che potrebbero avere ripercussioni all’interno dell’ateneo.

L’ateneo non si sarebbe preoccupato di informare la polizia, perché il ragazzo stava per abbandonare gli studi a giorni e non sarebbe quindi più stato per loro un problema. Lo riporta il Daily Post citando una fonte anonima, ma la notizia deve ancora essere confermata. L’Università infatti non ha né smentito né confermato quanto sostenuto dal giornale, perché un’ordinanza emessa dalle autorità le vieta di diffondere o pubblicare notizie in merito alla questione. Questo ha detto una portavoce dell’ateneo aggiungendo: “Sono convinta che, fino a prova contraria, il nostro staff ha fatto la cosa giusta”.

Il fatto, se dovesse essere vero, getterebbe ancora più ombre su una vicenda che, a quanto pare, poteva essere evitata se tutti i segnali del delirio e della follia di quel ragazzo fossero stati presi seriamente in considerazione e contribuirebbe ad aumentare la rabbia dei parenti e degli amici delle persone che hanno perso la vita per la pazzia di Holmes, il giovane killer sulla cui testa pendono ora 142 capi d’accusa, 24 per omicidio di primo grado e 116 per tentato omicidio.

Fonte foto: © TMNews

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