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29 agosto 2012

Diventare istruttore… serve solo talento?

La formazione culturale, la crescita formativa, sono aspetti chiave nel progresso di qualsiasi impianto sociale che miri nel lungo periodo ad una crescita progressiva e continua lungo l’asse temporale.

In tale contesto  le varie forme associative quindi non fanno eccezioni, e noi avendo purtroppo la costante, morbosa fissazione verso il macro cosmo cavallo/equestre, abbiamo deciso di direzionare la nostra concentrazione verso la regina prima delle formazioni associative maggiormente radicate e espanse nel territorio nazionale.

La FISE è ad oggi infatti la federazione che gestisce e regola gran parte del mondo cavallo italico. Le molteplici vicende interne di natura politica e i risvolti successivi nelle vite reali di tutti gli addetti al settore della filiera: allevatori, istruttori, allievi, commercianti ecc.. ha fortemente incrinato i rapporti tra gli aderenti e la federazione stessa.

Non volendo approfondire le lunghe discordie tra FISE e allevatori o FISE e tesserati, oggi vorremo attenzione un “piccolo”anfratto poco curato dalla grande massa e dai più importanti media del settore (il più delle volte  fortemente intricati con dinamiche interne federali che ne compromettono il valore dell’oggettività informativa). L’aspetto “formazione” infatti non sembra essere uno dei principali “crucci intellettuali” ma a dire il vero, anche per le motivazioni sopra elencate, sembra allo scrivente, uno delle prime tematiche da affrontare in un panorama internazionale sempre più tecnico/professionale, e soprattutto per  modificazioni interne a livello “politico/poltronistico “.

In realtà, neanche il fervore elettorale di poltrone vacanti, ha saputo generare le classiche promesse alla “Cetto La Qualunque “ che mirino a correzioni chiave per un continuo miglioramento soprattutto di alcune sfumature che adesso analizzeremo. Lasciamo la disamina dell’organizzazione del nuovo assetto formativo al magnanimo lettore in questo file ( il quale comprenderà che per esigenze di tempo non è d’uopo dilungarci eccessivamente) noi ci vorremmo indirizzare verso il più banale elemento: quello monetario. Le prime due unità formative, calcolate cumulativamente arrivano tranquillamente oltre il magliaio di euro, con cifre che possono arrivare anche alla stessa soglia per solo singole unità (es. U.D. 8).

Il punto potrebbe sembrare privo di importanza ma se ci soffermassimo a riflettere sulle conseguenze… potremmo generare pensieri di rilevante importanza. Il rischio di generare l’italica  prassi della non meritocrazia, sfornare tecnici di certo competenti ma con il parallelo rischio di escluderne altrettanti  potenzialmente abili, eccessivi lungaggini attuative per le fondamentali figure (come OTEB o istruttore di 1°livello) sono solo alcune delle conseguenze riscontrabili. Inoltre in tempo di crisi non si capisce per quale motivo ancora una volta la FISE non venga incontro al grande popolo equestre adeguando le onerose quote (esempio in questo file) ad un panorama oggettivamente in affanno anche per connotazioni economiche non certo favorevoli!

Vorremo sapere infatti quanti sono i giovani di volontà che vorrebbero intraprendere uno delle professioni (a nostro modestissimo avviso) più coinvolgenti e appassionanti del mondo equestre come tecnici e istruttori, nei quali lavorare a stretto contatto con cavalli e giovani allievi, rende qualsiasi sacrificio quotidiano, ostacoli di vera scarsa importanza; ma che per impossibilità data dall’alto “muro di sbarramento economico” vi rinunciano tout court. Come è dato vedere non abbiamo approfondito le sfaccettature della tematica in quanto speriamo che il lettore approfondisca da sé l’argomento e possa realmente percepire lo sdegno che molti provano nel vedere certe storture di sistema.

È inutile girare intorno al problema, fino a quando la selezione verrà fatta su soli parametri di possibilità di accesso economici e/o politici, e non realmente meritocratici e di valore delle proprie capacità personali vedremo il classico teatrino italiano di gente incompetente in posti chiave,  e le conseguenze ben conosciute a tutti gli abitanti dello stivale! I vari tesserati, i numerosi circoli e l’ampio comparto tutto, sa quanto la FISE richiede in termini monetari per rinnovo di patenti, quote di iscrizioni a competizioni, quote per rinnovo documenti cavalli ecc… e tutti essi sanno bene quanto la federazione sia profondamente impantanata in problemi e di livello moralmente discutibile e politicamente criticabile.

Se si vuole quindi assicurasi un futuro florido, bisogna puntare sulle giovani generazioni, sostenerle ed infine, giustamente, testarne i vari membri per prenderne solo la migliore élite professionale e tecnica. Speriamo che ciò avvenga nel più breve tempo possibile per non ampliare l’imbarazzante divario tra Italia ed Europa… un’ Europa che vede nelle giovani generazioni un prezioso tesoro da preservare e non un problema di impossibile soluzione!

 

Fonte foto: http://www.ilmitte.com

 

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