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13 agosto 2012

Free Street Libraries per lettrici e lettori pellegrini

Spesso su facebook vengono condivise a più infinito immagini di paesaggi esotici e suggestivi con arredamenti fuori contesto, soprattutto librerie progettate come complementi di urban o natural landscape.

Viene da chiedersi se siano fotografie immaginarie, ritoccate con sofisticati programmi di grafica, o se da qualche parte, esistano per davvero. In effetti, la realizzazione di spazi per libri in strada ha fatto il giro del mondo, ed ogni luogo ha trovato la sua orginale soluzione.

Secondo quanto riportato da Wuz, la realtà è che “in tutto il mondo stanno nascendo piccole, modeste iniziative che sembrano varianti del bookcrossing. Sono nuovi punti di ritrovo per i lettori e nascono negli angoli più impensati: sui marciapiedi, nei parchi, in mezzo alla strada e in vecchie cabine dell’elettricità e del telefono. In luoghi spesso abbandonati sono entrati in scena i libri e subito si sono creati nuovi punti di aggregazione. Per trasformare questi spazi in un’improvvisata libreria bastano pochi tocchi e qualche scaffale, al resto ci pensano i passanti e i curiosi. Sulle nuove “piazze della lettura” si ritrovano persone anche sconosciute per barattare libri, scambiarsi informazioni, parlare di Sherlock Holmes, dell’ultimo libro della James, di saggi di filosofia o di storia“.

Varianti del book crossing e dei caffé letterari, dei gruppi sui social networks; valide alternative per gli impenitenti del vis-à-vis, della parola verbale che circola e che ci si scambia guardandosi negli occhi, degli oggetti con la copertina di cartone da toccare e conservare fra le mani pagina dopo pagina, magari alzando gli occhi al cielo guardando come tutto scorre, incessantemente.

Insomma, un’esperienza calata nel tempo e nello spazio, nel pubblico, non chiusa negli angusti confini di pareti che separano o schermi che nascondono. Soprattutto, per i viaggiatori e per le viaggiatrici che in estate vanno alla scoperta dell’Europa, fin’anche un po’ più in là, è bene avere la mappa di questi piccoli angoli familiari a cielo aperto ed, al contempo, opere di Street Design.

I NIDI DI PARIGI. “L’artista di strada Florian Rivière ha deciso di costruire una gabbia su un albero presso la Gare du Nord di Parigi. L’obiettivo però non è intrappolare qualche uccellino, ma ospitare un nido di libri che, come è esplicitamente scritto sulla cassettina di legno, sono liberi di volare nelle mani dei passanti“.

Il giovane Florian Rivière (sito ufficiale) si definisce Hacktivist perchè secondo la sua filosofia cities are playgrounds.

Nella biografia pubblicata dal suo sito, egli stesso spiega che “trasforma e reinveste lo spazio pubblico per permettere ai cittadini di riappropriarsi del loro ambiente. Le sue invenzioni, che si situano a metà tra il design urbano “Do IT Yourself” e l’Upcycling (ossia la rivalorizzazione dei rifiuti che vengono reciclati), hanno la particolarità di essere spontanee e crude, realizzate esclusivamente a partire da oggetti trovati per strada, sempre con un pizzico di humour“.

Questo manifesto di democrazia si ritrova nell’installazione dei nidi che è stata realizzata a Parigi dall’artista si Strasburgo nel maggio di quest’anno. In un’intervista rilasciata su Big Ben, alla domanda su quali erano le ultime cose che lo avevano ispirato ha risposto: “Homeless; Pigeons; Children“.

LA PENSILINA DEL BUS IN COLOMBIA.

Certo, per chi, come chi scrive, ha usato instancabilmente come mezzo di trasporto l’autobus – trascorrendo momenti interminabili controllando con impazienza l’orologio, affacciandosi, poi, sulla strada sperando di vedere sbucare in lontananza il muso del bisonte pubblico – non sarebbe male investire l’ansia da ritardo in contemplazione letteraria con possibilità di scelta e di scambio. Ebbene, questa fortunata chance è diventata realtà da qualche parte in Colombia, dove, appunto, “alla fermata infatti è stata allestita una colorata biblioteca rossa e gialla che ospita i libri per i pazienti pendolari“.

 

 

 

E così via: a Tel Aviv nei bunkers antiaerei; in Brasile; il divano, – o books sofa che dir si voglia – di Londra; a Berlino; a New York nelle cabine telefoniche; in California; sulle scale a pioli greche (rassegna completa)..

Ed in Italia? 

LE CASSETTE DI FRUTTA DI TORINO. “All’incrocio tra via Sesia e via Montanarohanno trovato un modo alternativo per riempire le cassette della frutta quando questa finisce. Basta sovrapporre e accostare le ceste a un grigio muro di città per formare una libreria a disposizione di tutti che finora conta almeno 50 titoli fra gialli, romanzi rosa e qualsiasi altro genere. Le cassette provengono dal vicino mercato di piazza Fioroni“.

Materiali di recupero, Green Reading, città laboratorio, un piccolo prodigio di polilalia; tutto questo può riassumersi, sempre con taglio cosmopolita, così: living and learning.

 

Fonte foto (1): http://www.wuz.it

 

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