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25 agosto 2012

Istituto italiano per gli studi filosofici: proposte per non morire

Arriva la proposta dell’ex ministro Gerardo Bianco a Marotta per la salvaguardia della preziosa biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici.

Dopo lo sfogo di Gerardo Marotta, intervistato mentre impacchettava i circa 1600 volumi della biblioteca dell‘Istituto italiano per gli studi filosofici, volumi destinati ad un capannone industriale in provincia di Casoria, in questa fine d’agosto la notizia dello sfratto della biblioteca ha girato il mondo, sollevando proteste da parte del mondo intellettuale ma anche proposte da quello politico.

Segnali di solidarietà sono giunti all’avvocato Marotta insieme a una serie offerte di strutture da destinare alla biblioteca del’istituto nell’arco di appena 24 ore; a esprimerle i sindaci dell’hinterland campano, a partire da quello di Casalnuovo, Antonio Peluso che ha manifestato la disponibilità di ospitare la prestigiosa biblioteca nei locali di proprietà comunale; anche il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha offerto il Castello baronale per ospitare i volumi sfrattati. E per finire il primo cittadino di Matera, Salvatore Adduce, offre invece gli immobili nei Sassi per custodire il ricco patrimonio libraio.

Se la giunta del Comune di Napoli in colpevole ritardo ha offerto gli spazi di Palazzo Fuga, l’ex ministro dell’istruzione Gerardo Bianco ha lanciato una proposta del tutto innovativa: trasferire la biblioteca in territorio irpino, individuando in    strutture come il Convento di San Generoso, la Casina del Principe, il Centro Congressi del Teatro Gesualdo, Villa Amendola e perfino il Carcere Borbonico come luoghi idonei ad ospitare l’immenso patrimonio culturale dell’Istituto.

Anche perchè obiettivo principale dello stesso Marotta  non è quello di traferire all’estero la biblioteca, nonostante le numerose offerte estere, a partire dalla Svizzera e dal Giappone, ma di farla restare qui in Italia.

Al suo J’accuse i politici locali e nazionali non sono restati di certo muti, ma hanno tentato delle soluzioni in extremis, soprattutto il sindaco di napoli De Magistris, con l’offerta del Real Albergo dei Poveri. Offerta tuttavia rispedita al mittente dallo stesso Marotta che ha invece accettato la proposta avellinese, sottolineando che De Magistris può anche riportare agli antichi fasti l’edificio borbonico, ma di certo dove c’è troppa muffa e umidità i libri non possono essere ospitati: ben venga dunque l’aria salubre e la luce necessarie a debellare una buona volta dalle pagine dei libri di filosofia tutta quella muffa che soffoca la cultura nella città di Partenope.

(credit photo. www.fanpage.it)

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