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28 agosto 2012

Laura Morante in un “Appartamento ad Atene”

Laura Morante e un Appartamento ad Atene. Film che deriva da  un romanzo di un eccelso scrittore americano di nome Glenway Wescott. L’avevamo lasciata con il film ideato e diretto da lei stessa: Ciliegineil 28 Settembre la Morante la vedremo in un film drammatico, di guerra, di nazzismo, autoritario e senza scrupoli.

Un filo che connette Ciliegine con Appartamento ad Atene è la nevrosi del protagonista. Certo nel primo era comprensibile, dato il pensare comune, perché il protagonista è una lei. Caratteristica ampiamente simbolica nel contraddistinguere banalmente una donna da un uomo, poiché le donne appaiono essere tutte un pò nevrotiche e quindi, noiose. Invece nel film diretto da Ruggero Diapola il protagonista è un uomo, nazzista, razzista, autoritario e fortemente nevrotico. Pare essere proprio questo ultimo dettaglio ad affascinare lo spettatore una volta letta la trama del film. Misoginia?

Il contrasto è doveroso ma non basilare per spiegare ciò che andremo a vedere in Appartamento ad Atene. Non si tratta di  un ennesimo film che racconta la crudeltà della seconda guerra mondiale e la segregazione di persone costrette a subire. E’ un’opera che svela la natura umana di fronte alla paura e il tiranno.

Laura Morante è Zoe, mamma di due adolescenti, tra cui il maschietto è animato da melodrammatiche fantasie di vendetta, lei semplice donna di casa e, apparentemente, docile. Sarà proprio Zoe ad essere la più forte e a non darla mai vinta all’Essere minaccioso e autoritario. Il marito, invece, è un intellettuale spiritoso e paziente, proprietario di una piccola casa editrice. Credeva di poter agganciare un rapporto quieto con l’arcano.

Nel 1943, ad Atene, ad una famiglia agiata le viene sottratto l’appartamento e la libertà, allo scopo di ospitare  un ufficiale tedesco (Richard Sammel). Pazzesco. Le dinamiche che caratterizzavano i personaggi prima dell’arrivo, vengono sconvolte e trasformate drammaticamente dalle regole imposte dal nazzista. Loro diventano i suoi servi. I servi di una guerra.

Fortunatamente per loro, arriva il momento dell’improvvisa partenza del tedesco, poiché i suoi cari erano morti. La libertà della famiglia sembra  quindi essere tornata, ma la tortura è immortale, destinata ad un tragico epilogo. Una volta che l’ufficiale sarà tornato nell’appartamento Helianos, dimostra di essere notevolmente cambiato, è più indulgente e comprensibile. Ma è una maschera pirandelliana, sotto di essa si ramifica un odio struggente che lo porta ad un’agghiacciante vendetta…

Appartamento ad Atene, prima ancora di uscire nelle sale cinematografiche italiane, ha già ricevuto diciannove premi nei maggiori Festival Cinematografici Internazionali, di cui otto negli Stati Uniti; si è aggiudicato il Premio di Miglior Film al Los Angeles Greek Film Festival. Non manca di certo l’Italia all’appello, donando all’opera il premio come miglior film nella sezione Giovani Cineasti Italiani al Festival Internazionale di Roma. Appartamento ad Atene è stato girato tra Cinecittà e la Puglia, scritto a sei mani: Heidrun Schleef, Ruggero Diapola Luca de Benedittis.

Immagine tratta dawww.miff.it

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