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19 agosto 2012

Leon Botstein: direttore d’orchestra e del Bard College

Leon Botstein
Leon Botstein

Leon Botstein

Leon Botstein é considerato uno dei geni di quest’epoca, un talento eclettico di storico e musicologo, specialista di pedagogia e scrittore poliglotta ed iconoclasta.

A soli 23 anni fu il più giovane  presidente del Franconia College situata nel New Hampshire (in carica dal 1970 al 1975), alla fine del mandato é stato nominato presidente del prestigioso  Bard College, facoltà fondata nel 1860, campus per l’educazione delle arti e delle scienze, collocata all’interno della verdeggiante vallata attraversata dal fiume Hudson, a nord dello Stato di New York.

Le Monde ha dedicato alla figura di Leon Botstein un approfondimento per mettere a fuoco l’idea centrale del pensiero di Botstein nella conduzione e per la programmazione dei curricula di studio, l’ammissione dei candidati e la gestione del periodo formativo: “ogni studente dovrebbe qvere almeno due campi di eccellenza“. Cioé deve ben essere possibile studiare chimica e seguire corsi teorici e pratici di musica o fotografia; danza; pittura, secondo le inclinazioni personali.

Leon botstein ha dimostrato di essere particolarmente attento all’integrazione ed alla ricerca del talento senza pregiudizi, oltre ogni barriera. Ha dichiarato: “ho sperato di poter invitare ogni anno degli studenti stranieri, soprattutto provenienti da Paesi emergenti. Ad oggi, essi costituiscono il 12% degli studenti del primo e del secondo anno. Parallelamente abbiamo aperto le antenne in Russia e ad Israele“.

Inoltre, ha introdotto un programma di studi interamente dedicato a dei prigionieri: BPI ossia la Bard Prison Initiative, come si legge sul sito ufficiale della facoltà, crea l’opportunità per uomini e donne incarcerati di studiare e ottenere una laurea al Bard College durante l’esecuzione della condanna. Gli standards accademici e di lavoro pratico sono rigorosi e basati su un insuale mix di attenzione alle capacità di sviluppo e delle potenzialità oltre che delle ambizioni legate al percorso di studi intrapreso. Senza considerare che “tra coloro che partecipano la probabilità di recidiva è particolarmente bassa“, ma, soprattutto, questa sfida di liberal education punta a ridefinire la relazione tra educational opportunity and criminal justice. Alla presentazione di questa iniziativa e di alcuni dei suoi partecipanti, la CBS ha dedicato una puntata di 60 Minutes (video).

Il giornalista Renaud Machart; sulle pagine di Le Monde Culture lo ha descritto: “questo uomo carismatico, che ha tutti i tratti dell’intellettuale ebro new-yorkese, è un pozzo di scienza, di idee in prospettiva, spesso iconoclaste, una riserva d’energie inesauribile“. E ha riportato una dichiarazione di André Aciman (professore di letteratura al Bard College dal 1997 al 2001) sul collega: “Leon Botstein non é solo un eclettico, lui è un umanista nel vero senso della parola. Che sia nell’ambito della musica, delle idee o della pedagogia, lui è sempre all’avanguardia nelle riflessioni“.

Tutta la famiglia pare essere speciale: i genitori di Leon, entrambi medici, entrambi di origine ebrea polacca, lasciarono il loro paese per la Svizzera, dove nacque Leon, ma quando la sua naturalizzazione fu rifiutata, la famiglia emigro’ negli Stati Uniti, dove suo fratello David, primogenito, ha diretto il dipartimento di genetica dell’Università di Stanford in California. Leon è, poi, sposato con Barbara Haskell, storica dell’arte e curatrice di mostre per il Whitney Museum di New York dal 1975.

No, non é la trama di un romanzo di Lore Segal, ma la storia vera di una sfida seull’educazione e sulla trasversalità, sull’abnegazione nelle passioni e dell’investimento dei talenti.

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