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26 agosto 2012

Via ai test d’ingresso: inizia la gara per i corsi a numero chiuso

Una guerra all’ultimo punto per accaparrarsi un posto in quei corsi di laurea a numero chiuso vede protagonisti in questi giorni migliaia di future matricole

Si sono chiuse appena due giorni fa le iscrizioni ai test d’ingresso e già le università si preparano all’invasione di giovani che parteciperà a questi test nei prossimi giorni.

La facoltà più gettonata risulta, come al solito, quella di Medicina: ad esempio, all’Università La Sapienza di Roma, la più grande in Europa, si sono iscritti al test dell’anno scorso circa 7200 studenti per 801 posti, il che ha voluto dire 80 aule attrezzate, numerosi somministratori di test, commissioni e custodi.

La stessa ressa vedranno gli altri corsi di laurea a numero chiuso più quotati: veterinaria, odontoiatria, architettura e le professioni sanitarie. Come ben sappiamo, questi test vengono fissati a livello nazionale e, secondo le statistiche, sarà appena il 20% dei partecipanti ad accaparrarsi un posto in questi corsi di laurea.

Oltre a questi dati c’è però da considerare che attualmente la maggior parte dei corsi di laurea risultano a numero programmato, il che vuol dire che le matricole che vi si iscriveranno dovranno comunque affrontare un test d’accesso per verificare eventuali carenze in certe materie.

Iscrizioni ai test comunque in calo in tantissime università, sintomo però di una generale diminuzione di iscrizioni ai corsi di laurea, dovuto per la maggiore alla crisi economica e all’impossibilità delle famiglie di affrontare le spese per gli studi dei propri figli.

Per molti studenti, un altro scoglio da superare saranno le prove d’ingresso previa verifica delle conoscenze, che costringeranno parecchi a recuperare le loro lacune durante l’anno accademico per poter accedere al successivo anno.

Tante le polemiche che hanno investito quest’anno la pratica della selezione delle matricole: ogni iscrizione ai test costa alle aspiranti matricole dai 12 ai 100 euro. Quel che più colpisce è che il costo in molte università è più che raddoppiato dal 2009 ad oggi, e se un candidato sceglie di affrontare più di un test nella stessa università, dovrà pagarne il costo tante volte quante sono le prove d’accesso che tenterà di superare.

Molti studenti lamentano invece l’inutilità del numero chiuso: secondo molti, se si lasciassero gli studenti liberi di scegliere senza restrizioni i corsi di laurea, sarebbero poi il superamento o meno degli esami a discriminare chi è in grado di proseguire negli studi e chi no.

Proprio questo è uno dei motivi per cui l’Unione degli Universitari – Udu – attacca l’utilizzo dei test: «Lo sbarramento con i test di ingresso universitari sta sempre più diventando un vero e proprio ostacolo sociale per l’accesso alla massima istruzione – dice il presidente Michele Orezzi, come riportato su Corrieree invece di abbattere le barriere costruiamo ostacoli sempre più alti».

Tra ansie da notte prima degli esami, polemiche e costi per prepararsi ai test, molti ragazzi in questi giorni si preparano comunque ad affrontare gara, che più che un concorso per aggiudicarsi un posto nelle facoltà sembra una sfida all’ultimo sangue in cui ogni combattente si gioca sul campo il proprio futuro.

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