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25 settembre 2012

Concorso docenti. Ancora polemiche

Dal Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,continuano a fornire  informazioni sul concorso tanto atteso che riguarderà il rinnovo del turn over per quanto riguarda i docenti da inserire nelle scuole pubbliche. L’ultimo concorso risale nel 1999, ed è per questo che la pubblicazione del bando si aspetta in modo alquanto irrequieto.

Ovviamente potranno accedere al ”concorsone” tutti coloro che hanno già l’abilitazione, con poche anomalie precisano al Ministero dell’Istruzione. Ciò che si evidenzia è che il 77% dei posti in palio sono al Centro e nel Meridione, infatti, regioni come Campania, Sicilia e Puglia avranno un numero considerevole di posti a disposizione secondo quanto già anticipato dall’andamento pensionistico dell’anno 2012. I posti da riempire in tutto sono 11542 e già si prevede un sovraffollamento di iscrizioni. ”Proprio per disciplinare meglio l’esame, è stata prevista una prova selettiva che si svolgerà verso la fine di Ottobre, primi giorni di Novembre”, questo è quanto ha dichiarato il Ministro Profumo per assicurare al meglio l’efficacia del concorso, inoltre ha anticipato che non ci saranno nuove graduatorie e che questo concorso o si vince o si perde.  Ai docenti candidati verranno sottoposti dei test uguali per tutte le classi di concorso, sarà un vero e proprio esame, ma stavolta al posto dei molteplici studenti ci saranno proprio i professori. La prova preselettiva consiste in una batteria di cinquanta domande a risposta multipla, ci saranno domande sulla comprensione di un testo, capacità logiche, conoscenza di una lingua e competenze informatiche. Per superare al meglio questa prova di selezione, non sarà necessario acquistare nessun libro o seguire alcun corso, il Ministro dell’Istruzione metterà a disposizione online vari test sui quali i candidati potranno esercitarsi liberamente. Successivamente ci saranno le altre due importanti prove: scritta e orale. Ed è la prova orale che chiude tutti i giochi: avrà per oggetto la capacità di progettazione didattica.

Tutto molto preciso, un concorso giusto e alquanto meritocratico, ma tutto ciò ha il costo di un milione di euro. Soldi che servono soprattutto a pagare e a rimborsare i membri delle commissioni, soldi che, per alcuni, si potevano risparmiare pensando ai svariati precari che tutt’ora non hanno trovato nessuna occupazione, soldi praticamente ”sprecati”. Ed è cosi che si aprirà il concorso per l’assegnazione delle varie cattedre in tutte le regioni d’Italia, tra tante polemiche e tanti soldi.

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