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10 settembre 2012

L’urna biologica: la vita dopo la morte

La vita dopo la morte è da sempre una questione che ha diviso l’opinione pubblica, separando i religiosi, fedeli sostenitori di una vita nei cieli, dopo la morte, e chi invece, più legato alla concretezza della scienza, si erge a difesa dei limiti umani, soprattutto quelli corporei. Niente aldilà quindi. C’è un uomo, tuttavia, che ha saputo interpretare a modo suo questa speranza di vita eterna.

Si chiama Martin Azua, il designer spagnolo che ha fatto parlare di sé il mondo. Un genio, per alcuni, un folle per altri.

Eppure, la straordinarietà della sua invenzione e il significato che questa può avere per le persone è evidente a tutti. Un progetto impensabile per molti, ma che nel concreto potrebbe trovare l’approvazione di molti, se non di tutti. Non solo un regalo spirituale per le persone, ma anche una possibile risposta ecologica al problema dei cimiteri sovraffollati che, da qualche tempo, sta prendendo piede se non nel mondo, almeno nella nostra nazione.

Si tratta di un’urna ecologica e biodegradabile per contenere le ceneri dei defunti. Un’alternativa innovativa, alla triste sepoltura dei nostri cari.

L’urna è interamente realizzata con materiali naturali come gusci di noci di cocco e fertilizzanti organici. Nel contenitore è inserito un piccolo seme di albero. Un seme che può essere scelto fra diverse tipologie, a seconda dei gusti e delle esigenze di spazio. Una volta riempita l’urna con le ceneri del defunto, questa può tranquillamente essere piantata in giardino o in un vaso.

In breve, il seme comincerà a germogliare, contemporaneamente al processo di biodegradazione del contenitore. Sarà un modo per far rinascere la vita dalla morte e per poter avere ancora affianco le persone amate.

Immagine tratta da: www.giornalettismo.com

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