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9 settembre 2012

Tuscia, una realtà in crescita

Non solo UniTus, anche l’Università Popolare cresce a vista d’occhio

E con Orvieto, aggiunta a Maggio, fanno 6. Viterbo, Tuscania, Bomarzo, Calcata, Sorano e la città umbra sono le sedi che ospitano l’Università popolare della Tuscia, una realtà nata a Tuscania nell’aprile del 1998.

L’ateneo nasce come ente no-profit, e fa parte, in qualità di Ente nazionale di formazione, delle università popolari sorte in tutta Italia nel secolo scorso per diffondere sapere e cultura a studenti di tutte le età. Non vengono rilasciati titoli di studio ufficiali, ma attestati e certificazioni considerate valide dal MIUR. Questo vuol dire che sono spendibili come crediti universitari e complementi curriculari per concorsi e classifiche.

In particolare due corsi rigorosamente gratuiti sono stati apprezzati nel territorio dalle frange più in difficoltà, come il corso di italiano per extracomunitari e analfabeti e il corso di musicologia destinato alla comunità di recupero Il Ponte.

Altre valide iniziative, come l’estrema varietà dei corsi e le varie conferenze sul territorio, hanno portato una piccola realtà come questa ad un ruolo di primo piano.

La sede di Orvieto coordinata da Pier Luigi Leoni, malgrado sia nata in tempi recenti, ha già dimostrato un ruolo di spicco nell’offerta dell’ateneo. Lo scorso maggio ha organizzato una conferenza sul tema Bioeconomia per la salute, per l’ambiente e per lo sviluppo, e a luglio ha dato vita ad un interessante concorso letterario per sole donne.

Una bella notizia per un territorio che vuole far crescere la sua offerta didattica e diventare competitivo con le altre sedi universitarie del centro Italia. Con una Università della Tuscia in continua ascesa e la forte varietà di corsi dell’Università Popolare della Tuscia, il mondo dell’istruzione viterbese può pensare in grande.

 

Fonte immagine: Google immagini

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