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3 settembre 2012

Un castello di storia e cultura

La strada ricorda percorsi che portavano a mete senza tempo, transumanze di pastori scuri in volto di fatica e fame, passo di contadini schiacciati dal peso di una vita in cui guardi per ore una terra brulla ed argillosa che ti dà tanto sudore per un pugno di farina, eserciti di biondi cavalieri a cavallo, guidati dal più illuminato degli imperatori, scomunicato dal più ottuso dei papi per aver fatto una crociata senza sangue, per aver conquistato Gerusalemme senza aver dovuto sguainare la spada ma semplicemente parlando.

La strada che porta a Castel Lagopesole è una strada che è stata percorsa da nobili di casate tedesche che hanno cambiato la storia a fianco dei più grandi morti di fame di questo mondo. Le vestigia di questo passato insieme glorioso e tragico non sono solo una delle più importanti, antiche e blasonate università d’Italia, la Federico II di Napoli, non è solo un codice, le tavole Melfitane, alla base dell’intero diritto europeo, non è ancora  solo il lascito storico di uno dei più grandi esempi di integrazione e dialogo tra pensieri e religioni, ovvero quel palazzo dedicato alla dea della ragione che era la corte di Palermo, ma è anche qualcosa di estremamente tangibile.

Capelli biondi e occhi azzurri che ti vengono incontro in quel sentiero asfaltato in pieno meridione, che alzando lo sguardo ti mostra il castello che domina la collina, testimonianza imperiosa in pietra di un passato insieme tragico e glorioso. Durante tutto il mese di Agosto a Castel Lagopesole, contrada nel comune di Avigliano, si celebra tutto questo passato, tutta questa splendida storia di conquistatori nordici che danno il via alla storia in pieno mediterraneo con la manifestazione “Le notti di Federico”.

I concerti Jazz all’interno del cortile principale del castello hanno un’atmosfera quasi di mistica impura mescolando all’ambientazione medievale che l’architettura esterna del castello ha conservato, quelle note figlie della sofferenza spesso avvicinate a radici mefistofeliche essendo spesso chiamata la musica del diavolo.

Rassegne teatrali riempiono l’estate del castello, la quale culmina nella classica sfilata in costume per rimembrare anche nel vestiario, nelle movenze, nei suoni e nelle parole, ed esaltando anche l’aspetto enogastronomico, quel passato in cui il Meridione era il centro di un impero

Fonte foto: comune.avigliano.pz.it

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