• Google+
  • Commenta
11 ottobre 2012

I Talibam al Circolo degli Artisti

GIOVEDI’ 18 OTTOBRE

TALIBAM!

+ guest

Oramai sono in pochi a non conoscere i funambolici Matt e Kevin in arte TALIBAM! Bene, il duo torna a Roma, al Circolo Degli Artisti, per uno dei folli live a cui ci hanno abituato Giovedì 18 Ottobre.

Nel loro carniere questo ancora mancava. Un disco hip hop. Kevin Shea che fa break beat non dovrebbe esser troppo duro da immaginare data la sua versabilità, idem Matt Mottel che maneggia il synth cercando qualche motivo ricorrente piuttosto che improvvisare. Potevamo anche supporlo, che la coppia fosse alla ricerca di spazio vitale, dopo quel disco altrettanto impossibile che è stato “Discover AtlantASS” con Sam Kulik, uscito lo scorso Marzo (Frank Zappa e Sun Ra in versione exotica-pop: recuperatelo!). Comunque sia, se già vi mancano i Beastie Boys e non sapete come fare, provate a ricordare com’erano all’epoca di “Paul’s Boutique”, particolarmente – ovvio – in quel capolavoro nel capolavoro che si chiamava B-Boy Bouillabaisse. Ecco. I Talibam! partono da lì e fanno un disco intero come pot pourri avant-psycho-impro ma con pezzi molto brevi, svelti e guizzanti, poco black e niente soul ma molto in linea con l’idea di scazzo seriamente permanente che fu dei grandissimi Beastie. È evidente che i Talibam! cercano di fare una parodia, ma alla fine suonano più credibili, e naturalmente più apocalittici perché meno forzati ad esserlo, di chi ci crede veramente.

Sì, non hanno il pollice verde da giardinetto hip hop. Sono un po’ troppo lenti e le voci non sono tanto dispettose e nasty come quelle di cui sopra. Ma credo che anche i Beastie, all’inizio, volessero farsi mezze beffe dell’hip hop, eppure ne divennero i leader perché l’hip hop senza substrato parodistico è nulla. Così alla linearità di Zombie FromAlbequrque segue una formidabile I Want All Your Money che mette caos in una nenia d’organo psichedelico e poi c’è il sing-a-long del singolo (!) Step Into the Marina. Chiamano quel che fanno no school rap, in quanto dicono di non conoscere né rifarsi ad alcuna storia dell’hip hop, al quale sono arrivati tramite un casuale e piuttosto improbabile incidente. Eppure Mottel In The Hotel, From NASA To Boeing e You’re Creep sono perfette, la title track è la loro visione di hip-rock che spacca i culi come fece Fight For Your Right, se prima dicevo del soul mancante mi correggo perché c’è Hard Day/Tough Day, il trittico Wack Wack Chippy Wimp, Dr. Giggles e Sweet Leader è la loro bouillabaisse, e Jack Is In A Hotdog è l’ossessivo opus magnum. Vabbe’, lo sapete che i Talibam! non diventeranno leader di niente e questo disco passerà come acqua fresca,ma Dio semi sono divertito a sentirlo e risentirlo. (Blow Up)

 

Fonte Foto

 

Google+
© Riproduzione Riservata