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14 novembre 2012

Primi laureati in Terapia Occupazionale

Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – Il corso di laurea triennale in Terapia Occupazionale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia supera – per così dire – la “fase di collaudo” e porta al traguardo i primi laureati.

L’iniziativa didattica, attivata a partire dall’anno accademico 2009-2010 ed istituita nell’ambito delle cosiddette Professioni Sanitarie, da due anni ospitata presso la sede d’Ateneo di Reggio Emilia, è l’unica in Regione Emilia-Romagna ad offrire la possibilità di formarsi in questa professione che ha un’elevata valenza sociale, oltre che economica.

La cerimonia di laurea dei primi studenti ad aver concluso il ciclo di studi avverrà giovedì 15 novembre 2012, nel corso di una seduta solenne, in cui alla mattina alle ore 9.30 i laureandi presenteranno le loro tesi davanti alla Commissione di laurea ed ai colleghi, riuniti nell’Aula Magna “P. Manodori” del Complesso universitario Zucchi (Viale Allegri 9) a Reggio Emilia.

Davanti alla Commissione compariranno per discutere i loro lavori: Francesca Agosta di Novellara (RE), Martina Bizzarri di Albinea (RE), Alessandro Lanzoni di Modena, Catia Mercanti di Scandiano (RE), Sara Monti di Palagano (MO), Elena Rivi di Casalgrande (RE), Francesco Romagnoli di Borgo Val di Taro (PR), Margherita Schiavi di Carpi (MO) ed Elisa Tongiani di Forlì.

Nel pomeriggio la Commissione di laurea, dopo aver discusso e valutato le tesi, unitamente ai laureandi, ai loro colleghi di studio e familiari, si trasferirà in corteo per rappresentare simbolicamente il passaggio dei giovani professionisti dall’Università che li ha formati alla Comunità, dove metteranno a disposizione il loro sapere e il loro saper fare, alla “Sala del Tricolore del Comune di Reggio Emilia per la proclamazione dei neo dottori, che avrà luogo a partire dalle ore 16.30.

Presenzieranno alla cerimonia di conferimento delle lauree il Prorettore della sede di Reggio Emiliaprof. Luigi Grasselli, l’Assessore alla Cultura e Università del Comune di Reggio Emilia, avv. Giovanni Catellani e i rappresentanti delle Aziende Sanitarie.

La giornata di festa vedrà il coronamento del sogno di 9 nuovi dottori in Terapia Occupazionale e di tutti coloro che hanno creduto nella necessità di formare questa nuova figura operante nel campo riabilitativo. Il corso di laurea è stato sostenuto fin dall’inizio, oltre che dall’Ateneo e dalla Regione Emilia-Romagna, dalle Aziende Ausldi Reggio Emilia e di Modena, dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Policlinico di Modena e dell’Azienda Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Il terapista occupazionale è l’operatore sanitario che opera nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici, psichici, sia con disabilità temporanee che permanenti, utilizzando attività espressive, ludiche, della vita quotidiana, con l’obiettivo di promuoverne l’autonomia.

Si tratta di un professionista altamente specializzato capace di contribuire in modo incisivo alla salute e al benessere con particolare attenzione al recupero finalizzato al reinserimento della persona nel suo ambiente domestico, familiare, sociale e lavorativo. Attualmente il corso conta 29 iscritti.

Il terapista occupazionale – dichiara la prof.ssa Maria Teresa Mascia, Presidente del corso di laurea – è una figura relativamente giovane e, anche se son passati ormai 15 anni dalla definizione del profilo professionale da parte del Ministero della Salute, è ancora poco conosciuta in Italia. Questa disciplina è nata nel 1917 negli Stati Uniti ed è ampiamente riconosciuta a livello internazionale.

L’interesse nei suoi confronti è in continua crescita anche se risorse finanziarie sempre più scarse mettono a dura prova le iniziative che tendono a farla conoscere. D’altra parte i mutamenti dell’assetto demografico con l’invecchiamento progressivo della popolazione, una presenza prolungata nel mondo del lavoro, l’incremento di patologie croniche pongono la società di fronte a nuove sfide e la promozione della salute con la prevenzione primaria acquistano un significato sempre maggiore.

Oggi questa laurea fornisce competenze molto richieste dal mercato e, dunque, si tratta di professionalità nuove con notevoli prospettive. La professione di terapista occupazionale è infatti considerata negli Stati Uniti una delle 10 professioni del futuro”.

La Commissione di laurea, presieduta dalla prof.ssa Maria Teresa Mascia, è composta dal

prof. Enrico Clini, dalla prof.ssa Francesca Carrubi, dal dott. Francesco Lombardi, dalla dott.ssa Silvana Sartini, dalla dott.ssa Stefania Costi, dalla dott.sa Barbara Volta, dala dott. ssa Franca Franchi, dalla dott.ssa Maria Pia Padalino, da due rappresentanti nazionali dell’Associazione Italiana Terapisti Occupazionali e due rappresentanti Ministeriali. L’esame di laurea in Terapia Occupazionale è abilitante alla professione di Terapista Occupazionale.

Le tesi di laurea presentate spaziano in diversi ambiti, dall’oncologia alla medicina del lavoro, dalla riabilitazione della mano al progetto di un corso di danza, a dimostrazione di come sia ampio il contributo professionale recato dal terapista occupazionale, che si può inserire in ogni ambito sanitario e sociale.

Il corso di laurea in Terapia Occupazionale afferente al Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emiliaha sede presso la struttura sanitaria “Spallanzani” di Reggio Emilia. E’ un corso a numero programmato appartenente alla classe delle Professioni Sanitarie operanti nel campo della riabilitazione con 15 ammessi per anno.

In tutta Italia sono complessivamente 648 gli studenti frequentanti (nei 3 anni di studio) e circa 1200 i praticanti. Il numero dei terapisti occupazionali impegnati in attività lavorativa ogni 100.000 abitanti è pari a 1.6, la percentuale più bassa in Europa, dove il rapporto varia fra 12 e 100/100.000. A conferma della crescente richiesta da parte del mercato, gli occupati sono collocati prevalentemente in strutture private a causa delle limitate risorse pubbliche.

 

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