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2 dicembre 2012

Luci d’Artista. Anche l’albero accende un modo di essere Salerno?

L’aria umida, buste frettolose nelle mani di persone infreddolite, e riflessi, baluginii,  su vetri di occhiali, quadranti di orologi, pietre sugli anelli, cocci di bottiglie minuscoli e sparsi tra i san pietrini come gemme.

Ecco Salerno, e le sue luci di Natale.

Una città che si anima, che sembra ri-vivere a nuovo regime, ritmi e spirito rinvigoriti nel periodo natalizio, grazie alla ridefinizione del panorama visivo che viene proposto agli occhi di cittadini e turisti che quotidianamente, da novembre a gennaio, si trovano ad attraversarla.

E’ attraverso gli occhi di due studentesse che intendiamo guardare le luci, oggi, a brevissima distanza dall’accensione dell’albero di Natale. L’Alberone, così lo chiamano, nel bel mezzo di Piazza Portanova, un punto nevralgico della fisionomia salernitana.

Deniz, studentessa Erasmus, segue gli ultimi corsi prima della stesura della tesi in Letterature inglese, provenienza Istanbul.

Erika, salernitana doc, iscritta al secondo anno di Scienze della Comunicazione.

A me sembra inutile tutto questo agghindare” ci dice Deniz, con la schiettezza di chi non ha interesse a mentire. “Ho avuto modo di vivere la città a partire da settembre, e non mi sembra che ostentare in questa misura lo spirito natalizio rispecchi l’identità di Salerno e di chi ci abita. O meglio, non mi sembra che rispecchi l’autentico sentire della festività da parte dei cittadini.

Deniz parla con fare sicuro una lingua che non è la sua, e assiste con occhi attenti e stranieri all’accensione dell’albero.

E’ bello. Salerno rinasce ad ogni Natale”. Erika sembra porsi in modo molto meno partecipe e distratto nei confronti della questione luci natalizie. “La città si riempie, e molti arrivano appositamente  da ogni parte di Italia per ammirare lo spettacolo delle luci, magari poi ritornano d’estate, e si innamorano degli angoli speciali, delle vedute romantiche, del buon cibo e della cordialità che Salerno dimostra.

L’albero è ancora spento.

Ecco, l’albero è acceso, scatta l’applauso.

Erika scatta in avanti dopo qualche secondo, senza aver indugiato un istante sull’aspetto dell’albero 2012, color argento e con un ricamo di fiori rossi ad accarezzarlo solo in alcuni punti.

Mette la macchina fotografica in mano a Deniz, Deniz inquadra.

Erika sorride, Deniz no, ma scatta la foto.

Erika ringrazia e propone un’inversione di ruoli, ma no, la ragazza di Istanbul scuote silenziosamente la testa, non vuole una foto sotto l’albero.

Ci domandiamo se Deniz avesse ragione, nel dire che le Luci d’Artista non  rispecchino l’identità di Salerno, o se invece sia proprio l’ostentare tipico del fare salernitano a generare il fenomeno del bello che a Natale costringe tutti ad alzare la testa per rimanere abbagliati dalle luci.

Forse, qui a Salerno, si cammina con la testa rivolta verso l’altro, troppo in alto” dice ad un certo punto Deniz.

Erika l’abbiamo persa, scatta altre foto con altre colleghe studentesse.

Ci allontaniamo dalla piazza, piano, senza spingere.

Piove, e la folla non è poi così tanta.

Chi avrà ragione?

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