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7 febbraio 2013

Elezioni Politiche 2013 – Sondaggi Elettorali, Cosa Votano i Giovani

Sondaggi aggiornati Elezioni Politiche 2013. Chi rimonta nei sondaggi, chi perde punti, chi votare e perchè, cosa voteranno i giovani. Come votare e come non votare.

La marcia di avvicinamento al voto continua. E con essa il valzer dei sondaggi e dei sondaggisti. Giorni di rimonte, allunghi, previsioni, e ancora di critiche, accuse, colpi di coda, sperati e temuti, quelli che ci dividono dall’appuntamento del 24-25 febbraio.

Difficile, in presenza di stime ancora comprensibilmente approssimative, immaginare scenari calibrati al millimetro.

Chi scende? Ma, soprattutto, chi sale nelle preferenze degli italiani per le prossime Elezioni Politiche 2013 ? E i giovani studenti (esclusi definitivamente gli erasmus) in primis ? Conosciamo meglio le loro intenzioni di voto.

Rimonta Berlusconi – Prima il colpo Balotelli, ora la sortita (boutade?) sull’IMU. Il Cavaliere perde il pelo ma non il vizio, si dirà, riuscendo, a poco meno di una ventina di giorni dalle politiche 2013, a rubare la ribalta mediatica alla diretta concorrenza.

Una proposta choc quella di restituire agli Italiani quanto versato sulla prima casa già divenuta tormentone sui social network, ma che per i sondaggisti vicini al PDL avrebbe fruttato all’ex premier una clamorosa impennata nei consensi: ben 1,5% delle preferenze, passando dal 18,6% del 1 febbraio ad un più rotondo 20%.

A ridimensionare la portata dello tsunami IMU sono, però, i dati raccolti da Demopolis, per il quale solo il 15% dell’elettorato italiano  (circa 1/6 degli aventi diritto al voto) ritiene credibile e realizzabile la promessa del Cavaliere. Oltre il 51% degli Italiani, invece, conferma, invece, lo scetticismo della vigilia, sicuro che il Berlusconi stia tentando ancora una volta di trasformare le elezioni in un referendum sulla sua persona. La sostanza, tuttavia, non cambia: Berlusconi in salute, PDL in forte risalita e gap col centrosinistra ridotto al 7%.

Cala Monti – Per un Berlusconi che ride, c’è un Monti che piange. I capricci dello spread e la continua crescita della disoccupazione giovanile non fanno bene alla candidatura del Professore, dato intorno ai 14,6 punti percentuale, che vede la sua coalizione splanare dell’1,1% e che ora sembra ammiccare sempre più insistentemente a sinistra.

PD in testa – Nessuna flessione significativa per il Pd, con la coalizione di centrosinistra che rimane saldamente in cima alla classifica dei consensi, forte di un 36 % che neppure il terremoto Monte dei Paschi pare aver scalfito più di tanto. Un bottino che Bersani e Vendola cercheranno di difendere colle unghie e con i denti, soprattutto adesso che la campagna sta per entrare nella sua fase più calda. La Camera è in pugno. Più incerto, invece, il Senato, dove la partita col centrodestra rimane aperta.

Balza Grillo – Chi vola sempre più alto è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che i sondaggi lanciano verso un entusiasmante 16%. Merito soprattutto dello Tsunami Tour che in questi giorni sta coinvolgendo le principali città italiane. Staccato Monti e “sverniciato” l’altro grande non-coalizzato e candidato premier, l’ex magistrato antimafia Antonio Ingroia, con Rivoluzione civile ferma a quota 4,7%, il partito di Grillo è la forza politica che sta incassando maggiori consensi tra i giovani dello Stivale: primo assoluto tra gli under 23 coi democratici però avanti tra i 24-35enni.

Particolarmente attiva, sempre secondo Demopolis, la fascia che va dai 18 ai 23 anni, per un totale di circa 4 milioni (per molti dei quali ragazzi l’appuntamento alle Elezioni Politiche 2013 sarà la loro prima esperienza di voto).

  • Coalizione Centrodestra 28,1% ; Pdl 18,9% ; Lega Nord+3L Tremonti 5,3% (+0,4) – Fratelli d’Italia 1,7% (+0,3) – La Destra 1,0% ( = ) – Grande Sud-Mpa 0,8% (+0,1) – Pensionati 0,1% (-0,2) – Mir di Samorì 0,2% (+0,1) – Intesa Popolare 0,1% ( = )
  • Coalizione Centrosinistra 33,6% ; Partito Democratico 28,9% (+0,9) – Sel 3,9% (-0,1)- Centro Democratico 0,4% (-0,1) – Svp 0,4% (+0,1)
  •  Movimento 5 Stelle 18,0% ( = ) – Rivoluzione Civile 4,9% (-0,1) – Fare per Fermare il Declino 1,6% (+0,1) – Altro 0,5% (-0,2)
  • Coalizione Monti 13,3% ;  Scelta Civica con Monti per l’Italia 8,8% (-0,9) – Udc 3,0% (-0,4)- Fli 1,5% (+0,1)
  • Indecisi + astenuti 32,0% (+2,0)”.
(Sondaggi  Elezioni Politiche 2013 aggiornati (fonte SWG) relativi a coalizioni in corsa ed intenzioni di voto)

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  • Bersani 29%
  • Monti 18%
  • Grillo 11%
  • Alfano 10%
  • Ingroia e Tremonti 5%
(Sondaggi Elezioni Politiche 2013 aggiornati (fonte Ballarò) relativi ai candidati premier)

Gli Studenti e le Elezioni Politiche 2013 – La disillusione sentimento dominante tra i nostri ragazzi, classe da sempre al centro del dibattito politico, ma puntualmente disconosciuta alla prova dei fatti.

Disaffezionati, stanchi, i giovani del Belpaese si sentono oggi più che mai destinatari di iniziative governative inconcludenti, se non addirittura strumentalizzanti, che per anni non hanno fatto altro che produrre incertezza e precarietà.

Non c’è da meravigliarsi, del fatto che molti giovani scelgano la strada dell’astensionismo, stimato oggi attorno al 26%, cioè un quarto dell’elettorato tutto. Per quanto anche questo trend vada analizzato nella giusta prospettiva.

Secondo un sondaggio Gfk Eurisko, ad oggi circa 6 ragazzi su 10 si percepiscono “lontani” dalla politica. E quasi 8 su 10 si sentono rappresentati in maniera inadeguata e, di conseguenza, si dicono scettici in merito alla capacità della nostra classe politica di studiare riforme in grado di risollevare le sorti di una generazione ormai insensibile a qualunque tipo di promessa.

Questi i risultati dei sondaggi tra i giovani sulle Elezioni Politiche 2013 : Il 73% dei giovani elettori valuta l’astensionismo come il modo più giusto “per protestare, per esprimere dissenso rispetto all’attuale sistema politico”. Il 74% giudica un dato di fatto indiscutibile il binomio politica-corruzione, il 67% è scoraggiato senza appello e il 57% indignato ma speranzoso.

6 su 10 dieci giudicano i nostri rappresentanti “anacronistici ed incapaci di rinnovamento”. Il 67% non vede che raccomandati e 76% solo incompetenti. Solo il 2%  opta per l’impegno attivo.

Statistiche scoraggianti, certo, ma mitigate, seppure parzialmente, da un altro dato, quello relativo alle intenzioni di voto: l’82% dei nostri giovani, nonostante tutto, assicurano i sondaggisti, si recherà responsabilmente alle urne.

Sicuri soprattutto gli studenti, tra i quali, si prevede solo un 8% di astensioni. A conferma che se di “allontanamento” si deve parlare, questo non si deve alla politica in quanto tale, ma piuttosto alle dinamiche spesso e volentieri incomprensibili e, quindi, ingestibili, che questa ha assunto agli occhi della parte più “verde” dell’elettorato italiano.

Per quanto riguarda le scelte elettorali, poi, a pagare sarebbe soprattutto partiti singoli e candidati giovani, preferiti perché capaci di ispirare fiducia, vicinanza, spesso anche per un semplice fatto di “prossimità anagrafica”: 7 su 10 sono orientati verso rappresentanti giovani, specie pari età, a fronte di un 13% circa che continua a preferire personaggi di sperimentato mestiere ed esperienza.

Sorprendenti, in conclusione, sono anche i dati relativi all’elettorato passivo. Non sono pochi, infatti, i giovani che non escludono una partecipazione diretta alla res pubblica: bel il 42%! Dei quali circa il 20% si dice certo di voler “scendere in campo” appena la cosa si renderà possibile.

A pochi giorni dalle elezioni, insomma, quello che emerge è ancora una volta lo spaccato di una gioventù sicuramente tradita, depressa, a tratti scarica, ma che (e lo confermano i tassi di partecipazione) non ha ancora rinunciato alle sue irrimandabili aspirazioni di miglioramento.

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