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9 marzo 2013

Pubblicare tesi di laurea: come pubblicare e come guadagnare con la tesi

Pubblicare tesi di laurea
Pubblicare tesi di laurea

Pubblicare tesi di laurea

Come pubblicare tesi di laurea. Tutte le informazioni che servono per guadagnare con la tua tesi.

Hai appena discusso con soddisfazione la tua tesi di laurea. Letizia, allegrezza, giubilo. Ma è un attimo e i baccanali del post-laurea sono già volati via, alla voce “bei ricordi”. E quei mesi di duro lavoro? Le nottatacce, le levatacce, le letture matte e disperatissime? E ancora: il marasma delle citazioni? Lo sbattone delle ricerche bibliografiche? Gli occhi rossi? Le dita indolenzite sulla tastiera? Tutto finito in una cartella del pc o masterizzato in un CD, buttato chissà dove.

Così per tanti la domanda, secca, puntuale, spontanea, è: che sarà ora della mia tesi? Di qui il bivio: se sia più nobile al neo dottore riporre il prezioso dattiloscritto nella biblioteca di casa, a vanto e gloria dell’autore, oppure prendere le armi contro l’oblio polveroso dello scaffale e restituire quei fogli a nuova vita, magari tirandoci sopra un “utile” insperato.

Perché pubblicare tesi di laurea? Le ragioni di questa scelta possono essere tante. Alcune più “teoriche”, altre più “pratiche”.

Gratificazione personale ed autopromozione rappresentano senz’altro una molla fondamentale per  il giovane autore in cerca di “visibilità”. Rendere fruibile  ad una vasta audience il risultato delle proprie fatiche accademiche permette, infatti, all’interessato di dimostrare l’effettivo possesso delle competenze maturate, di “pubblicizzare” idee e contributi personali più o meno inediti ed innovativi e, in generale, di farsi conoscere attraverso la relazione dialogica col lettore.

Il  “vanto della pubblicazione” fa curriculum, costituisce, cioè, una forma di referenza particolarmente appetita, proprio perché ritenuta “qualificante” e “spendibile sul mercato” da tanti laureati a caccia di succulente opportunità occupazionali.

I vantaggi di pubblicare tesi di laurea: come funziona e quanto si può guadagnare

I vantaggi per chi decide di pubblicare tesi di laurea non finiscono qui. Fra i tanti: possibilità di entrare nel network dei laureati italiani e non solo, proteggersi dal plagio, inalienabilità del diritto d’autore e garanzia di tutti gli obblighi legali connessi al trattamento di dati personali, database di backup per verificare copie e prevenire perdite di dati, servizi di distribuzione su larga scale, scouting e, per finire, pieno controllo dell’autore sull’opera attraverso il cosiddetto codice ISBN (International Standard Book Number, “numero di riferimento internazionale del libro).

CODICE ISBN – Il codice ISBN è lo standard internazionale che definisce la catalogazione dei libri a livello mondiale. In sintesi l’ISBN assicura l’immediata, inequivocabile e duratura identificazione di un titolo o di un’edizione di un titolo ed è, perciò, conditio sine qua non per il riconoscimento giuridico di una pubblicazione. Solo un volta conseguito il codice ISBN, cioè, la tesi acquista carattere di pubblicazione, cioè di titolo che fa curriculum, e può essere ordinato da ogni libreria, biblioteca o compratore qualsiasi .

Come fare a pubblicare tesi di laurea? Due i percorsi possibili. Pubblicare on line o in cartaceo (rivista specializzata e/o libro). In entrambi i casi è raccomandabile, per non dire indispensabile, chiedere il parere del proprio relatore (la cui firma compare sul dattiloscritto) e dell’università di conseguimento del titolo (dove la tesi è depositata). Cominciamo dalla prima.

Pubblicare tesi di laurea on line – Bastano pochi secondi di navigazione per accorgersi di come Internet offra oggi a tanti laureati, freschi ma anche di lungo corso, una possibilità di pubblicazione pressoché  infinita, indipendentemente dallo settore di appartenenza. Che si tratti di tesi compilative o sperimentali, di lettere o di economia poco importa. Ce n’è per tutte le esigenze.

Tra i siti di sharing più accreditati, si segnala Pubblitesi, la più famosa ed efficiente banca dati italiana di pubblicazione/consultazione delle tesi di laurea e dottorato (il progetto è infatti patrocinato dal MIUR).

In rete esistono comunque valide alternative per ” il fai da te” o self publishing.

Portali più o meno specializzati, che raccolgono tesi e ricerche afferenti agli ambiti accademici più disparati.

La pubblicazione della tesi è quasi sempre gratuita. Basta registrarsi al sito, inserire i dati anagrafici e quelli relativi all’elaborato (di qualsiasi facoltà e anno di discussione, magistrale, triennale o specialistica, Dottorato, Master) ed effettuare l’upload dello stesso (in formato PDF, word, TXT, alcuni siti accettano anche il cartaceo). Una volta confermata la procedura, comincia il “business”.

Per ogni download o visualizzazione il sito corrisponderà all’autore una percentuale di vendita più o meno variabile a seconda del regolamento.

Ci sono portali ad esempio, che pagano 10 euro (nette), 12, 50 lorde (2,50 euro per imposte, un utile che può essere inserito nella dichiarazione dei redditi), per ogni tesi scaricata, eccetto per la prima il cui importo è destinato alle spese di gestione.

Altri invece, corrispondono all’autore un buono pari al 50% delle vendite concluse, inclusa la prima.

Il consenso di relatori ed università è imprescindibile per pubblicare tesi di laurea. Nella maggior parte dei casi è il relatore a suggerire al laureando/laureato la pubblicazione. In caso contrario, si legge nelle sezione Norme procedurali di Pubblitesi.it, possono avanzare richiesta di registrazione (e successiva pubblicazione) “coloro che, avendo sostenuto l’esame di Laurea di secondo livello (o Laurea magistrale), presso gli Atenei e le Facoltà o Scuole, che aderiscono al sistema, siano in possesso di autorizzazione scritta alla pubblicazione elettronica, rilasciata dalla Commissione d’esame. L’autorizzazione scritta, viene concessa, su apposito modulo, a coloro che abbiano conseguito il diploma di Laurea, con il massimo dei voti (110, 110 e lode), o che abbiano presentato Tesi, considerate dalla Commissione d’esame, meritevoli di tale pubblicazione, per originalità e profondità dei contenuti.”

Sta poi all’autore della tesi decidere se pubblicare integralmente il testo o solo alcune parti (abstarct, indice, capitoli specifici, bibliografie ecc.).

Autorizzazione non richiesta, invece, per i dottorati di ricerca. Nella fattispecie è sufficiente la semplice copia di un documento che attesti il conseguimento del titolo.

pubblicare tesi di laurea in cartaceo. Per quanto molti siti rassicurino circa la possibilità di una successiva pubblicazione in cartaceo, promettendo il supporto tecnico, logistico e professionale di una vera casa editrice,  la via più affidabile rimane quella tradizionale: pubblicare la tesi su riviste specializzate di settore oppure proporre il dattiloscritto ad un editore e incrociare le dita.

Perché se proporre è semplice, vedersi accettare il proprio lavoro è cosa rara. Specie quando il risultato finale della prova finale non recita esattamente “110 e lode e dignità di pubblicazione”.

Come proporsi all’editore per pubblicare tesi di laurea? Accertata la bontà del nostro lavoro, non resta che farsi avanti. Anzitutto bisogna restringere il campo ai possibili interessati: una accurata ricerca preliminare può aiutarci, infatti, a selezionare le casi editrici più interessate all’argomento della nostra tesi (es. tesi in diritto? Prova con la Giuffrè, ecc.) e, cioè, a “posizionarci” meglio sul mercato. Può essere utile, nella fattispecie, tentare un contatto colle case editrici dei testi consultati e studiati durante la preparazione del dattiloscritto, ma anche durante il proprio percorso di studio.

Individuata la casa editrice che può fare alla bisogna, contattiamo l’editore (anche mezzo lettera in raccomandata A/R) e facciamo la nostra “offerta di lavoro”, specificando le caratteristiche fondamentali dell’opera: argomento, numero di pagine, di parole, di foto, di grafici, schemi ed affini. In caso di comunicazione “scritta”, consigliamo di accompagnare l’offerta, oltre che con la classica lettera di  presentazione, anche con una breve biografia. Dopodiché aspettiamo.

Avvertenze su pubblicare tesi di laurea! Non siate precipitosi! Non inviate mai materiale se non dietro esplicita (e quindi documentabile) richiesta dell’editore! I furti di proprietà intellettuale sono una triste realtà dell’editoria italiana!

Se lo scritto è valido e, soprattutto, vendibile, l’editore ci contatterà, comunicandoci la sua proposta-contratto. Se conveniente, accettiamo. Se decliniamo, invece, meglio abusare di prudenza! Chiediamo sempre la restituzione del materiale proposto (di solito questa dovrebbe avvenire in automatico, ma non sempre è così), allegando alla richiesta di spedizione, una lettera firmata che attesti la mancata intesa.

Molte case editrici, fanno leva sul cosiddetto pay on demand. Gli editori, cioè, propongono la pubblicazione, ma, al tempo stesso, chiedono agli interessati di pagare di tasca propria talune spese: impaginazione, editing, correzione, ufficio stampa, apposizione del codice ISBN ecc. Chiaramente dipende dal tipo di contratto che andiamo a stipulare. Per cui, se tutto questo non rientra negli accordi, guardiamo altrove.

Diffidate tassativamente anche degli accordi verbali e telefonici.

Consiglio su pubblicare tesi di laurea. I costi di pubblicazione, lo sappiamo, non sono sempre sostenibilissimi, anzi. La buona volontà delle parti (editore e autore della tesi) non sempre è sufficiente. Molte università, tuttavia, mettono a disposizione dei più meritevoli borse e premi per le tesi di laurea di maggior pregio. Perciò tenete sempre d’occhio la sezione bandi della vostra università e non lasciatevi sfuggire l’occasione!

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