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9 luglio 2013

Corsi e Università Online, Cert: le università scoprono gli studenti

Corsi e Università Online
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Corsi e Università Online

Il numero di corsi e Università Online è in rapida ascesa. Aumentano le stesse Università telematiche.

Complice il progresso nella velocità di connessione, che rende agli studenti possibile connettersi da ogni parte del mondo e fare parte di una classe virtuale.

Ognuno rimane seduto davanti al proprio computer di casa, senza contatto diretto, ma ascoltando la lezione comodamente da casa e seguendo le Università Online.

Ma è sorto presto un dubbio. Come possono i corsi e Università Online scoprire cosa pensano gli studenti e ancora, come fare a sapere in anticipo se un corso avrà o meno successo? Semplice, attraverso un software. Pioniera la North Carolina State University: un gruppo di suoi ricercatori è riuscito a sviluppare un programma in grado di valutare con precisione le emozioni degli studenti impegnati in lezioni interattive online e di prevedere l’efficacia dell’insegnamento. I risultati verranno presentati a Memphis (USA) in occasione della “Conference on Educational Data Mining”, congresso in cui si riuniscono i principali informatici americani. Vediamo più da vicino in cosa consiste il software uitle per le università online.

Partendo da un semplice strumento come la webcam, i ricercatori statunitensi hanno sviluppato il CERT (Computer Expression Recognition Toolbox), un algoritmo informatico in grado di decodificare le espressioni facciali che testimoniano ansia, confusione, impegno e frustrazione durante la lezione. Attualmente CERT è stato testato su 65 universitari ed è riuscito ad individuare in più dell’85% dei casi il corretto stato d’animo degli studenti e il grado di comprensione della lezione. Un utile strumento quindi per i corsi e Università Online e per chi propone corsi on line.

“Il passo successivo -spiega Joseph Grafsgaard, uno dei creatori di CERT- sarà quello di fornire allo studente impegnato nel test un feed-back dipendente dal suo stato emozionale. Ad esempio, se il soggetto compie degli errori e il sistema monitora un’espressione di frustrazione, il software potrebbe fornire un messaggio motivazionale della serie “non preoccuparti, solo sbagliando si impara”. Se invece non viene rilevato nessun segno di sconforto il messaggio potrà essere di diverso tipo”. Di sicuro per il momento non potrà sostituire un vero insegnante. “Intanto – come spiega Kristy Boyer, responsabile del progetto – siamo al lavoro per implementare le funzionalità di CERT e contiamo di fornire un prodotto capace di migliorare l’apprendimento e di ridurre al minimo il numero di studenti che abbandonano i corsi”.

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