News Belen e Stefano sposi: vestito, invitati e cerimonia vips

Redazione Controcampus 21 Settembre 2013

Ecco quali sono le News Belen e Stefano sposi.

E’ stato definito il matrimonio dell’anno. Ne hanno parlato e spettegolato praticamente tutti e come per ogni evento atteso, voluto o meno, è arrivato: il matrimonio di Belen e Stefano De Martino

Belen e Stefano hanno detto si il 20 settembre alle 19 e 35 circa.

Il matrimonio di Belen e Stefano è stato consacrato da un padre francescano di Torre Annunziata, Luigi Rossi (amico di famiglia di Stefano), e dal parroco del paese, don Benigno Sulis. Il Matrimonio di Belen e Stefano si è celebrato a Comignago, paese in provincia di Novara, dove alle 19.35 dopo il primo bacio da marito e moglie, Belen e Stefano si sono scambiati gli anelli. Certo, come per le stars che si rispettino, il matrimonio è iniziato solo dopo una certa attesa, difatti la cerimonia ha avuto luogo con 45 minuti di ritardo: la cerimonia sarebbe dovuta iniziare alle 18.00.

Durante la celebrazione il coro è stato gospel, alla Sister Act. Le fedi e il bacio sono stati scambiati sulle note di Por siempre tú, la loro canzone. La colonna sonora dell’uscita degli sposi e del lancio del riso è stata invece When the saints go marching in.

News Belen e Stefano sposi: l’arrivo alla villa, il vestito e l’accoglienza degli invitati

Belen Rodriguez arriva a Villa Giannone intorno alle 2 del pomeriggio, in Porsche Panamera nera, seguita da altre due auto della scorta. Più discreti i suoi testimoni, tra cui, Patrizia Griffini ex Grande Fratello, che arriva in Cinquecento bianca. Stefano De Martino è arrivato dopo un’ora dall’arrivo di  Belen. Stefano era in una Mercedes nera. All’arrivo di Belen e Stefano a Villa Giannone, curiosi, fotografi e fans non sono certo mancati tanto che è stato da subito necessario l’intervento della polizia e delle bodyguards, “Ne ho chiamati 70” – ha dichiarato Belen – “Perché non mi fido dei fotografi. Sono troppo biricchini”

News Belen e Stefano sposi a Comignago di Novara il matrimonio di Belen e Stefano. Comignago è un paese blindato, sotto assedio. Posti di blocco ovunque, all’ingresso del paese, e 70 agenti di Security attorno a Villa Giannone. L’evento è stato totalmente pagato da Belen e Stefano che hanno voluto e fatto le cose in grande. “Non abbiamo tirato fuori un euro. Ha pagato tutto Belen” – dichiara il sindaco di Comignago Piero David – “è stata l’unica condizione che ho posto a Belen. Va bene, sposatevi qui, ma noi non dobbiamo tirare fuori un euro”.

News Belen e Stefano sposi, la Cerimonia di Belen e Stefano. Cerimonia con rito tradizionale come Belen e Stefano avevano voluto, qualche scatto fuori dalla chiesa dove Belen sfoggia il suo abito bianco“Abito abbastanza caro, costa quasi 100.000 euro ma fortunatamente me l’hanno regalato” – dichiara Belen – un corpetto bianco di pizzo francese Anni 40, maniche trasparenti e scollo sulla schiena.” Stefano vestito in blu con in braccio Santiago, pagetto per l’occasione.

Si parte verso Villa Giannone, la location scelta dalla coppia per la cerimonia e il ricevimento. Location ideale per una star che vuole fare le cose in grande, Belen si è affacciata dal balcone come una regina, accogliendo gli ospiti con un sorriso tra il raggiante e il commosso. “Scusate”, – dice – “adesso devo andare a vestirmi”. Belen per il party indossa un secondo abito sempre bianco, ma molto diverso dal primo. Ricoperto da swarovski e metri di chiffon, con un’anima gitana. I capelli raccolti in uno chignon, l’abito bianco, il décolleté di gioielli, il velo che le copriva il volto, lo strascico da favola.

L’arrivo di Stefano de Martino non è stato da meno, Stefano è stato raggiunto all’ingresso della villa da una folla di ragazzi che hanno voluto salutarlo con rose color cipria.

Gli Invitati e non, gli esclusi e i non presentati al matrimonio di Belen e Stefano. 200 invitati in tutto. I parenti argentini di Belén (tranne nonno Josè, che sta poco bene) – Purtroppo non arriveranno tutti quelli che avrei desiderato perché mio nonno Josè sta molto male e ci sta lasciando. Sono molto legata a lui e mi spiace che non abbia ancora potuto conoscere Santiago. Appena possibile andrò io in Argentina a trovarlo”. – dichiara Belen – e i paranti di napoletani di Stefano.

Tra gli invitati troviamo Elisabetta Canalis che arriva in ritardo, Elena Santarelli con il marito, il calciatore Bernardo Corradi, Claudia Galanti accompagnata dall’imprenditore francese Arnaud Mimran, il conduttore di Colorado Paolo Ruffini, l’ex meteorina di Emilio FedeRaffaella Zardo e Paola Barale tutta in nero, e senza Raz Degan.

News Belen e Stefano sposi, I tavoli del ricevimento per i 200 invitati sono suddivisi con i nomi dei personaggi delle opere classiche, come Otello e Desdemona, Tristano e Isotta. Alle donne saranno distribuite delle scarpe ballerine della Footzyrolis perché possano riposare i piedi affaticati dai 12 centimetri di tacco. Come un appendi borsa portabile e un braccialetto di buon augurio con dedica in spagnolo a Nostra Signora di Luján, la beata Vergine Maria, le parrucche fluo e le collane hawaiane) e addobbi di rose bianche, come le sedie, sul prato.

Non mancano giochi e intrattenimenti come il lotto, classico nei matrimoni del napoletano.

La cena è a base di pesce, con influenze culinarie argentine e napoletane. La festa dura durare fino all’alba, quando gli sposi distribuiranno agli invitati delle brioches e delle crèpes con Nutella

Il menù: risotto di crostacei ai profumi di mare, tortelli con fiori di zucca e scampi, darna di branzino con tagliolini di verdure millefoglie di patate e leggera salsa alle erbe, sushi di latte di mandorla e frutto della passione. Dopo la torta, gran buffet di pasticceria, quadri di frutta e fonduta al cioccolato. Si brinda a Curtefranca Bianco, Chardonnay, Franciacorta.

L’invitato entrava a villa Giannone e poi, scompariva all’interno del parco e per nessuno era più visibile.

E Fabrizio Corona? “Avrei voluto scrivere una lettera a Fabrizio Corona. Ma ho avuto paura che lui la rendesse pubblica”. – dichiara Belen – “Lo conosco bene, so com’è fatto”, – dice Belen-

L’evento è stato interamente immortalato dal settimanale “Chi” e la società di produzione tv che, sul matrimonio di Belen, ha prodotto una vera e propria ‘docu-fiction’. Non a caso si è cominciato a girarla ben prima dell’evento: riprese con Belen che prova abiti da sposa, riprese con Belen che si consulta con la sua testimone e ‘wedding planner’, Giorgia Matteucci, Belen che si prepara alla vigilia delle nozze. Avranno avuto probabilmente un bel da fare padre Luigi Rossi e don Benigno Sulis a ricordare che il matrimonio è un sacramento e che come tale va rispettato. Il ‘gossip’, inevitabilmente, ha prevalso.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto