Diventare giornalista professionista: come funziona, consigli e istruzioni

Redazione Controcampus 14 Ottobre 2013

Ecco come diventare giornalista professionista, cioè colui che esercita in modo esclusivo e continuativo la professione giornalistica, figura istituita con la "legge Gonella".

Il giornalista professionista è colui che svolge esclusivamente l’attività giornalistica senza affiancarla ad altre professioni o impegni. La sua attività si differenzia da quella del pubblicista perché quest’ultimo può esercitare altre attività lavorative e professionali.

Le qualità che non devono mancare per poter diventare giornalista professionista sono talento e dedizione. La dedizione è fondamentale e deve rimanere costante per l’intero percorso di formazione. Altre caratteristiche essenziali per chi vuole diventare giornalista indipendentemente se professionista o pubblicista è tanto spirito di sacrificio, abnegazione e un lungo periodo di formazione per acquisire esperienza.

Oggi diventare giornalista professionista non è semplice e spesso anche gli animi più orgogliosi e sicuri vengono scalfiti dalla dura esperienza a cui sono sottoposti.

Ma quali sono le differenze che intercorrono tra il giornalista professionista e il giornalista pubblicista? In primis, la possibilità da parte del pubblicista di poter affiancare all’attività giornalistica altri impegni lavorativi, poi la terminologia con cui le due categorie vengono denominate che nasconde in realtà un chiaro discrimine terminologico-concettuale. Ultima differenza, ma non ultima è il diverso percorso formativo che richiederà un maggior impegno all’aspirante professionista. La vetta del professionismo, infatti, è irta di ostacoli ed è una strada difficile da raggiungere, soprattutto, se la si percorre con sufficienza, perché si rischia di cadere e quindi di fallire.

Diventare giornalista professionista: istruzioni e consigli da seguire, come funziona

In genere il primo interrogativo dell’aspirante giornalista professionista, nel momento in cui decide di intraprendere tale carriera, è: come diventare giornalista professionista?

Per diventare giornalista professionista è possibile seguire una scuola di giornalismo oppure optare per il classico praticantato della durata di 18 mesi. 

Scuola di giornalismo. Se si sceglie di frequentare una scuola di giornalismo, il percorso è più semplice almeno a livello organizzativo, ma anche il più costoso.

L’aspirante giornalista professionista potrà scegliere tra una delle 12 Scuole di giornalismo attualmente riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti. Si tratta di scuole a numero chiuso che sostituiscono a pieno il classico praticantato.

Il praticantato. L’altra strada per diventare giornalista professionista è il praticantato: un percorso sicuramente più difficile e tormentato rispetto ad una scuola di formazione ad hoc,  ma sicuramente più accessibile da un punto di vista economico.

Il classico praticantato per diventare giornalista si dispiega in 18 mesi di tirocinio retribuito presso una delle testate giornalistiche che sono regolarmente registrate. Qui l’aspirante giornalista professionista dovrà frequentare i corsi di formazione e di preparazione teorica della durata minima di 45 ore. I corsi possono essere seguiti anche a distanza e sono promossi dall’OdG Nazionale o dai diversi Ordini Regionali.

Dopo la scuola di giornalismo o il praticantato, si passa alla prova di abilitazione professionale

La prova di abilitazione professionale si svolge due volte ogni anno a Roma. I promossi potranno iscriversi direttamente all’Albo dei professionisti. Quindi indipendentemente dal percorso che l’aspirante giornalista professionista decide di intraprendere (scuola di formazione o il classico praticantato) seguirà necessariamente l’esame abilitativo che si compone di due prove:

  • una prova scritta: dura 8 ore, viene richiesto di scrivere un breve articolo tra quelli indicati dalla commissione per un massimo di 1.800 battute, nella risposta a questionari su temi di attualità e di cultura politico-economico-sociale concernenti l’esercizio della professione. Inoltre viene richiesto di scrivere un secondo articolo di non oltre 2.700 battute su un argomento di attualità scelto dal candidato tra quelli proposti dalla commissione che sono i seguenti: interni, Esteri, Economia, Cronaca, Sport, Cultura, Spettacolo.
  • una prova orale: che consiste in un colloquio volto a valutare l’effettiva conoscenza, da parte del candidato, dei principi della deontologia giornalistica, delle norme giuridiche afferenti al giornalismo e delle tecniche e pratiche riconducibili all’esercizio della professione.

Fondamentale per essere ammessi alla prova di abilitazione è l’iscrizione all’apposito registro, il Registro dei praticanti. A questo punto c’è da chiedersi: cosa occorre per essere iscritti all’albo dei praticanti? Dal sito dell’Ordine dei giornalisti apprendiamo:

“Per iscriversi nel registro dei praticanti occorre documentare la pratica presso una testata giornalistica (anche on line) oppure frequentare una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”.

Prova di abilitazione per diventare giornalista professionista

Come diventare giornalista professionista – superata la prova di abilitazione professionale, occorre iscriversi all’Albo dei Professionisti.

Conditio sine qua non. Sia i professionisti che i pubblicisti per poter esercitare la loro professione devono prima di tutto iscriversi all’apposito albo di categoria. Per l’Albo dei Professionisti ce n’è uno allestito presso ogni Ordine Regionale ed essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • compimento del 21esimo anno di età;
  • l’esercizio continuativo della pratica giornalistica previa iscrizione nel registro dei praticanti per almeno 18 mesi, attestato da una dichiarazione di compiuta pratica del direttore, oppure titolo rilasciato da una delle scuole di giornalismo riconosciute in Italia che attesti il tirocinio dell’allievo per la durata di due anni;
  • il possesso dei requisiti di legge;
  • l’esito favorevole della prova di idoneità professionale di cui all’art. 32 l. 69/1963, consistente in una prova scritta e orale di tecnica e pratica del giornalismo integrata dalla conoscenza delle norme giuridiche che hanno attinenza con la materia del giornalismo (dpr 115/1965).
Il titolo richiesto per poter accedere all’Albo dei Professionisti

In seguito alle modifiche apportate alla legge costitutiva dell’ordine, la nota legge “Gonella” del 1963, dove il titolo di studio richiesto era la licenza di scuola media superiore o titoli culturali, anche non scolastici, giudicati equipollenti dal Consiglio dell’Ordine, oggi le cose sono cambiate. Il titolo richiesto per poter accedere all’iscrizione all’Albo dei professionisti è una laurea almeno di primo livello in qualsiasi area con preferenza in materie linguistiche e letterarie, sociali, economiche e scientifiche.

Invece, il titolo di studio richiesto per diventare giornalista pubblicista rimane la licenza media. Il pubblicista non dovrà affrontare alcuna prova di abilitazione professionale. Tuttavia in alcune regioni come il Lazio e la Campania sono previsti colloqui informativi, per accertarsi dell’effettiva conoscenza dei rudimenti della deontologia professionale e dell’etica giornalistica. Colloquio che si tiene immediatamente prima dell’attesa consegna del tesserino.

In seguito ai tanti discrimini che ruotano intorno alla figura del giornalista pubblicista rispetto a quella del professionista, è opportuno  chiedersi se il giornalista pubblicista può diventare professionista. La risposta a tale domanda è sì, infatti, dal 1 gennaio 2014 per i pubblicisti si aprirà la possibilità di sostenere l’esame da professionista accedendo al praticantato d’ufficio. Si tratta dei cosiddetti “professionisti di fatto”.

Qui di seguito riportiamo un abstract di un’intervista rilasciata a Controcampus dal dott. Enzo Iacopino, Presidente del Odg Nazionale che chiarisce come il pubblicista può diventare un professionista.

Il giornalista e l’esercitazione all’esame

Dichiara il dott. Iacopino: “C’è un po’ di confusione. Il praticantato d’ufficio esiste da anni. Se ci riferiamo, invece, al “ricongiungimento”, si tratta di un’opportunità offerta a quanti fanno questo lavoro da tempo, ma non riescono ad ottenere un contratto da praticante. Non sono nuovi colleghi che si inseriscono in un mercato difficile, sono colleghi pubblicisti sfruttati da anni in attesa di quel che non riuscirebbero ad avere: almeno la soddisfazione morale di diventare professionisti. La maggior parte dei giornalisti è ormai fuori dalla redazioni, affronta il lavoro con crescenti difficoltà, con compensi a tratti insultanti. Per di più debbono essere pronti ad occuparsi di tutti i settori (le specializzazioni sono state di fatto cancellate) ed essere disponibile ad usare tutti i nuovi mezzi di comunicazioni.”

Per una panoramica più dettagliata su consigli e su materiali utili per diventare giornalista, vi consigliamo le seguenti guide:

Leggi e Scarica>> Guida Esame da Giornalista Professionista

Leggi e Scarica>> Consigli per superare prova scritta e orale Esame da Giornalista

Leggi e Scarica>> Testi consigliati dall’OdG per Esame da Giornalista Professionista

Leggi e Scarica>> Tutto su Commissioni Esame da Giornalista Professionista

Leggi e Scarica>> Doc e Costi di ammissione Esame da Giornalista Professionista

Leggi e Scarica>> Modalità iscrizione online Esame da Giornalista Professionista

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto