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5 dicembre 2016

Elezioni politiche 2017: quando si vota dopo le dimissioni di Renzi

Elezioni politiche 2017
Elezioni politiche 2017

Elezioni politiche 2017

Elezioni politiche 2017 Italia: tutte le informazioni sull’ esito del referendum e le notizie sulla probabile data del voto.

Ieri gli italiani sono stati chiamati alle urne per esprimere la loro posizione sul si o no al referendum costituzionale.

Dalle 7 alle 23 si poteva decidere se appoggiare la riforma della Costituzione con l’abolizione del Senato e del Cnel.

La campagna elettorale per il voto al referendum è stata molto sentita dalla politica italiana.

Fino all’ultimo ogni partito si è speso per portare a casa il risultato. Oltre che sul merito della riforma si è a lungo discusso sul futuro del governo guidato da Matteo Renzi.

Ciò che è apparso subito chiaro è che la vita del governo era strettamente legata all’esito del Referendum.

Le opposizioni, dunque, al di là dei meriti o demeriti della riforma hanno cavalcato l’onda del malcontento verso il Governo fondando la propaganda elettorale proprio su questi aspetti.

Ieri alle 23 quando si sono chiuse le urne, la situazione è apparsa subito chiara. Già dalle prime proiezione si è compreso che i sondaggi non avevano sbagliato. Il No ha vinto con uno scarto di quasi venti punti. Subito, quindi, è stata ventilata l’ipotesi di elezioni politiche anticipate.

Batosta inaspettata per Matteo Renzi e la sua squadra di governo, anche se gli ultimi sondaggi avevano già prospettato la disfatta. Come previsto la percentuale di cittadini che hanno votato No è stata maggiore al Sud. Mentre alcune regioni del Nord come Toscana, Emilia Romagna e Veneto hanno visto prevalere il Si.

Anche la città di Milano ha fatto registrato una maggioranza di Si, anche se nel complesso in Lombardia hanno prevalso i No.

Sorprende anche un altro dato importante. A votare contro la riforma sono stati in prevalenza i giovani dai 18 ai 35 anni. Sembrano,quindi, vicine le prossime elezioni politiche.

Elezioni politiche 2017: quando si andrà al voto e cosa accadrà dopo le dimissioni di Renzi

Giornata difficile quella di oggi per l’ormai ex premier Matteo Renzi. Ieri sera quando il risultato delle votazioni è apparso inequivocabile, ha dichiarato che si sarebbe dimesso. Stamattina, quindi, si è recato al Quirinale ed ha consegnato a presidente della Repubblica Mattarella le sue irrevocabili dimissioni.

Ora che i giochi sono fatti e Renzi è stato spodestato, tutti si interrogano su cosa accadrà. Quali scenari politici si aprono ora? Quale futuro politico ci aspetta? Ricordiamo che la fine naturale della legislatura è il 2018. Ed a quella data si proponeva di traghettarci Renzi con il suo governo, nato apposta per fare le riforme che l’Europa chiedeva.

Ora invece i pariti di opposizione che si sono battuti per il No al referendum chiedono a gran voce elezioni politiche anticipate. Rifiutano in maniera perentoria l’idea di un governo tecnico che ci governi fino al termine della legislatura.

Il movimento 5 stelle, la Lega capitanata da Salvini, Forza Italia chiedono che Mattarella indica nuove elezioni al più presto.

Resta però il nodo della legge elettorale. L’Italicum è al vaglio della Corte costituzionale e si attende a breve la sentenza. Proprio la Consulta potrebbe indicare la strada da percorrere. Si potrebbe decidere di apportare dei correttivi in tempi brevi alla legge ed andare a votare.

Le forze politiche ritengono che elaborare una nuova legge elettorale richieda troppo tempo e si riuscirebbe così ad andare il prima possibile alle urne per scegliere il nuovo premier.

Si apre una strada tutta in salita per il nostro Paese. Nei prossimi giorni ci saranno di sicuro gli sviluppi che porteranno ad un nuovo assetto politico e a nuove elezioni politiche.

Quando ci saranno le  elezioni politiche e chi sarà il successore di Renzi

Sono ore febbrili per la politica italiana. Il Presidente Mattarella dopo il colloquio con Renzi sta cercando di porre rimedio alla situazione di incertezza che si è creata.

Quello che Mattarella vuole evitare e che invece i partiti chiedono è una consultazione elettorale nel giro di pochi mesi.

E’ quello che chiedono i principali partiti di opposizioni: andare a votare entro la primavera 2017. Al momento Mattarella ha chiesto a Renzi di restare almeno qualche altro giorno fino all’approvazione al Senato della legge di Stabilità. Il Presidente della Repubblica ha ricordato a tutte le forze politiche che ci sono degli impegni istituzionali da rispettare che sono inderogabili e necessari al nostro Paese.

Quello che sembra chiaro che oltre allo scenario di elezioni politiche anticipate, c’è la strada di un governo di transizione che guidi il Paese fino al 2018. Di certo darà l’incarico a Renzi di individuare all’interno del Partito democratico una rosa di nomi dalla quale estrapolare quello del suo successore. Sembra che Mattarella voglia puntare su un governo politico visto che il Pd gode di un’ampia maggioranza alla Camera. Evitare un governo tecnico, visto il precedente del governo Monti, sembra lo scopo del Presidente.

Elezioni anticipate o meno quel che è emerso dal referendum è una forte partecipazione democratica dei cittadini, che si sono espressi non solo contro il referendum ma anche e sopratutto contro questa esperienza di governo. Questo dato è significativo, pertanto la chiamata alle urne potrebbe esserci già nel mese di marzo 2017.

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