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21 Maggio 2019

Sondaggi politici Eumetra MR Quarta Repubblica di oggi 21 maggio

Sondaggi politici Eumetra MR Quarta Repubblica di oggi 21 maggio
Sondaggi politici Eumetra MR Quarta Repubblica di oggi 21 maggio

Sondaggi politici Eumetra MR Quarta Repubblica di oggi 21 maggio

Ultimi sondaggi politici Eumetra MR da Quarta Repubblica di oggi 21 maggio 2019 andati in onda su rete 4: quesito  incentrato sulla sospensione dell’insegnante d’italiano a Palermo.

La colpa dell’insegnante è di non aver vigilato sulle due slide che paragonavano le leggi razziali al decreto sicurezza di Matteo Salvini. La questione nasce il 27 gennaio 2019, giorno della memoria in ricordo della shoah, ma che ha avuto i suoi effetti soltanto nei giorni scorsi. Agli italiani è stato chiesto: se il dl sicurezza può essere paragonato alle leggi razziali del 1938 nelle scuole. “Si può dire a scuola che le leggi di Salvini sono fasciste”?:

  • Si:  51%
  • No: 33%
  • Non indica: 16%

La prima domanda del sondaggio politico è incentrata sulla libertà di pensiero del singolo individuo.

La rilevazione non tiene in considerazione l’orientamento politico degli intervistati. La maggioranza degli italiani ritiene giusto definire le leggi del ministro Salvini fasciste. L’identikit dei favorevoli probabilmente è diviso tra: chi avrà orientamenti politici opposti a quelli del ministro leghista e chi mette al di sopra di tutto la libertà d’opinione.

I contrari sono il 33% e ritengono eccessivo paragonare le leggi del leader leghista alle leggi razziali del ’38.

Tra pochi giorni gli elettori, che voteranno alle elezioni europee, risponderanno all’ennesimo caso che riguarda il leader della Lega.

Sondaggi politici Eumetra MR Quarta Repubblica: gli italiani sulle leggi di Salvini

Il secondo dei sondaggi politici di oggi andati in onda a Quarta Repubblica su Rete 4 fa riferimento sempre alle leggi “fasciste” di Matteo Salvini. Mette in relazioni il quesito con il titolo di studio del campione oggetto della rilevazione.

Ecco il quesito: “Si,si può dire a scuola che le leggi di Salvini sono fasciste?”(in base al titolo di studio).

  • Nessuno/licenza elementare:  19%
  • Licenza media:  43%
  • Diploma scuola media superiore: 55%
  • Laurea/Post Laurea:  55%

Analizziamo i risultati, questa volta con riferimento al titolo di studio.

Per chi non ha un titolo di studio e che ha la licenza elementare solo il 19% degli intervistati pensa che si possano definire, a scuola, fasciste le leggi di Matteo Salvini.

Gli elettori con licenza media, il 43%, sono più propensi all’uso del termine fascista a scuola in riferimento alle leggi approvate dal vice premier.

Chi invece è diplomato o laureato, entrambi al 55%, ritengono più che giusto l’utilizzo del termine a scuola.

Il vice premier leghista ha commentato cosi: “Vedere un video dove dei ragazzi dell’età di mio figlio dicono che il decreto di Salvini è come le leggi razziali del fascismo denota ignoranza. Non ci doveva andare di mezzo la professoressa. Giovedì la incontrerò, visto che vado a Palermo, e incontrerò anche i ragazzi”.

Sondaggi Quarta Repubblica: le leggi di Salvini sono fasciste?

L’ultimissimo sondaggio politico ha come quesito lo stesso del sondaggio precedente ma gli intervistati sono suddivisi per età.

Ecco i risultati dei sondaggi politici di Quarta Repubblica: “Si, si può dire a scuola che le leggi di Salvini sono fasciste”. (In base all’età)

  • Dai 18-34 anni: 56%
  • Dai 35-54 anni: 51%
  • Oltre 55 anni:   46%

I risultati del quesito attestano che gli italiani più giovani sono favorevoli all’utilizzo nelle scuole dell’espressione “leggi fasciste”.

Più aumenta l’età degli intervistati e più calano i favorevoli: tra i 34-54 anni si scende al 51% e si giunge al 46% con gli over 55 anni.

Sommando i tre sondaggi, gli italiani pensano che sia giusto usare il termine leggi fasciste a scuola riferendosi alle leggi proposte e approvate dal leader leghista.

Quelli meno favorevoli sono gli intervistati con più di 55 anni e quelli che non hanno un titolo di studio o che hanno soltanto la licenza elementare.

La legge messa sotto la lente d’ingrandimento è il dl sicurezza del quale all’oggi è stato rinviato l’ok e che prevede: Viene cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari (articolo 1), che aveva la durata di due anni e consentiva l’accesso al lavoro, al servizio sanitario nazionale, all’assistenza sociale e all’edilizia residenziale. Al suo posto vengono introdotti permessi per “protezione speciale” (un anno), “per calamità naturale nel Paese di origine” (sei mesi), “per condizioni di salute gravi” (un anno), “per atti di particolare valore civile” e “per casi speciali” (vittime di violenza grave o sfruttamento lavorativo).

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