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19 Giugno 2019

Sondaggi politici Carta Bianca oggi 19 giugno: intenzioni di voto

Sondaggi politici Carta Bianca oggi 19 giugno 2019 - NOTO
Sondaggi politici Carta Bianca oggi 19 giugno 2019 - NOTO

Sondaggi politici Carta Bianca oggi 19 giugno 2019 – NOTO

Ecco quali sono gli ultimi sondaggi politici del programma Carta Bianca oggi 19 giugno 2019 che mostrano le intenzioni di voto e orientamenti politici degli italiani.

Noto Sondaggi su Carta Bianca mostra una situazione chiara non solo delle intenzioni di voto a oggi ma anche della situazione di Governo e fiducia degli Italiani. In particolare i quesiti riguardano l’orientamento del voto e la procedura d’infrazione dell’Ue nei riguardi dell’Italia. La Lega primo partito con il 35%, il Pd secondo al 24% ed a seguire il M5S al 17,5%.

L’aria di governo secondo i seguenti dati detiene, seppure per poco, la maggioranza dei consensi, il 52,5%.

Il grafico proposto da Noto Sondaggi mette in relazioni i dati odierni con quelli delle elezioni europee: vediamo cosa è cambiato rispetto all’ultima tornata elettorale.

La Lega di Matteo Salvini conquista lo 0,7% in più, rispetto alle elezioni dello scorso mese, mentre il M5S soltanto lo 0,4%. Il partito democratico sale dell’ 1,3% mentre Fratelli d’Italia dell’ 1%. Tutti gli altri partiti, che alle elezioni europee hanno raccolto consensi al di sotto del 4%, continuano a  perdere sostenitori.

Ad un mese di distanza dalle elezioni europee, volte a rinnovare il Parlamento Europeo, a beneficiare delle elezioni sono stati sopratutto il partito democratico e la Lega. Ecco i dati degli altri partiti secondo gli ultimi sondaggi politici.

  • +Europa 2,5%
  • Fratelli d’Italia 7,5%
  • Forza Italia 7,5%
  • La sinistra 1,5%
  • Verdi 1,5%
  • Potere al popolo 1%
  • Altri 2%

Sondaggi politici Carta Bianca oggi 19 giugno 2019 – NOTO: procedura d’infrazione

Nel successivo sondaggio politico è stato a chiesto agli italiani cosa pensano dell’eventuale procedura d’infrazione a cui va incontro l’Italia. Vediamo cosa hanno risposto i cittadini al seguente quesito:

“L’eventuale procedura d’infrazione contro l’Italia è una cosa da evitare oppure l’Italia la potrebbe sopportare?”

  • Da evitare per l’equilibrio economico dell’Italia   69%
  • L’Italia potrebbe anche sopportarla economicamente  15%
  • Senza opinione  16%

Gli italiani hanno pochi dubbi sulla questione che riguarda la procedura d’infrazione, infatti il 69% si dichiara preoccupato per le conseguenze economiche derivanti dalla procedura stessa.

Chi ritiene sopportabile la procedura d’infrazione è soltanto il 15%, mentre non si esprime il 16%.

I dati dei sondaggi politici oggi 19 giugno, parlano molto chiaro, ora sta ai rappresentanti del governo scongiurare una procedura che sicuramente avrà delle conseguenze negative per il nostro paese.

Agli italiani è stato posto un ulteriore quesito: “Se l’Europa dovesse decidere per la procedura d’infrazione contro l’Italia, di chi è la colpa?”

  • Di tutto il governo  51%
  • Salvini  16%
  • Di Maio 9%
  • Conte  3%
  • Tria  3%
  • Senza opinione  18%

Anche in questo caso gli elettori si sono espressi chiaramente. Nel caso in cui venisse avviata la procedura d’infrazione sarebbe responsabile tutto il governo.

In conclusione: gli italiani auspicano un intervento del governo per scongiurare la procedura d’infrazione, viceversa il governo stesso ne sarà il principale responsabile.

Conte apre al dialogo con Ue ma governo deciso sulla propria linea

Il premier Giuseppe Conte a Montecitorio si è dichiarato disponibile con l’Europa per evitare la procedura d’ infrazione ma ha aggiunto: “siamo anche ben convinti della nostra politica economica”.

Apertura condizionata quella del Presidente del Consiglio nei riguardi dell’Ue. Il primo ministro ha poi aggiunto: “l’Italia intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come Paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita”

Ha concluso parlando di stabilità e crescita, sono: “complementari e non in contrasto tra loro come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale che ha costretto l’Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure che sono poi i cittadini europei ad aver pagato e a rischiare di pagare in prospettiva. Tutto ciò comporta un prezzo molto elevato non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati Membri, ma per la credibilità stessa del progetto europeo, una credibilità che i fautori dell’ austerity a oltranza dichiarano, almeno a parole, di avere a cuore”.

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