Come fare le mascherine in casa fai da te, quanto serve

Mario Ragone 21 Aprile 2020

Ecco come fare le mascherine in casa fai da te, di carta o di stoffa: come realizzarle, indicazioni ed utilità di tali strumenti di protezione respiratoria.

Quando si parla di strumenti di protezione respiratoria e dispositivi di protezione (fondamentali in caso di virus ed epidemie) generalmente si pensa subito alla mascherina.

Esse sono caratterizzate da diversi modelli (vedesi quelle chirurgiche ad esempio) a seconda dell’uso a cui sono destinate. Tra queste vi sono anche le realizzabili in casa fai da te: di carta o di stoffa.

Andiamo allora a vedere come fare le mascherine in casa fai da te (di carta o di stoffa) e quanto serve un simile dispositivo di protezione.

Per farlo ci baseremo anche sul parere di un esperto del settore sanitario, il dottor Fabio Forino (laureato in Biologia Molecolare).

Grazie a quest ultimo esploreremo le caratteristiche specifiche dei dispositivi antivirus fatte in casa, per mascherine fai da te sicure, quindi. Ed il procedimento per metterle a punto e la loro reale utilità e destinazione d’uso.

Come fare le mascherine in casa fai da te, di carta o stoffa: modelli da realizzare in fai-da-te

Iniziamo, dunque, la nostra analisi che ha come oggetto il come fare le mascherine in casa fai da te: nello specifico di carta o di stoffa. Per munirsi di un simile strumento di protezione respiratoria non occorre per forza acquistare le cosìdette chirugiche (utili soprattutto per il personale sanitario). A seconda dei casi, infatti, basta anche il semplice fai da te, avendo così l’opportunità di crearsi da soli il suddetto dispositivo.

In tal senso, è necessario avere a disposizione alcuni elementi che normalmente tutti abbiamo a portata di mano. A maggior ragione se si parla di mascherine di carta (che a differenza di quelle di stoffa non richiedono macchina da cucire). Nel primo caso, infatti, basta avere della carta forno ed un paio di elastici da applicare a dei fori praticati sulle estremità che rendano indossabile la protezione. Più articolata, invece, risulta essere la realizzazione di quelle di stoffa. Esse, per essere idonee all’uso, comportano l’impiego di una macchina da cucire o, per chi non l’avesse, di ago e filo, forbici e graffette. La lavorazione parte da un tessuto iniziale di 50×50 da cui si otterranno due parti di strato di tessuto identiche che andranno a comporre la protezione.

Tale base di partenza costituita dai due strati va successivamente ad intrecciarsi con gli elastici che fungono da elementi di applicazione della mascherina. Questi, passando dal primo al secondo strato attraverso gli angoli, fanno in modo che i due rettangoli di stoffa combacino e siano adiacenti. A questo punto occorrono le graffette per fissare il tutto e far sì che tale strumento sia robusto e resistente all’utilizzo. Due approcci diversi sul come fare le mascherine, quindi, ma entrambi fondamentali per la protezione personale e per quella altrui dagli agenti patogeni.

Quanto serve la mascherina fatta in casa di carta o di stoffa

Avendo delineato le caratteristiche per la realizzazione di tali dispositivi di protezione fai da te, di carta o di stoffa, andiamo ora a capirne meglio l’effettiva utilità. Per farlo il nostro esperto in materia, il dottor Fabio Forino, le ha comparate anche a quelle chirurgiche in commercio:

“Esistendo diverse tipologie di dispositivi in commercio, pare opportuno sottolineare quali siano da utilizzare in ambito emergenziale. In molti avranno sentito nominare le ffp2/3, che nient’altro sono che mascherine con capacità filtrante ed i cui filtri detengono un’emivita (solitamente in ore) capace di evitare ricettacoli provenienti dall’esterno. Al contrario passate tot ore di utilizzo non c’è protezione, quindi sono da gettare via e sostituire con altre o rimpiazzare i singoli filtri. Questi dispositivi di protezione sono specialmente suggeribili a tutte le persone con salute cagionevole legata a vari motivi”.

“Spostandoci poi su più larga scala, da diverso tempo circolano tutorials che suggeriscono la creazione di dispositivi fai da te, che siano di carta forno o di tessuto. Fermo restando che l’obiettivo comune di tutto questo sia evitare la fuoriuscita di droplets (goccioline) dal proprio viso, resta importante constatare quanto siano effettivamente capaci di trattenere. In genere un tessuto è sicuramente preferibile in quanto, se a maglie fitte, sarebbe capace di trattenere la fuoriuscita di fluidi corporei. Per verificare l’efficacia dei metodi fai da te, i professionisti suggeriscono di effettuare un test tenendo la mascherina sul viso e soffiando una fiammella. Qualora essa dovesse spegnersi, la protezione in questione risulterebbe assolutamente inutile”.

“Le chirurgiche, di comune utilizzo in ambito sanitario, realizzate in TNT (tessuto, non tessuto) sono capaci di trattenere i fluidi propri, ma come per altre mascherine fai da te non ci proteggono dall’esterno. Nonostante tutto, essendo certificate per un utilizzo protettivo, resterebbero sempre le più suggerite su impiego di larga scala”.

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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto