Istituto tecnico di moda: cosa si studia e si diventa, materie

Daniela Saraco 14 Maggio 2020

Ecco perché scegliere l’istituto tecnico di moda: cosa si studia e cosi si diventa con questa diploma di maturità, materie che si studiano all’istituto di moda, sbocchi professionali previsti, diventare fashion blogger.

Il percorso didattico per chi vuole iscriversi a questo istituto, i programmi ministeriali, gli stage e opportunità di lavoro o di studio post diploma.

Chi dice che la scuola non sempre favorisce l’indole dei ragazzi sbaglia! Con i nuovi ordinamenti e gli svariati indirizzi degli istituti tecnici, gli studenti hanno molte possibilità di assecondare i propri interessi. Stai per terminare la terza media e preferisci creare con disegni, bozze, tessuti e ricami per esibire la tua creatività? Nutri una grande passione per la moda, guardi le sfilate per carpire i segreti dei designer, giri per i negozi alla ricerca di nuovi stili e nuove idee?

Hai creato una pagina Instagram come fashion blogger? Bene, è da considerare l’iscrizione all’istituto tecnico di moda .

L’istituto tecnico sistema moda fornisce una preparazione solida nel campo della progettazione e realizzazione di capi di abbigliamento e accessori moda, sviluppando creatività e le capacità progettuali, produttive e di marketing. Inoltre gli studenti imparano a utilizzare i software specifici per il fashion design, formando la sensibilità e il gusto estetico, attraverso una conoscenza profonda della moda. Durante i cinque anni i ragazzi svolgono laboratori tessili, calzaturieri, inerenti l’abbigliamento e gli accessori. Acquisiscono, così, la giusta pratica lavorativa.

Lo scopo di questa scuola è formare persone qualificate nell’ideazione, progettazione e produzione di tessuti, calzature e accessori. Inoltre forma le competenze nella gestione e controllo della qualità delle materie prime e dei prodotti finiti. I maturandi hanno dunque conoscenze creative, produttive e organizzative delle aziende del settore moda. Ma cosa si studia? E quali sono gli sbocchi? Vediamolo nel dettaglio.

Cosa si studia all’istituto tecnico di moda, materie e insegnamenti del diploma di maturità

ll corso di studio è composta da un primo biennio che fornisce una solida preparazione di base con alcune discipline di indirizzo. Queste materie introducono gradualmente lo studente alle conoscenze specifiche della moda. Al  triennio successivo, a sua volta diviso in un secondo biennio e un anno finale, i ragazzi studiano materie caratterizzanti dell’istituto tecnico sistema moda come:

  • Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica;
  • Chimica applicata e nobilitazioni dei materiali per i prodotti moda;
  • Economia e marketing delle aziende della moda.

Dal terzo anno ci sono lezioni di materie per lo sviluppo di competenze trasversali. In particolare  i ragazzi studiano il settore dei tessuti, dell’abbigliamento, delle calzature, degli accessori e della moda in generale. Gli indirizzi di studio da scegliere al triennio sono:

  • Articolazione Tessile, abbigliamento e moda
  • Articolazione Calzature e moda

Cosa si diventa con la maturità tecnica di moda e cosa si può fare dopo

I diplomati all’istituto tecnico sistema moda, solitamente, desiderano diventare  stilisti o designer. Le due  articolazioni di studio, difatti,  sono molto specialistiche. Gli studenti, conseguito il diploma,  possono diventare:

  •  modellisti;
  • campionaristi;
  • tecnici di confezione, controllo qualità, forma;
  • disegnatori;
  • sarti.

Il diploma permette anche di lavorare come  giornalista nel settore moda o diventare un fashion blogger. Questi, tramite i social, scrivono di moda , raccontano  delle passerelle delle fashion week e consigliano gli outfit più trendy del momento. Molti fashion blogger danno consigli sugli acquisti fare. Propongono il proprio stile personale e aiutano a  gestire gli “outfit” di tutti i giorni. E gli studenti orientati per l’università? Ecco quali facoltà scegliere.

Facoltà possibili da seguire dopo gli l’istituto tecnico di moda

Se il vostro sogno è studiare moda e non vi accontentate del diploma, gli studi proseguono con la laurea. Quali sono le migliori Università e Accademie di moda in Italia? Quali sono le scuole più prestigiose? Molti corsi di studio sono riconosciuti dal MIUR come vere e proprie lauree triennali. Infatti, oltre l’Accademia della Moda che offre tanti percorsi formativi, a cura di professionisti del settore, ci sono vari istituti, tra i principali elenchiamo:

  • Naba: Nuova Accademia di belle arti, con una sede a Milano e una a Roma. L’istituto offre agevolazioni economiche e borse di studio;
  • Polimoda: offre i corsi triennali più ambiti da chi vuole studiare moda;
  • Iaad: l’istituto d’arte applicata e design ha sede a Torino e Bologna. Gli studenti possono avere agevolazioni economiche e borse di studio;
  • Accademia Italiana: con sede a Roma e Firenze rilascia titoli di studio legalmente riconosciuti dal MIUR. Equivalgono quindi alla  laurea;
  • Istituto Marangoni: uno degli istituti più cari di Italia e si accede senza test d’ingresso. Qui hanno studiato Domenico Dolce, Alessandra Facchinetti e Franco Moschino.

La moda è ormai un’industria e le aziende cercano figure professionali qualificate e competenze sempre più specifiche.

© Riproduzione Riservata
avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto