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Piante per curare la depressione: quali sono e controindicazioni

Redazione Controcampus 12 Gennaio 2021
R. C.
03/12/2021

Come curare la depressione con erbe e antidepressivi naturali: elenco completo delle piante per curare la depressione, erbe medicinali con proprietà sedative e ansiolitiche.



Rhodiola, iperico e ginseng sono alcune delle erbe contenute nell’elenco delle piante per curare la depressione, antidepressivi naturali che aiutano a combattere lo stress, l’ansia e tristezza.

Come riconoscere la depressione, come combatterla, capire a chi rivolgersi e quando chiedere aiuto è fondamentale in quanto rappresenta una patologia da non sottovalutare.

La depressione è una patologia psichiatrica (disturbo dell’umore). E’ una condizione tale da cambiare in maniera considerevole il modo di agire della persona. Poiché difficilmente riconoscibile è fondamentale rivolgersi a degli esperti per formulare una diagnosi precoce, per evitare il consolidamento dei sintomi e l’aggravamento della patologia.

I sintomi più comuni sono: percezione negativa degli eventi, tristezza, irritabilità, umore negativo, dolore emotivo immotivato o eccessivo, anedonia (stanchezza, affaticamento, mancanza di energie), disturbi del sonno e/o dell’appetito, rallentamento o agitazione motoria, mancanza di concentrazione, sensazione di fallimento, colpevolezza e inutilità, tendenza all’isolamento, pensieri ricorrenti sul suicidio.

Si può curare la depressione senza farmaci e grazie all’aiuto di uno specialista. Ma molto dipende dalla propria condizione personale. Tra le raccomandazioni: mantenere uno stile di vita corretto, partendo da un’alimentazione sana ed equilibrata, rispettando le ore di sonno ed essenzialmente cercando di riappropriarsi della propria vita. Ma come fare? Oltre che con rimedi della nonna, ossia naturali come le piante per curare la depressione, occorre mantenere le proprie abitudini inalterate, interagire con le altre persone e dedicarsi a nuove attività interessanti che possano renderci felici. La fitoterapia ci viene in aiuto.

Esistono numerosissime piante antidepressive, con proprietà antistress, energizzanti o sedative che aiutano a combattere l’insonnia, l’ansia e a contrastare gli stati di irrequietezza e la stanchezza.

Quali sono le piante per curare la depressione: elenco completo, come e quando usarle

Quali sono le migliori erbe medicinali con proprietà antidepressive? Ecco la lista delle piante per curare la depressione:

Piante con proprietà sedative:

  • Lavanda: contrasta gli stati d’irrequietezza, insonnia e nervosismo.
  • Biancospino: Ha azione sedativa in caso di nervosismo, riduce l’emotività, lo stato di tensione e migliora il sonno.
  • Camomilla: attenua ansia e irritabilità, curare l’insonnia e altri disturbi del sonno.
  • Iperico: considerato l’antidepressivo naturale più potente, aumenta i livelli di serotonina, noradrenalina e dopamina e modula la secrezione di melatonina. Tra le più efficaci piante per curare la depressione, è eccellente per la cura dell’ansia, melanconia, insonnia e inquietudine.
  • Passiflora: stimola il sistema nervoso garantendo un’azione calmante e sedativa.
  • Valeriana: agisce sul sistema nervoso centrale, combatte l’insonnia, i disturbi del sonno e gli stati ansiosi.

Piante antidepressive con proprietà energizzanti:

  • Damiana: le foglie hanno azione antidepressiva e tonico-stimolante e si rivelano utili in caso di superlavoro fisico o intellettuale, stanchezza, condizioni di stress e stati depressivi.
  • Eleuterococco: fornisce all’organismo una migliore resistenza a stress, fisico e psichico.
  • Guaranà: migliora l’attenzione, memoria, le performance mentali e riduce il senso di fatica.
  • Ginseng: tonico negli stati di affaticamento psicofisico, aumenta i livelli di dopamina, adrenalina e noradrenalina.

Piante con proprietà antistress:

  • Ginkgo biloba: nutre e protegge i neuroni della corteccia cerebrale, aumentando i livelli delle sostanze antidepressive e psicostimolanti in circolo.
  • Rhodiola: tra le più potenti piante per curare la depressione in modo naturale, attenua le modificazioni ormonali che si verificano nel corso dello stress psico-fisico. Aumenta i livelli intracerebrali di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori ad azione antidepressiva e psicostimolante.
  • Griffonia: proprietà antidepressive, i suoi semi contengono 5-idrossi-triptofano, precursore della serotonina, ormone coinvolto nella regolazione dell’umore, sonno e appetito. Migliora l’umore, regolarizza il ciclo sonno-veglia, favorisce il controllo della soglia del dolore, aiuta la termoregolazione corporea e l’appetito.

Le migliori erbe contro la depressione; quali sono

Qual è il più potente rimedio naturale contro la depressione? Ovviamente dipende dai sintomi, sicuramente il più efficace è l’iperico, seguito subito dopo dalla rhodiola e griffonia.

Le parti utilizzate dell’iperico sono le sommità fiorite e vengono utilizzate per preparare degli estratti secchi. Deve essere assunto come estratto secco per almeno 2 settimane, prima di poter ottenere i primi risultati.

La rhodiola e la griffonia si trovano in commercio come infuso, estratto secco sotto forma di capsule e compresse, oppure come tintura madre. Della rhodiola la parte utilizzata è la radice, per la griffonia, invece vengono utilizzati i semi. Tra le più efficaci piante per curare la depressione naturalmente ci sono biancospino, lavanda e passiflora. Gli infusi a base di biancospino e passiflora aiutano a combattere l’insonnia e gli stati di angoscia

Se siete stressati e ansiosi a causa dei ritmi frenetici della vita quotidiana, una tisana antistress e sedativa è quello che fa al caso vostro. Per prepararla occorrono 40g di valeriana (radice), 10g di arancio amaro (pericarpo), 20g di luppolo (coni), 15g di melissa (foglie) 15g di menta. (foglie) Un cucchiaio in una tazza di acqua bollente per 10 minuti.

Mentre se volete preparare una tisana rilassante per conciliare e regolare il sonno occorrono 30g di valeriana (radice), 20g di melissa (foglie), 20g di luppolo (coni), 10g di menta. Un cucchiaio di questa miscela va lasciato infondere in una tazza di acqua bollente per 5 minuti.

Un’ottima tisana per l’ansia e la depressione si prepara con 25g di valeriana e 25g di passiflora in infusione con un litro di acqua bollente, lasciar riposare 10 minuti e filtrare.

Quando usare le piante per curare la depressione e controindicazioni

Nonostante questi potenti antidepressivi naturali aiutino a combattere lo stress, ansia e insonnia, come tutti i rimedi naturali, le piante per curare la depressione presentano controindicazioni ed effetti collaterali. Quindi prima di utilizzare un qualsiasi rimedio naturale è il caso di consultare il proprio medico curante.  Specialmente in caso di malattie pregresse, assunzione di farmaci, oppure in caso di allergia.

Ovviamente le controindicazioni variano da pianta a pianta, ecco perché è fondamentale rispettare sempre le dosi consigliate.  La rhodiola può provocare irritabilità e insonnia se si superano le dosi consigliate. La griffonia è abbastanza sicura. Ma in alcuni casi può causare nausea, meteorismo, bruciore di stomaco e arrossamento della pelle, che in poche settimane generalmente spariscono.

Per quanto riguarda la lavanda non ci sono particolari effetti collaterali, anche se l’olio essenziale può essere tossico in caso di sovradosaggio.  Anche la passiflora è considerata abbastanza sicura. Tra gli effetti collaterali ci sono capogiri, confusione, difficoltà nei movimenti muscolari e di coordinazione, stato di coscienza alterato, infiammazione dei vasi sanguigni, nausea, vomito, sonnolenza, tachicardia e aritmie. L’iperico può causare capogiri, costipazione, sensazione di avere lo stomaco pieno, secchezza delle fauci, irrequietezza, stanchezza, aumento della sensibilità alla luce e aumento di peso.

Il ginseng può dare effetti collaterali come nausea, diarrea, mal di testa, orticaria, insonnia, ma anche ipertensione e palpitazioni. Il guaranà, invece, deve essere usato con cautela. Soprattutto nei bambini, negli ipertiroidei e nei distonici, in quanto può causare tachicardia, palpitazioni, ipereccitazione, insonnia e ansia. L’uso eccessivo e/o prolungato della valeriana può causare effetti collaterali come emicrania, insonnia, eccitabilità, bradicardia, aumento della pressione. Quindi sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento,  nei bambini e non deve essere assunta in contemporanea ad altri farmaci come i barbiturici, poiché il rischio è quello di dar vita a uno stato di sedazione eccessiva.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto