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3 dicembre 2014

Giacomo Sintini incontra gli studenti dell’Università di Catanzaro

Giacomo Sintini

Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro – “Dal buio alla luce: Storia di un atleta”. Il pallavolista Giacomo Sintini ha incontrato gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Motorie e Sportive dell’Università di Catanzaro

Giacomo Sintini

Giacomo Sintini

Nel corso dell’incontro è stato presentato il suo libro “Forza e Coraggio”, che racconta come ha vinto la sua battaglia contro il cancro

“Forza e Coraggio”: sono le doti di un grande uomo ed un grande atleta, Giacomo Sintini, pallavolista oggi in forza alla Callipo Sport, che, dopo essere riuscito a vincere la sua battaglia contro il cancro, ed essere ritornato a vincere anche nel suo sport, vuole ora lasciare un messaggio di speranza a quanti si trovano ad affrontare momenti difficili per questa malattia, e attraverso l’Associazione che porta il suo nome raccogliere fondi per la ricerca su leucemie e linfomi e per l’assistenza in campo onco-ematologico.

Giacomo Sintini all’Università Magna Graecia di Catanzaro

E’ stato un momento dalle forti emozioni quello che si è tenuto nell’Aula Magna del Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro quando Giacomo Sintini, incontrando gli studenti del Corso di laurea in Scienze Motorie e Sportive dell’Ateneo, ha raccontato la sua storia umana e sportiva e letto pagine, dense di commozione, tratte dal suo libro “Forza e Coraggio”, che ripercorre i momenti della malattia ma anche la forte determinazione a combattere, a non lasciarsi andare, ad avere coraggio, a trovare nella fede, nella famiglia, nella figlia, la forza per andare avanti nonostante la grande sofferenza.

Il Professor Antonio Ammendolia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha moderato l’incontro, presentando agli studenti, la storia sportiva ed umana di Giacomo “Jack” Sintini, che dal buio è riuscito a tornare alla luce, dopo che nel giugno 2011 gli era stato diagnosticato un linfoma maligno.

Intervista al pallavolista Giacomo Sintini: storia di Jack

Giacomo Sintini

Giacomo Sintini

“Avevo 32 anni – ha spiegato Giacomo Sintini – ero nel pieno della vita e della mia carriera agonistica. Ho dovuto sottopormi a sette cicli di chemioterapia e successivamente all’autotrapianto di midollo osseo. Se oggi sono vivo lo devo a molti fattori, uno dei quali è la grande capacità dei medici che mi hanno curato. La medicina sta facendo progressi enormi nella cura di questa malattia grazie alla ricerca”.

Nel momento della diagnosi, Giacomo Sintini  inizia la sua lotta per la vita per non farsi rubare tutto dalla malattia.

La combatte con gli strumenti che gli ha dato lo sport: la capacità di fare squadra con i medici e con la famiglia e una forza e una determinazione incrollabili.

Il Pallavolista Giacomo Sintini riesce a guarire, e rientra a far parte del mondo della pallavolo in una delle squadre più forti al mondo.

Poco prima della finale scudetto il palleggiatore titolare si infortuna: arriva nuovamente il momento di Giacomo Sintini che conduce la squadra alla vittoria, nella partita decisiva, due anni dopo la diagnosi del cancro.

“Il tornare a giocare a pallavolo – ha proseguito Giacomo Sintini – dopo l’esperienza che ho avuto, dopo le chemioterapie, dopo il trapianto del midollo osseo, per me è diventato un modo per portare questo messaggio di speranza alle tante persone che affrontano il cancro, ma anche alle persone che sono vicine ai malati, ai familiari, ai medici agli infermieri, ai volontari. Il messaggio di speranza è che da queste malattie si può guarire, si può tornare come prima, si può tornare a fare quello che si faceva prima, anche meglio di prima, si può tornare ad una vita nuova, con nuovi obiettivi, con nuove aspirazioni, riuscendo a tirare fuori da un’esperienza negativa nuove opportunità. Io sto cercando di fare questo insieme con la mia famiglia, con il libro, con l’Associazione Giacomo Sintini, raccogliendo soldi per la ricerca, confortando le persone che soffrono, cercando di portare un po’ di assistenza, soprattutto raccontare senza paura cosa è stato il cancro per noi, tutto quello che abbiamo vissuto, le paure, i momenti difficili, i pianti, le debolezze che ci hanno colpito. Tutti hanno paura. Tutti hanno paura di non farcela. Tutti hanno paura di una malattia come il cancro, ma affrontarla insieme agli altri, cercando di trovare tanti stimoli per combatterla, è importantissimo” .


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