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1 luglio 2010

Living Theatre Europe a Bruxelles

Il Living Theatre Europe, con sede in Italia e diretto dal regista Gary Brackett, componente della compagnia di New York, nell’aprile del 2010 è stato protagonista di un’intensa tournèe a Bruxelles presso l’Atelier 210, uno spazio multiculturale riservato a spettacoli dal vivo e alle arti plastiche e visive, un luogo d’incontro e sostegno per gli artisti contemporanei.

Gli spettacoli proposti in più repliche e in lingua inglese, francese ed italiano sono stati: Mysteries and Smaller Pieces, Siddharta the river smiles e Green Terror.

Mysteries and Smaller Pieces (Misteri e Piccoli Pezzi) è uno spettacolo silenzioso avvolto da una particolare atmosfera di magia e mistero, ma al contempo d’incalcolabile riflessione, si basa sull’improvvisazione, su rituali, su slogan e sulle teorie di Antonin Artaud.
E’ sostanzialmente mancante di parole, sprovvisto di trama e privo di personaggi e scenografia. Mysteries è un classico del repertorio Living, la prima fu messa in scena nel 1964 a Parigi, mescolando il contrasto tra vita e arte, tra teatro politico e teatro di protesta, reinventando perfino l’interazione tra palco e platea. E’ una rappresentazione forte e rilevante e sfida ancora le nuove generazioni con le stesse domande già poste negli anni ’60, ma rivolgendosi, questa volta, a un mondo ancora più lontano.

Siddharta, the river smiles (Siddharta, il sorriso del fiume) è una libera rielaborazione di Gary Brackett del romanzo Siddharta dello scrittore tedesco Hermann Hesse.
Lo spettacolo propone temi di riflessione e meditazione amalgamati ad una percettibile sensualità. Le immagini corali evocano le vicende di Siddharta e i suoi dissidi interiori e sono scandite dagli interventi musicali e dalla voce del barcaiolo Vasudeva, che incarna la saggezza del Fiume. Le luci svolgono un’importante funzione, come in ogni spettacolo Living, sottolineando le azioni dinamiche ed esaltando le intense espressioni degli attori.

Ma il successo più significativo ottenuto a Bruxelles è stata la prima mondiale di Green Terror (Terrore verde) è uno spettacolo incentrato sull’attuale e sempre più grave disastro ecologico e sulle riflessioni riguardanti la natura umana e la società.
Lo spettacolo si apre con il palcoscenico spoglio, lo spazio scenico si sviluppa sul palco e in platea, al centro della platea il regista-attore Gary Brackett incappucciato, danza provocatoriamente tra il pubblico sulle note di Break on Through to the Other-side dei The Doors, richiamando l’immagine di un prigioniero di Abu Ghraib in Iraq. Segue il buio e sul palco una decina di attori sdraiati a terra si alzano lentamente, fragili, innocenti nel loro costume primordiale sullo sfondo musicale di Closing di Phillip Glass e di una voce intensa fuori campo che legge un racconto. La scena successiva inizia dal fondo della platea e altri attori nel buio a ritmo di un battito di mani formano in gruppi o singolarmente i tableaux ispirati ai disegni di Blake. Qualche istante dopo, in scena solo il protagonista, nudo su una scala, incappucciato, con le mani legate dietro la schiena e una voce femminile fuori campo che rivolge al pubblico un discorso d’indottrinamento, denunciando l’industria, la tecnologia e il disastro ecologico, ispirandosi al saggio l’ “Insurrezione che viene”.

La rappresentazione continua con le creazioni collettive in cui testo e messa in scena sono frutto di un lavoro di gruppo degli attori del Living che in alcuni casi riprendono forme, riti, visioni e azioni proprie del Living Theatre. Green Terror termina con la compagnia che coinvolge il pubblico facendolo diventare parte attiva dello spettacolo attraverso la Journey Dance, una forma di danza, esplorazione e contatto con l’altro… un reale e appassionante viaggio.
La Libre Belgique, in una recensione :“ I contenuti di Green Terror sono interessanti quanto la sua forma particolare, dinamica e molto partecipativa, in cui gli spettatori non devono guardare, ma a loro volta, unirsi alla danza e rivisitare riti ancestrali.

Se il Living Theatre non sconvolge più tanto, nonostante le scene di stupro simulato – le loro creazioni, portatrici di speranza, riescono ancora a scuotere e il loro approccio pluridisciplinare tra arte e politica, per un teatro libertario e resistente, ha tutte le ragioni di continuare ad esistere.”

Attualmente la compagnia svolge numerosi workshop in Italia trasferendo di città in città i linguaggi espressivi che costituiscono l’alfabeto del Living Theatre. Il prossimo appuntamento sarà dal 28 giugno al 4 luglio presso la dimora del Fiume di pietra sul Vesuvio (NA) una settimana di laboratorio residenziale teatrale con il regista Gary Brackett e gli artisti del Living Jeff Nash, Enoch Wu, David Copley, Viviane Cammarota e altri. Le altre date già concordate sono Lucca 13-17 luglio, Valmozzola (Parma) 2-8 agosto, Morciano (Rimini) 6-12 settembre.

Viviane Cammarota

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