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26 aprile 2011

La Gelmini promette un nuovo regolamento per le università telematiche

Sono undici le università telematiche italiane, poche ma buone? poche ma “l’unione fa la forza“?. Assolutamente no.

Le università telematiche italiane non fanno squadra, ciascuna fa il proprio gioco, una vera e propria corsa alla massimizzazione degli iscritti a spese delle altre telematiche, stringendo accordi con sindacati, enti, ordini professionali e concedendo vantaggi agli iscritti.

Una lotta spietata, non stiamo parlando di pugnali e pistole, bensì di convenzioni e il riconoscimento dei crediti formativi; soavi parole che risuonano nelle orecchie dei potenziali studenti telematici.
“Generalmente, lavoratori diplomati desiderosi di fregiarsi del titolo di dottore per fare carriera ma con un occhio attento al portafoglio e al tempo. ”

Ma facciamo un passo indietro, parlavamo di convenzioni.
Le università infatti propongono pacchetti ad hoc per offrire sconti sulla retta d’iscrizione a un’utenza di iscritti, inclusa la possibilità di riconoscere “fino a un massimo” di 60 crediti formativi (l’equivalente di un anno accademico) grazie a esami sostenuti in passato o a esperienza “buona per la laurea” acquisita lavorando.

Le convenzioni fanno notizia, usate a modo bigliettino da visita.

L’ateneo che spicca su tutti gli altri è, l‘Unisu “Università telematica della Scienze Umane “Niccolò Cusano” che è riuscito a stringere ben 103 accordi, principalmente con Ordini dei Consulenti del Lavoro sparsi in tutta Italia e sindacati di ogni colore.

Molto attive sul fronte convenzioni sono anche la napoletana “Unipegaso” sul suo sito istituzionale risultano 25 accordi attivi e “l’Universitas Mercatorum”, la telematica delle Camere di Commercio Italiane che si attesta a quota 20 e precisa che le agevolazioni indicate in convenzione sono estese anche ai familiari.
Di sicuro quest’ultima vince per originalità, trattasi di agevolazioni, abbonamento in palestra o punti carta fedeltà al supermercato?

Sfo O Fortunatamente non bastano agevolazioni, promozioni e convenzioni per attirare popolo, infatti oggi gli atenei telematici mettono insieme complessivamente soltanto l’1% della popolazione studentesca universitaria nazionale.
Diciamo che questi tipi di saldi non attirano troppo l’attenzione.

Se guardiamo più da vicino le università telematiche, ci accorgiamo che la scarsa propensione di iscritti dipende anche dal “brutto” esempio che hanno dato in passato gli atenei telematici, non dimentichiamoci che prima del 2006 le telematiche hanno sfornato centinaia di laureati “precoci“, che erano riusciti a strappare in pochi mesi una triennale grazie a un riconoscimento di crediti formativi molto “generoso“.

Fortunatamente nel 2006 ex ministro Fabio Mussi da il via ad un “tetto dei crediti” un atto dovuto visto che nei primi anni di attività, in completa assenza di paletti e con assoluta discrezionalità, si otteneva il massimo risultato con il minimo sforzo, visto che il titolo conseguito aveva e ha pieno valore legale.

Ma spezziamo adesso una lancia a favore, dopo le ultime righe critiche.

“Uninettuno” L’Università Telematica Internazionale è l’unica ad aver ottenuto un risultato positivo alle visite ispettive del Cnvsu (Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario) e ci tiene a non confondersi con le altre, precisando questa sua peculiarità in maniera ben evidente sull’homepage del proprio sito istituzionale. “Valutata per la seconda volta positivamente e senza riserve” .

Un “bollino blu” di qualità che un’istituzione come l’e-Campus di Francesco Polidori guarda da molto lontano, avendo il Cnvsu riscontrato nel quartier generale di Novedrate molteplici discrepanze.
Che strano, eppure l’e-Campus vanta la sponsorizzazione più grande in assoluto, il governo in carica.

Un po di perplessità a riguardo possono nascere a chiunque, anche al nostro ministro Maria Stella Gelmini che dal canto suo promette che “è in arrivo un nuovo regolamento che finalmente metterà ordine anche in questo settore” perché “sono necessarie regole certe, affidabili e improntate al massimo rigore”.

Speriamo presto.

Maria Teresa Violi

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