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18 Maggio 2011

Tesi di laurea nel cestino dei rifiuti

Bari. trovate 30 tesi di laurea nei cestini in mezzo ai rifiutiLa denuncia parte da uno studente del secondo anno della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari, Michele Cotugno Depalma, che venerdì 6 maggio, insieme ad altri suoi colleghi, si sono trovati di fronte una scena che li lascia senza parole, che porta con sé un “mistero” e sembra essere lo specchio della situazione universitaria attuale: da buttare nel cestino!

I ragazzi infatti hanno trovato nei contenitori dei rifiuti del terzo piano dell’ateneo, davanti all’aula II e in due cestini accanto alla presidenza della facoltà di scienze della formazione, un mucchio di tesi di laurea rilegate in pelle.

Una trentina in tutto le tesi di laurea in Psicologia, Scienze della comunicazione e Scienze della formazione, discusse tra la fine degli anni Novanta ed il 2010, abbandonate tra lattine di bevande e cartacce.

Depalma denuncia subito l’accaduto alla segreteria della facoltà, ma questa assicura che le tesi a loro consegnate sono in cartoncino e non in pelle e per di più conservate in un archivio impossibile da accedere.

Quelle in pelle sono solo in mano a studenti, relatori e correlatori.
Ecco il mistero: Sono quindi dei professori a gettare le tesi nella spazzatura?

Giuseppe Elia, preside della facoltà di Scienze della Formazione, si è dichiarato “Scosso dalla visione” ed ha prontamente avviato un’indagine interna per far luce sull’episodio.

Ma la questione si addensa anche intorno al “Perché”. Perché le tesi sono state buttate via. Per mancanza di spazio?!

Gli studenti passano mesi e mesi sui libri per preparare la tesi di laurea, consegnano il frutto delle loro fatiche al fine di trovare un posto nel prestigioso scaffale dell’ufficio del professore, e invece le loro tesi hanno trovato una collocazione che di prestigioso non ha nemmeno l’odore.

Così la credenza diffusa secondo la quale al di là della soddisfazione personale, si ha l’impressione che la tesi scritta con tanto sudore la si potrebbe buttare anche nel cestino, si materializza spudoratamente.

L’università di Bari dovrà senza dubbio fare i conti con quanto è accaduto sotto gli occhi di tutti.

Ma l’università italiana, allo stesso modo, dovrebbe farsi un esame di coscienza per tutto ciò che continua a succedere, e che viene ormai accettato con rassegnazione come fosse un dato incontestabile e immodificabile. Ma così non dovrebbe essere.

Giulia Migliola

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