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27 settembre 2011

Dalla Notte dei Ricercatori 2011 le luci sul paese che vogliamo

Tre ore di diretta web-radio, 4 ore di diretta web-tv, centinaia di tweets, decine di post sulla pagina facebook, interazione diretta sul sito web ufficiale: con questo score la sesta Notte Europea dei ricercatori si è trasformata in un evento ipermediale decisamente real-time e ad alta copertura, che è riuscito a dare voce al meglio delle manifestazioni concomitanti in 40 città italiane.

Non solo battage – Il web talk serale di Everyday Science – Italy plays science, organizzato dal Altratv.tv presso il Teatro Comunale di Bologna, e ritrasmesso peer-to-peer da oltre 200 micro web tv sparse per tutta Iltalia, ha costituito l’epicentro tematico del dibattito animato dall’imperativo di rispondere alla necessità di comunicare l’attività scientifica delle università e di chiarire al pubblico i nessi tra la buona ricerca e la buona società, tra l’intelligenza collettiva e la spinta economica dei progetti di impresa che si basano su scoperte e intuizioni originate negli ambienti della ricerca universitaria. A questo scopo, è valso da escamotage il gaming tra 5 ricercatori e i relativi team di differenti discipline, i cui progetti attuali di ricerca sono stati presentati e messi ai voti. Ricerca astrofisica, ricerca sui media, ricerca letteraria, ricerca medica, ricerca ICT lavorano da diversi ambiti per la comprensione del presente e per darci la possibilità di autodeterminarci nel futuro.

Un minuto di divulgazione quindi per spiegare con semplicità quanto sia utile e necessario mappare l’universo (sconosciuto per il 96% della sua composizione molecolare), per scoprire quali sviluppi promette la serialità multipiattaforma dei media, per far capire quanto più utile ancora può essere nel web attraverso nuove soluzioni per la ricerca efficace dei contenuti indicizzati richiesti, per ricordare che l’antidoto a decine di di malattie genetiche rare dipende dall’individuazione del tassello difettoso di DNA, per illustrare come la letteratura ipercontemporanea degli autori migranti è testimonianza diretta della società che muta sotto i nostri occhi.

Un minuto per riconnettere il senso del sapere al senso di essere vivi adesso e in quest’epoca, la stessa in cui continua a valere più che mai il monito di Adam Smith. La “ricchezza delle nazioni” continua infatti a essere la capacità di imparare e con ciò di rinnovarsi attraverso i circuiti del sapere multidisciplinare e le concretizzazioni della sua condivisione applicata alla vita quotidiana delle persone, al lavoro, all’impresa.

Vedere per credere – La scienza nelle piazze italiane diventa il modo sia per sensibilizzare alla diretta connessione tra scienza e vita quotidiana sia per mostrare il prodotto dell’intelligenza collettiva nostrana, senza dimenticare di gettare luce su una professione impervia, quella del ricercatore, che risulta talvolta mal rappresentata perché confinata nel background di laboratori e dipartimenti, generalmente al riparo dalla ribalta e alle prese coi meccanismi gerontocratici delle istituzioni universitarie: i banchetti popolati da robot a Catania, i fisici che a Pavia discutono del loro contributo al settore dei Beni Culturali, la meraviglia delle supernovae raccontata dall’Osservatorio Astronomico di Napoli, gli spin-off presentati in piazza Cavour a Salerno , la festa democratica della Ricerca a Cagliari sono spettacoli nello spettacolo che festeggia la Ricerca, nel giorno in cui in tutta Europa si sottolinea con forza l’unica lettura possibile in risposta alla crisi generale dell’economia, e cioè quella globale, quella anti-particolaristica che vede Università, Lavoro, Impresa connessi insieme a costruire la reattività della società di un Paese.

A volte ritornano – Oltre 64000 brevetti, quasi 100000 addetti, solo 1.1% di investimenti (in rapporto al PIL): la ricerca italiana non è sostenuta adeguatamente ma in quanto a produttività è ai livelli dei top spender dell’Eurozona e del mondo. I fondi non solo sono pochi ma sono mal distribuiti e rimane aperta, anzi sguaiata, la “questione del merito”. In tutto ciò i vincitori della Start Cup Spinner 2013 sono due ricercatori rimpatriati che hanno messo a punto un’idea vincente: ‘persiane’ fotovoltaiche in grado di fornire energia a piccoli elettrodomestici ad esse collegati (come ventilatori e condizionatori), senza sovraccaricare il contatore di casa/azienda. Il futuro al presente.

Raffaele La Gala

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