• Google+
  • Commenta
10 dicembre 2011

Virginia Tech: il killer si è suicidato, era uno studente

Gli interrogativi circa l’ultima tragedia che ha colpito l’università Virginia Tech di Blacksburg sono in procinto di diradarsi.

Il corpo rinvenuto senza vita in un parcheggio dell’ateneo, ucciso da un colpo d’arma da fuoco, sembra infatti appartenere a Ross Truett Ashley, studente ventiduenne della Radford University che in precedenza si era introdotto nel campus Virginia Tech a bordo di una mitsubishi rubata poche ore prima, assassinando l’agente Deriek W. Crouse durante un normale controllo.

Ripercorriamo gli eventi: secondo il comunicato ufficiale diffuso dalle autorità, “subito dopo mezzogiorno, un poliziotto dell’università ha fermato un’auto per un controllo del traffico di routine, al parcheggio del Coliseum, lo stadio di Football dell’università. Durante il fermo, l’agente è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco. Sul primo sparo ci sono testimoni oculari. A quel punto, lo sparatore, è stato visto scappare a piedi verso un secondo parcheggio, dove è stata poi ritrovata la seconda vittima.”

Nel momento in cui lo Swat Team (le cosiddette “teste di cuoio”) ha dato inizio ad una vera e propria caccia all’uomo, il timore era che il cadavere indicasse un secondo omicidio.

Le indagini si sono concentrate su due edifici, lo Squires ed il Torg. In un primo momento il Collegiate Times, giornale dell’ateneo, aveva annunciato la cattura del killer da parte degli agenti (l’identikit diffuso in seguito al delitto parlava di un uomo bianco con felpa marrone e pantaloni e cappellino grigi).

Successivi accertamenti avrebbero tuttavia completamente contraddetto le prime ipotesi, svelando il suicidio del criminale e la sua identità. Attualmente nessuno è a conoscenza delle effettive ragioni all’origine della folle condotta di Ashley.

La Virginia Tech University ha suo malgrado rivissuto, fortunatamente solo in parte, l’incubo del 16 aprile 2007: in quell’occasione, come molti ricordano, lo studente coreano Cho Seung-hui scatenò un massacro che coinvolse 61 persone (32 morti, 29 feriti) nell’arco di due ore, prima di spararsi un colpo in testa.

Da rimarcare il ruolo piuttosto rilevante giocato in questa circostanza dalla tecnologia: il sito dell’università ha contribuito a tenere costantemente informati gli studenti sugli sviluppi della vicenda.

I giovani ed il personale docenti sono stati invitati a rimanere prudentemente al chiuso ed a consultare il numero di emergenza 911 in caso di necessità. È infine giunta, dopo tre ore e mezza di attesa, la sospirata comunicazione in merito alla revoca dello stato di allerta.

Nel mentre, la piattaforma Twitter relativa all’università è stata letteralmente presa d’assalto da studenti, testimoni o anche persone semplicemente a conoscenza dei fatti.

Preghiere e richieste di aiuto, messaggi di terrore o di speranza perché tutto potesse concludersi senza ulteriori spargimenti di sangue si sono susseguiti senza sosta nelle concitate ore trascorse dal primo allarme al cessato pericolo.

Il ritrovamento del secondo corpo è stato per di più tempestivamente segnalato sullo stesso social network dal testimone Lerone Graham, il quale aveva ravvisato la presenza del cadavere coperto nel parcheggio.

Non mancheranno in ogni caso le polemiche: il Washington Post ed altri siti web americani hanno già messo pesantemente in discussione le misure di sicurezza dell’ateneo che non sarebbero state incrementate a sufficienza dalla strage del 2007.

Una specifica inchiesta evidenziò allora un inspiegabile ritardo nel lanciare l’allarme da parte della polizia, la cui e-mail di emergenza fu oltretutto giudicata eccessivamente vaga.

La Virginia Tech University si vide costretta al pagamento di una multa di 55.000 dollari inflitta dal ministero dell’Istruzione; la stessa multa per la cui contestazione i dirigenti dell’università si trovavano ieri a Washington mentre, complice un crudele scherzo del fato, nel campus si consumava il dramma.

È a questo punto superfluo sottolineare come la polizia universitaria, coordinata da Wendell Flinchum, sembri destinata a finire nuovamente sotto accusa.

Francesco Ienco

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy